
Di Dario d’Elia
Ifa 2026, una delle più importanti fiere al mondo dedicate all’elettronica di consumo, chiude questa edizione con una certezza: le novità non solo più potenti e affinate nel design, ma cambiano concretamente il modo in cui si lavora, anche in mobilità, o si gestisce un ufficio. Ecco una selezione ragionata, con i dettagli tecnici che contano davvero.

Il Lenovo Yoga Pro 9n Gen 11 e il Lenovo Yoga 9n 2-in-1 inaugurano insieme la linea Yoga costruita attorno alla piattaforma Nvidia RTX Spark: cpu Arm Nvidia Grace, gpu Blackwell Rtx e memoria unificata che permette di eseguire in locale modelli AI e dataset che su un laptop tradizionale non entrerebbero in memoria, senza passare da un servizio cloud terzo. Un dettaglio non banale per chi lavora su documenti riservati o su prototipi che non si vogliono condividere fuori dall’azienda.
Il Pro 9n Gen 11, da 15,3 pollici e fino a 128 GB di memoria unificata, punta sulla capacità pura, la stessa impostazione che di solito si trova su workstation ben più ingombranti. Il display Oled 2.5K a 165 Hz, lo spazio di archiviazione fino a 4 TB e la dotazione di porte completa (due USB4, Hdmi 2.1, SD full-size) confezionano un pacchetto pensato per chi fa video, fotografia o sviluppo software senza volersi appoggiare a un docking permanente.
Lo Yoga 9n 2-in-1, da 16 pollici, condivide la stessa piattaforma ma con memoria unificata fino a 64 gb e un taglio pensato per la flessibilità più che per la capacità: chassis convertibile a 360 gradi, display Oled PureSight Pro 2.8K a 120 Hz e penna Yoga Pen Gen 2 con doppia superficie di scrittura, su schermo o su Force Pad aptico. È la versione per chi alterna riunioni, annotazioni a mano e lavoro da tablet, più che per chi ha bisogno della potenza piena del modello maggiore.
Un avvertimento comune a entrambi: girano su Windows on Arm, quindi prima di sceglierli vale la pena controllare che i programmi di lavoro abituali siano compatibili nativamente. Prezzi non ancora comunicati; disponibilità del Pro 9n Gen 11 attesa da ottobre 2026, quella dello Yoga 9n 2-in-1 non ancora precisata.

Se il Lenovo punta sulla capacità, l’Asus ProArt P14 (H7407) punta sulla portabilità: stessa piattaforma Nvidia Rtx Spark, memoria unificata fino a 128 GB, ma in un formato da 14 pollici e 1,48 kg, pensato per chi porta l’AI locale letteralmente in viaggio, sul set o dal cliente.
Il display Oled 3K touch calibrato Delta E inferiore a 1 e con copertura DCI-P3 al 100% è tra i più accurati mai visti su un laptop di queste dimensioni, un argomento forte per chi lavora su foto, video o color grading. Tre porte usb 4, hdmi 2.1 e uno slot sd completano la dotazione.
La memoria purtroppo è saldata: la configurazione scelta al momento dell’acquisto (da 24 a 128 GB) resta quella per tutta la vita del dispositivo, quindi vale la pena non risparmiare su questo fronte. Prezzo da confermare, lancio previsto nell’autunno 2026.

Chi ha appena investito in uno dei due laptop con AI locale si troverà presto davanti alla domanda successiva: che monitor collegarci. Acer ha portato a Ifa 2026 il ProDesigner PE270X, un pannello da 27 pollici pensato esplicitamente per fotografi, videomaker e designer, non per il gaming.
La scheda tecnica giustifica il posizionamento professionale: risoluzione 5K, retroilluminazione Mini LED a 2.304 zone, certificazione DisplayHDR 1400 e copertura del 99% per Adobe RGB, sRGB e DCI-P3, con calibrazione di fabbrica Delta E inferiore a 1. Nella pratica significa colori affidabili per chi consegna lavori a un cliente senza dover ricalibrare lo schermo.
La connessione usb-c con Power Delivery da 90 W permette di alimentare il laptop con lo stesso cavo del segnale video, mentre lo switch KVM integrato consente di pilotare due computer con una sola tastiera e un solo mouse, una comodità concreta per chi alterna macchina di lavoro e macchina personale sulla stessa scrivania. Nonostante il taglio professionale, il pannello non rinuncia alla fluidità: 165 Hz in 5K e 330 Hz passando a risoluzione Qhd. Il prezzo di listino parte da 1.299 euro; la finestra di lancio europea non è stata ancora precisata da Acer.

L’Asus ExpertBook Ultra (B9406CAA) segue una filosofia opposta rispetto ai due laptop precedenti: niente gpu discreta, niente rendering pesante. Al centro ci sono leggerezza (0,99 kg), autonomia dichiarata fino a 26 ore e una dotazione di sicurezza (Tpm 2.0, Microsoft Pluton, Secured-core pc) più vicina a quella richiesta da un reparto IT che da un consumatore qualsiasi.
Il processore dedicato all’AI (fino a 50 Tops su piattaforma Intel Core Ultra Serie 3, per un totale dichiarato di 180 Tops) è tarato su funzioni quotidiane: trascrizione automatica, miglioramento audio e video nelle videochiamate, funzionalità Copilot+.
È l’anti-workstation per definizione: la macchina giusta per chi passa più tempo in aeroporto che in ufficio e non ha bisogno di elaborare modelli AI in locale, solo di arrivare a fine giornata con la batteria ancora carica. Alcune specifiche di porte e connettività variano da mercato a mercato; la versione europea, con relativo prezzo, non è ancora stata annunciata. Il lancio in Asia è iniziato a luglio 2026.

Lo Xiaomi 18 Fold, mostrato a Ifa 2026 in vista del lancio cinese del 7 settembre, non è solo l’ennesimo concorrente dei foldable Samsung. È la prima dimostrazione concreta della strategia di Xiaomi su hardware proprietario: il SoC Xring O3 a 3 nanometri, abbinato a memoria Lpddr6, riduce la dipendenza del produttore da Qualcomm e MediaTek nella fascia più alta del catalogo.
Il formato “wide” – schermo esterno da 5,38 pollici, pannello interno da 7,58 pollici – punta a rendere naturali sia l’uso a una mano sia il multitasking da tablet, mentre la tripla fotocamera Leica (200 MP principale, periscopico 50 MP, ultra-wide 50 MP) lo rende una scelta interessante per chi produce contenuti in mobilità, tra email, documenti e riprese rapide per i canali social aziendali.
Resta tutto da vedere sul fronte della disponibilità: nessun lancio è stato ufficializzato per l’Europa, e il prezzo atteso in Cina supera i 10.000 yuan, oltre 1.200 euro al cambio attuale.

L’Acer Vero 16, quarta generazione della linea sostenibile di Acer, monta processori Intel Core Ultra Serie 3 e un display Oled 3K da 16 pollici, ma la caratteristica che lo distingue davvero è nello chassis: metà dell’alluminio di scocca è riciclato o a basse emissioni, la cover inferiore usa il 60% di plastica riciclata, e batteria e ssd sono sostituibili dall’utente senza attrezzi, tramite uno sportello ad accesso rapido con tanto di guida incisa sul telaio. Acer dichiara anche il supporto agli aggiornamenti del processore per almeno due generazioni future.
È un design che parla direttamente a chi guarda al costo di un dispositivo su un orizzonte di anni, non solo al giorno dell’acquisto: un laptop che si ripara e si aggiorna invece di finire in un cassetto dopo tre anni pesa diversamente su un bilancio, e sempre più spesso anche sui bandi di procurement pubblico e sulle policy esg aziendali. La disponibilità in Europa, però, è attesa solo nel primo trimestre 2027.

Avm ha usato Ifa 2026 per presentare il primo modello di una gamma di router completamente rinnovata, a partire dal nome: il Fritz!Box DSL/Fiber 7-90 supporta fibra e Dsl con Wi-Fi 7 tri-band fino a 12,2 Gbit/s aggregati, due porte 2,5 Gbit/s e due Gigabit standard, oltre al supporto Mlo per sommare più bande Wi-Fi sulla stessa connessione.
Per chi lavora da casa o gestisce un piccolo ufficio con più postazioni in videoconferenza, cloud e vpn contemporaneamente, le porte multi-gigabit spostano più in là il collo di bottiglia senza dover investire in networking enterprise. Due dettagli in più: un consumo medio di appena 12 W, il più basso mai raggiunto da Avm in questa classe, e una produzione interamente europea, a Berlino, un argomento che inizia a contare per chi valuta la provenienza dei propri fornitori IT. Avm non ha ancora comunicato il prezzo.
Tp-Link ha presentato a Ifa 2026 quella che descrive come la prima gamma Wi-Fi 8 al mondo, basata sul futuro standard Ieee 802.11bn. Il modello pensato per gli spazi più grandi è il Deco 8 Ultra BN22000, noto anche come Deco BN85: sistema mesh tri-band con velocità aggregata dichiarata fino a 22 Gbps e connettività cablata fino a 10 Gbps.
Il numero più interessante non è la velocità di picco, ma la capacità dichiarata di reggere oltre 200 dispositivi connessi contemporaneamente su una copertura fino a 910 metri quadrati con una configurazione da tre unità – uno scenario più vicino a un ufficio open space o a una sede su più piani che a un salotto di casa. Tp-Link chiama questo approccio StabilityEngine, pensato proprio per reggere la congestione quando i dispositivi collegati si moltiplicano.
Lo standard Wi-Fi 8 non è però ancora formalizzato: nomi commerciali, velocità nominali e tempistiche di lancio potranno cambiare da mercato a mercato.

Chiude la selezione un accessorio da 60 euro con un’ambizione precisa. L’Anker Laptop Charger Pro è un alimentatore Usb-C da 100 W in grado di riconoscere il modello di laptop collegato e applicare una curva di ricarica specifica per quel dispositivo, con l’obiettivo dichiarato di allungare fino al 40% la vita utile della batteria. Un display integrato mostra potenza, temperatura e stato di sicurezza in tempo reale.
Il ragionamento è lo stesso che sta dietro alla riparabilità dell’Acer Vero 16, applicato però a un accessorio economico: la batteria è spesso il motivo per cui un laptop viene sostituito quando il resto della macchina funziona ancora perfettamente, e un caricabatterie da 60 euro che ne rallenta il degrado può allungare sensibilmente il ciclo di vita di un dispositivo che ne costa molte volte tanto. Va detto che il dato sul 40% è una stima dichiarata dal produttore, non verificata da terzi. Disponibile da settembre 2026 al prezzo di 59,99 euro.

Belkin ha scelto Ifa 2026 per introdurre BoostSolid Cell, la sua prima tecnologia a batteria semi-solida: uno strato gelatinoso affiancato all’elettrolita liquido tradizionale, che permette celle più sottili, più stabili termicamente e, secondo l’azienda, fino a tre volte più durature nel tempo.
Il primo risultato pratico è lo UltraCharge Pro Slim, un power bank da 5.000 mAh spesso appena 8,8 mm e grande quanto una carta di credito, con ricarica magnetica Qi2 da 15W. La variante da 10.000 mAh aggiunge un piccolo display con stato della batteria, potenza erogata e temperatura, oltre a un’uscita Usb-C fino a 60W sufficiente per un laptop, non solo per un telefono. Due sensori di temperatura, uno analogico e uno digitale, controllano la cella ogni 250 millisecondi e possono interrompere l’erogazione in caso di anomalia.
Per chi vola spesso, il dettaglio che conta è la conformità dichiarata agli standard di sicurezza UL2056:2025 e alle linee guida Tsa per il bagaglio a mano: un argomento non secondario quando un power bank deve attraversare un controllo di sicurezza aeroportuale invece di finire sequestrato. I prezzi vanno da 64,99 a 79,99 euro; la disponibilità è prevista da settembre 2026.

Dji, per una volta, non ha usato il palco per svelare un drone, ma per ridefinire il ruolo della sua power station Power 2000. È il nostro +1 di questa selezione. Lanciata nel luglio 2025 come batteria portatile da 2.048 Wh per troupe di ripresa e blackout domestici, a Berlino è stata rinnovata nel software per essere abbinata a pannelli fotovoltaici a marchio Dji e a un microinverter, in una configurazione pensata per collegarsi direttamente alla rete elettrica di casa o ufficio.
Il posizionamento cambia il significato del prodotto: non più solo un accumulo di riserva, ma un primo passo di Dji verso l’energia distribuita, un mercato in forte crescita diffusamente, dove il fotovoltaico da balcone, ad esempio in Germania ha già superato il milione di impianti registrati. Per chi gestisce un piccolo ufficio o una sede con consumi da monitorare, il vantaggio è la possibilità di tagliare il costo dell’energia nelle ore di punta senza affrontare l’iter autorizzativo di un impianto fotovoltaico tradizionale.
La modalità di collegamento alla rete resta però un tema locale: funziona solo in una manciata di paesi europei, segno di quanto la normativa energetica resti frammentata da mercato a mercato anche per un prodotto pensato per essere universale. Il lancio parte dalla Germania; per l’Italia non ci sono ancora conferme su tempi e prezzo.
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