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Video 4 Marzo, 2020 @ 1:00

Jean Christophe Babin, il ceo di Bulgari ospite stasera a Cenacolo Artom

di Forbes.it

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Cenacolo Artom: Arturo Artom incontra Jean Christophe Babin, il ceo di Bulgari

Torna questa sera alle 21.00 su BFC (canale 511 di Sky e 61 di TiVuSat) il Cenacolo, il talk show che porta la firma dell’imprenditore Arturo Artom. Ispirato al format di Cenacolo Artom, che da anni ospita leader provenienti da differenti settori, dall’arte al design, dall’imprenditoria allo spettacolo, il talk narra in 24 minuti una esperienza di successo dal mondo imprenditoriale e manageriale.

In questo ventiquattresimo appuntamento Arturo Artom ospita Jean Christophe Babin, ceo di Bulgari, lo storico marchio del lusso testimonial dell’eccellenza italiana nel mondo e, dal 2012, parte del gruppo francese LVMH.

Guardate le stelle e non i vostri piedi. Siate curiosi”, spronava  Stephen Hawking. E sempre verso “l’oltre” è posato lo sguardo vivace di Jean Christophe Babin, il carismatico manager che dal 2013 è alla guida di Bulgari. Perché la voglia di conoscere e comprendere è il leitmotiv che risuona costante lungo tutto il percorso della sua vita sino ad oggi.

Col Dna del viaggiatore nel sangue (nell’albero genealogico di Babin sono presenti anche esploratori) Jean Christophe, a soli 21 anni, conclude gli studi  universitari presso la Scuola di studi superiori commerciali di Parigi (HEC Paris). Il perché di questa fretta? Semplice, voleva esplorare il mondo per comprenderne le diversità. Così, con i soldi guadagnati tramite lavori extra-scolastici e zaino in spalla, Jean Christophe parte solo verso l’Asia per tornare un anno dopo con un bagaglio fuori misura di esperienze ed emozioni. Ed è nuovamente in Asia che torna dopo i successivi due anni trascorsi nella marina militare francese.

Ora però tocca mettersi a lavorare sul serio e, dato ai suoi compagni di studio il tempo di recuperare il gap che li distanziavano da lui (come si diverte a dire lo stesso ceo), nel 1994 Babin rivolge le proprie attenzioni verso le più importanti multinazionali attive nelle grande distribuzione con una parentesi anche nella consulenza. Ciò che lo spinge non è semplicemente l’ambizione, ma, a livello più profondo, ritroviamo la sua inesauribile voglia di conoscenza, di mettersi in gioco per crescere come persona, non solo come manager. Jean Christophe colleziona così nel suo curriculum aziende del calibro di Procter & Gamble, Boston Consulting Group, Reckitt Benckiser e Henkel e in ognuna di queste ricopre ruoli dirigenziali di altissimo livello.

Ormai Jean Christophe è un manager con qualità riconosciute a livello mondiale e le proposte lavorative non esitano ad arrivare. Ad una Babin non riesce a dire no: si tratta di prendere in mano il marchio svizzero di orologi e cronografi di lusso sportivi TAG Heuer, acquisito da LVMH nel 1999, e fargli fare il salto emancipandolo dai circuiti di Formula 1 ai quali, sino a quel momento, era legata la sua notorietà. Entrare nel settore dei beni di lusso rappresenta per Jean Christophe una nuova sfida, e, nemmeno a dirlo, è proprio questo l’aspetto che rende l’offerta irrifiutabile. Attraverso il coinvolgimento di personalità del mondo dell’arte e dello sport tra i quali Leonardo di Caprio, Lewis Hamilton e Maria Sharapova, il marchio esplode toccando rapidamente un successo mai ottenuto prima di allora.

A TAG Heur Babin dedica ben tredici anni del suo lavoro sino a quando nel 2013 si spalancano le porte di una nuova avventura: la posizione di amministratore delegato di tutte le divisioni mondiali (gioielli, orologi, pelletteria, fragranze e hotel) del marchio Bulgari. Dalla svizzera a Roma, Babin torna a casa, perché per lui, che si definisce più genericamente “latino” e che in Italia aveva già vissuto,  il nostro Paese è proprio come una seconda casa tanto da aver preso la doppia nazionalità franco-italiana. Obiettivo: fare di Bulgari il desiderio di esperienza di lusso più irresistibile al mondo. Come? Grazie all’eredità romana che materializza il sogno universale di bellezza nel suo patrimonio storico e artistico e generosamente lo dona allo sguardo di chi attraversa Roma, la capitale. Ma anche grazie ai nuovi modi di comunicare che la rivoluzione tecnologica ci propone, per essere là dove le nuove generazioni si confrontano e accompagnare lo storico marchio verso un’idea di lusso moderna.

Sinceramente innamorato di Roma, Jean Christophe Babin propone la sua ricetta per ridare alla capitale gli onori che merita e si mette in prima linea. Come accade per Milano e Parigi, Babin sente la responsabilità dei grandi marchi quali appunto Bulgari, Fendi e Valentino, nel dare a Roma la giusta visibilità. Solo partendo dal cuore pulsante delle sue eccellenze, dalle sue unicità, Roma potrà ritornare la Roma della Dolce Vita, ovviamente in chiave moderna, perché bisogna sempre guardare oltre.

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Forbes Italia 19 Febbraio, 2020 @ 3:22

Il padre del nylon ecologico amato anche da Prada stasera a Cenacolo Artom

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Giulio Bonazzi ospite al Cenacolo di Arturo Artom

Torna questa sera alle 21.00 su BFC (canale 511 di Sky e 61 di TiVuSat) il Cenacolo, il talk show che porta la firma dell’imprenditore Arturo Artom. Ispirato al format di Cenacolo Artom, che da anni ospita leader provenienti da differenti settori, dall’arte al design, dall’imprenditoria allo spettacolo, il talk narra in 24 minuti una esperienza di successo dal mondo imprenditoriale e manageriale.

In questo ventiduesimo appuntamento Arturo Artom ospita Giulio Bonazzi, presidente e ceo di Aquafil, azienda di punta, a livello nazionale e globale (quasi 3.000 dipendenti per 16 impianti dislocati in 3 continenti), nel settore delle fibre sintetiche e da circa 10 anni protagonista nell’ambito dell’economia circolare grazie a Econyl, un filo di nylon al 100% rigenerato e rigenerabile.

La storia imprenditoriale di Giulio non ha origini lontane, sono stati infatti i suoi genitori, Carlo Bonazzi e Silvana Radici, a creare il gruppo industriale nel 1956 partendo dalla produzione di impermeabili, molto richiesti nel periodo post-bellico per la loro versatilità e il costo accessibile. L’azienda si chiamava Aquarama, alla quale presto sono state affiancate Aquatex (dedicata alla produzione di tessuti) e, per l’appunto, Aquafil (dedicata alla produzione dei filati). L’idea era quella di erodere i margini dei fornitori ricoprendo l’intero ciclo di produzione. Progetto non semplice, ma che ottiene il risultato sperato.

L’azienda cresce e crescono anche i quattro figli di Carlo e Silvana. Giulio è l’ultimo dei quattro. Cresciuto a “pane e azienda” come in uso nelle migliori storie di imprese familiari, nel 1987, a nemmeno due settimane dalla laurea in Economia aziendale alla Ca’ Foscari di Venezia, Giulio entra ufficialmente in azienda. Per lui si aprono le porte della Aquafil, l’ultima realtà del gruppo a disposizione dell’ultimo dei fratelli. Quando è il caso di dire “gli ultimi saranno i primi”.

Al suo interno Giulio Bonazzi si forma, prima all’estero per poi rientrare dopo qualche anno, sino a prendere le redini dell’attività a metà degli anni ’90. Ma si sa, nella vita possono capitare degli incontri che ti spingono a percorrere strade diverse, a metterti in gioco, a dimostrare quanto possa essere sottile il confine tra pazzia e visione. È questo quello che ha significato per Giulio Bonazzi entrare in contatto con Ray Anderson, fondatore e presidente di Interface Inc., uno dei più grandi produttori al mondo di moquette modulare. Era il 1998, quando, come suo fornitore, Giulio è stato invitato da Anderson a partecipare ad un viaggio aziendale nel quale l’imprenditore americano aveva deciso di condividere con tutti i suoi collaboratori, fornitori inclusi, il suo coraggioso progetto: diventare entro il 2020 un’azienda green attraverso l’esclusivo utilizzo di materiali riciclati. Erano questi gli anni in cui si cominciava a parlare di economia circolare, impatto ambientale e sostenibilità.

Giulio pensa “è pazzo”, ma dentro di lui qualcosa scatta. Complici anche le inclinazioni della moglie verso l’agricoltura biologica, l’imprenditore comprende che se un futuro ci deve essere, non solo per lui ma per tutto il nostro pianeta, questa è l’unica vera strada percorribile. Nasce così Econyl, il nylon ecologico ricavato principalmente da reti da pesca e metrature di moquette dismesse. Oggi Aquafil non solo è il principale fornitore di Interface, ma il suo Econyl viene utilizzato in tutto il mondo da aziende di rilevo. Persino grandi marchi del fashion come Prada utilizzano Econyl nelle loro creazioni.

Ma come fare per incentivare la diffusione della pratica del riciclo? La soluzione di Giulio Bonazzi e tanto semplice quando impegnativa e consta di tre punti: una legislazione adeguata che obblighi aziende e consumatori a riciclare; maggiore educazione perché ogni nostro singolo gesto può fare la differenza; applicare nella produzione e nei processi industriali i canoni dell’ecodesign affinché tutti i prodotti possano essere riciclabili. A questi tre punti si aggiunge una convinzione nata dalla profonda conoscenza del settore e delle esperienze virtuose nel mondo: le uniche tasse che funzionano per l’ambiente sono quelle circolari, ovvero dove le entrate vengono reinvestite per creare processi e prodotti sostenibili, quelle che vanno a rifinanziare il debito pubblico non servono. Un velato riferimento alla nuova plastic tax?

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Forbes Italia 5 Febbraio, 2020 @ 1:30

Il testimone dell’accoglienza italiana questa sera a Cenacolo Artom

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Guido Polito, ceo Baglioni Hotels & Resort a Cenacolo Artom
Guido Polito (courtesy of Imagoeconomica)

Torna questa sera alle 21.00 su BFC (canale 511 di Sky e 61 di TiVuSat) il Cenacolo, il talk show che porta la firma dell’imprenditore Arturo Artom. Ispirato al format di Cenacolo Artom, che da anni ospita leader provenienti da differenti settori, dall’arte al design, dall’imprenditoria allo spettacolo, il talk narra in 24 minuti una esperienza di successo dal mondo imprenditoriale e manageriale.

In questo ventunesimo appuntamento Arturo Artom ospita Guido Polito, ceo di Baglioni Hotels & Resorts, l’unico gruppo alberghiero indipendente di proprietà italiana.

Una storia di famiglia. Fu Roberto Polito, padre di Guido, che, intorno agli anni ’70, per una serie di coincidenze, decise di intraprendere una strada nuova lanciandosi nel settore dell’hotellerie. Nel 1974, insieme alla moglie Luisa, Roberto apre quello che sarebbe diventato il primo hotel della prestigiosa catena Made in Italy, di nascita e nel concept: il Baglioni Resort Cala del Porto di Punta Ala, in Toscana. È lì che cresce Guido: immerso già nel suo futuro.

E sì, perché dopo una laurea alla Bocconi di Milano, Guido si trasferisce a Londra per lavorare nel settore bancario come analista di credito. Nei suoi piani un master negli Stati Uniti. Ma si sa, al proprio destino non si sfugge troppo a lungo. L’occasione arriva presto: una nuova struttura da ristrutturare e aprire nel cuore di Londra, di fronte ad Hyde Park. Guido accetta la sfida ed entra ufficialmente in maniera attiva nell’impresa di famiglia.

Era il 2003. Da quel momento prende il via un’entusiasmante esperienza mossa da un obiettivo ben preciso: diffondere l’italianità nel mondo. Nelle nove strutture del gruppo (7 hotel e 2 resort, l’ultimo aperto nelle meravigliose isole Maldive) tutto parla del nostro Paese, del nostro stile, della nostra arte e della nostra accoglienza. Edgar Allan Poe scriveva: “Viaggiare è come sognare: la differenza è che non tutti, al risveglio, ricordano qualcosa, mentre ognuno conserva calda la memoria della meta da cui è tornato”, e la famiglia Polito vuole lasciare nel ricordo dei propri ospiti “The unforgettable Italian touch”, ovunque questi si trovino nel mondo.

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Forbes Italia 22 Gennaio, 2020 @ 2:30

La lady del private equity questa sera al Cenacolo Artom

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A Cenacolo Artom One to One Arturo Artom intervista Giovanna Dossena

Torna questa sera alle 21.00 su BFC (canale 511 di Sky e 61 di TiVuSat) il Cenacolo, il talk show che porta la firma dell’imprenditore Arturo Artom. Ispirato al format di Cenacolo Artom, che da anni ospita leader provenienti da differenti settori, dall’arte al design, dall’imprenditoria allo spettacolo, il talk narra in 24 minuti una esperienza di successo dal mondo imprenditoriale e manageriale.

In questo ventesimo appuntamento Arturo Artom ospita Giovanna Dossena, “la lady del private equity” come lui stesso l’ha definita. Donna straordinaria, di grande competenza e determinazione, Giovanna Dossena è stata inserita nel palinsesto culturale di Milano 2020 dedicato ai Talenti delle donne per il suo ruolo di protagonista nel mondo della finanza.

Da bambina voleva fare la stilista, crescendo si è appassionata alla bioingegneria, ma al momento della scelta universitaria si indirizza verso gli studi economici presso uno dei più importati atenei milanesi, oggi nelle top ten delle classifiche mondiali, la Bocconi. Erano quelli gli anni della finanza da costruire, della finanza in grado di portare valore aggiunto nelle imprese. Private equity e buyout erano argomenti all’avanguardia. Ed è proprio dentro le aule della Bocconi che Giovanna tesse la trama della sua professione. Prima studente, poi ricercatore, poi professore associato, la carriera universitaria prende il volo per atterrare alla cattedra di Economia e gestione delle imprese all’Università di Bergamo.

Ma la vita lavorativa di Giovanna Dossena non si confina tra i corridoi dell’Ateneo. Se nel ruolo di professoressa riesce a dare sfogo al virus della necessità di insegnare, che, come lei afferma, “è una malattia e una vocazione al tempo stesso”, è nel ruolo di consulente che le sue competenze si concretizzano nella realtà. Non è un caso che per oltre vent’anni, dal 1992 al 2014, Giovanna Dossena siede nel Cda della Brembo, una delle aziende italiane leader del settore metalmeccanico.

Strategia di crescita, organizzazione dei mercati, costruzione ingegneristica dell’impresa, sono le attività prevalenti di Giovanna Dossena che puntano tutte verso un’unica direzione: l’aggregazione tra imprese. Per poter quindi aiutare le piccole e medie imprese a diventare sempre più competitive, Giovanna Dossena ha fondato AVM, società specializzata nell’advisory e management di fondi d’investimento di private equity. Perché, spiega la professoressa: “non importa quanto sia grande un’impresa, il DNA vincente può risiedere anche in aziende di piccole dimensioni, generando modelli di business solidi che vale la pena aiutare a svilupparsi”.

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Video 17 Dicembre, 2019 @ 2:41

L'”Alchimia” di Paolo Barletta domani sera a Cenacolo Artom

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Al Paolo Barletta ospite a Cenacolo Artom

Torna domani sera, mercoledì 18 dicembre, alle 21.00 su BFC (canale 511 di Sky e 61 di TiVuSat) il Cenacolo, il talk show che porta la firma dell’imprenditore Arturo Artom. Ispirato al format di Cenacolo Artom, che da anni ospita leader provenienti da differenti settori, dall’arte al design, dall’imprenditoria allo spettacolo, il talk narra in 24 minuti una esperienza di successo dal mondo imprenditoriale e manageriale.

In questo diciannovesimo appuntamento Arturo Artom ospita Paolo Barletta. “Imprenditore rinascimentale”, come lo definisce Artom, Paolo riesce ad affrontare business diversi tra loro creando delle connessioni originali. Ad oggi infatti ricopre il doppio incarico di amministratore delegato del Gruppo Barletta e fondatore e capo della società di venture capital Alchimia.

Figlio di imprenditori di prima generazione, Paolo Barletta, dopo aver conseguito la laurea alla Luiss ed aver fatto esperienza in ambito finanziario a Milano, nel 2011 decide di rientrare a Roma per prendere in mano l’azienda di famiglia fondata dal padre Raffaele nel 1953. Paolo però non si limita a gestire il business in maniera passiva, ma investe l’impresa con la sua voglia di crescere e diversificare. Del resto non poteva essere diversamente. Cresciuto con un padre che gli ha trasmesso la propensione per gli affari, la calma, la pazienza nel cercare di arrivare all’obiettivo, ed una madre che l’ha sempre spinto ad andare oltre, Paolo ammette di aver avuto la fortuna di avere negli anni della sua crescita “né troppo né troppo poco”, condizione che, se da un lato l’ha fortemente responsabilizzato, dall’altro l’ha messo nella posizione di poter “osare” spingendolo a fare qualcosa di importante.

Così nel 2018 il Gruppo Barletta espande i propri investimenti nel mondo dell’hospitality attraverso un’importante partnership con la catena di lusso asiatica Rosewood Hotel Group, catena che curerà anche la riconversione in hotel dello storico Palazzo Giovannelli acquisito dal Gruppo nell’ottobre di quest’anno. Sempre nel 2018 nasce la società di venture capital Alchimia che in un anno conta già 19 partecipanti in portafoglio (1/3 in Italia, 1/3 in Israele e 1/3 in America) con progetti di altissimo interesse come Hyperloop One, una tecnologia futuribile per il trasporto ad alta velocità, tanto da attirare investitori del calibro di Nicola Bulgari. L’obiettivo di Alchimia è infatti scovare quelle società, spesso estere, che possono collaborare con le grandi eccellenze italiane per elaborare progetti innovativi altamente competitivi.

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Forbes Italia 11 Dicembre, 2019 @ 2:14

Il pioniere dell’e-commerce italiano questa sera a Cenacolo Artom

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Alessandro Giglio, il pioniere dell'e-commerce in Italia, ospite da Cenacolo Artom

Torna stasera alle 21.00 su BFC (canale 511 di Sky e 61 di TiVuSat) il Cenacolo, il talk show che porta la firma dell’imprenditore Arturo Artom. Ispirato al format di Cenacolo Artom, che da anni ospita leader provenienti da differenti settori, dall’arte al design, dall’imprenditoria allo spettacolo, il talk narra in 24 minuti una esperienza di successo dal mondo imprenditoriale e manageriale.

In questo diciottesimo appuntamento Arturo Artom ospita Alessandro Giglio, un uomo dalle mille sfaccettature che dalla progettazione e realizzazione di grandi eventi, spettacoli teatrali e televisivi ha sposato l’innovazione digitale fondando nel 2003 la Giglio Group, società specializzata nella realizzazione e gestione di siti e-commerce che oggi conta oltre 100 brand partner e si posiziona sui 50 marketplace più importanti al mondo. Numeri importanti che, nel marzo 2018, hanno aperto le porte di Borsa Italiana (segmento Star) alla Giglio Group.

Nelle sue vene scorre sangue genovese, e della “Superba” porta con sé l’amore per la cultura e il genio imprenditoriale. Come dimenticare che dalla propensione agli affari di Genova sono nate le banche e le assicurazioni, e che sempre in questa splendida e controversa città si trova uno dei quattro teatri nazionali italiani, che, dal 4 dicembre di quest’anno ha un nuovo presidente: proprio lui, Alessandro Giglio.

Tutto ha inizio da un desiderio: diventare dj radiofonico. Un sogno che si tramuta in trampolino per qualcosa di più grande: dai corsi di dizione a quelli di recitazione; da Genova a Roma per conseguire la laurea magistrale in Scienze dello Spettacolo e Produzioni Multimediali presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica; dal teatro alla televisione grazie ad una serie di incontri fortunati, che poi la fortuna uno un po’ se la crea; da operatore a produttore artistico sino a diventare imprenditore nel campo dei nuovi media digitali. Un percorso vario caratterizzato da un elemento costante: la capacità di vedere oltre, di intuire le tendenze e trasformarle in business.

Ed è proprio la capacità di cogliere le opportunità della digital revolution che spinge Alessandro Giglio a creare la Giglio Group nella quale fonde le sue competenze nella produzione media, ora strumento di marketing, alle potenzialità dell’e-commerce, la nuova modalità di vendita online in grado di raggiungere una massa sempre più ampia di potenziali clienti in tutto il globo. Una modalità che, se venisse sfruttata pienamente, potrebbe fungere da volano per l’intera economia del nostro Paese. Ma dove guardare per immaginare il futuro dell’e-commerce? Giglio non ha dubbi: è la Cina che detterà tendenza, non a caso stiamo parlando del primo paese al mondo per vendite online.

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Forbes Italia 26 Novembre, 2019 @ 2:45

Morgan torna al Cenacolo Artom

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A Cenacolo Artom Morgan

Torna domani sera, mercoledì 27 novembre, alle 21.00 su BFC (canale 511 di Sky e 61 di TiVuSat) il Cenacolo, il talk show che porta la firma dell’imprenditore Arturo Artom. Ispirato al format di Cenacolo Artom, che da anni ospita leader provenienti da differenti settori, dall’arte al design, dall’imprenditoria allo spettacolo, il talk narra in 24 minuti una esperienza di successo dal mondo imprenditoriale e manageriale.

Questo diciassettesimo appuntamento è in realtà la seconda parte dell’incontro tra Arturo Artom e Marco Castoldi, in arte Morgan (guarda qui la prima parte). Eh sì, perché, per la prima volta nella storia del Cenacolo, il nostro padrone di casa ha ritenuto opportuno dilatare il tempo da dedicare al proprio ospite per carpire al meglio le ispirazioni che un grande artista può offrire al mondo delle aziende e come queste due realtà, arte e impresa, possono entrare in contatto oggi.

Come i mecenati del Rinascimento, le imprese più sensibili si rivolgono all’arte per elaborare nuovi modi di raccontare il proprio know-how attraverso la realizzazione di contenuti attraenti e originali. La creatività si trasforma così in uno strumento in grado di aumentare competitività, engagement e potenziale innovativo. Un esempio su tutti: l’iconica bottiglietta a cono rovesciato disegnata da Fortunato Depero per Davide Campari nel 1932.

Ma come far incontrare artisti e imprenditori in maniera diretta, senza filtri? Nell’era della grande rivoluzione digitale che stiamo tutti vivendo, o forse, inconsapevolmente subendo, Morgan, come un Prometeo contemporaneo, ha carpito il potenziale buono aggrovigliato nei cavi della rete e l’ha restituito a noi nelle vesti del progetto MorganDOC.

MorganDoc a Cenacolo Artom

DOC è l’acrostico di “Daily Online Creativity” o, tradotto in italiano, “Distributore di Oggetti della Creatività”. Si tratta di una piattaforma online in grado di presentare in maniera chiara tutti gli “oggetti” che possono essere generati dalla sua creatività poliedrica che si manifesta attraverso l’arte della musica, del teatro, della grafica e delle parole, o da un mix di queste. Un luogo virtuale dove poter incontrare Morgan e farsi ispirare dalle sue creazioni o commissionare un “oggetto” (un libro, una canzone, un videoclip, o altro) per reinventare magari l’immagine di un marchio.

DOC è un’intuizione, un progetto in grado di cavalcare, senza esserne oppressi, la grande rivoluzione tecnologica, dando al mondo delle pillole, e non solo, di creatività. Questo può essere un qualcosa di ispirazionale per tutti, perché ognuno di noi ha un “DOC” col quale entrare in contatto e bisogna trovare il modo di tirarlo fuori”, commenta Artom.

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Forbes Italia 20 Novembre, 2019 @ 3:00

Le sliding doors di Morgan questa sera a Cenacolo Artom su BFCVideo

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Cenacolo Artom: Arturo Artom intervista Marco Castoldi in arte Morgan

Torna stasera alle 21.00 su BFC (canale 511 di Sky e 61 di TiVuSat) il Cenacolo, il talk show che porta la firma dell’imprenditore Arturo Artom. Ispirato al format di Cenacolo Artom, che da anni ospita leader provenienti da differenti settori, dall’arte al design, dall’imprenditoria allo spettacolo, il talk narra in 24 minuti una esperienza di successo dal mondo imprenditoriale e manageriale.

In questo sedicesimo appuntamento Arturo Artom ospita Marco Castoldi, in arte Morgan, cantautore, polistrumentista, compositore, scrittore e personaggio televisivo, nonché fondatore dei Bluvertigo, gruppo musicale italiano dallo stile inconfondibile che ha ispirato moltissime band e musicisti. Si tratta in realtà della prima parte di un incontro che, per la quantità di contenuti ispiratori, è stato suddiviso in due puntate.

Quel pianoforte in casa come parte indispensabile dell’arredamento, le canzoni ascoltate da bambino in macchina ininterrottamente sino ad impararne la sequenza, la capacità innata di entrare in connessione con la musica e trasformare le note nella propria personale forma espressiva, tutto questo, e molto di più, ha forgiato la personalità di Marco Castoldi, ma nulla sarebbe stato, nulla sarebbe accaduto, senza l’ingrediente della passione. Una passione caparbia a tal punto da trasformare un evento tragico come il suicidio del padre in un momento di svolta.

Apprendere, perfezionarsi nella musica, ma allo stesso tempo completare gli studi classici, mangiare, sostenere sé e aiutare anche la famiglia sino a riacquistare la casa alla madre. Marco non si è mai fermato, ha sempre creato, e se non era musica erano le occasioni per farla. E come in un sogno americano l’incontro col primo produttore a soli 16 anni e le collaborazioni internazionali. Per poi ricadere e rialzarsi ancora nei panni di Morgan dei Bluvertigo. E ancora buio e luce che si alternano senza perdere però mai la grande gioia di essere liberi. Liberi di fare ciò che si ama, dando forma al quel disegno primordiale unico e irripetibile accennato su ognuno di noi con una matita sottile che lui però ha trasformato in un segno indelebile, abbracciandolo come ragione di vita.

Una storia che ispira, che ci spinge a non mollare mai i nostri sogni di bambino, che ci sprona a combattere sempre per ciò in cui crediamo, per ciò che amiamo, anche in una società che va così veloce da non lasciare spesso spazio per affermare il nostro io più profondo. Perché, come ha scritto la poetessa polacca, già Premio Nobel per la letteratura nel 1996, Wisława Szymborska:  “L’ispirazione non è un privilegio dei poeti o degli artisti in genere. C’è, c’è stato e sempre ci sarà un gruppo di individui visitati dall’ispirazione. Sono tutti quelli che coscientemente si scelgono un lavoro e lo svolgono con passione e fantasia.”.

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Forbes Italia 13 Novembre, 2019 @ 2:46

Angelo Mastrolia ospite mercoledì 13 di Cenacolo Artom

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Cenacolo Artom, Angelo Mastrolia ospite di Arturo Artom

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In questo quindicesimo appuntamento che apre la terza serie del format, Arturo Artom ospita Angelo Mastrolia, presidente di Newlat, l’azienda agroalimentare italiana con sede a Reggio Emilia che ha appena fatto il suo ingresso in Borsa sul segmento Star.

“Chi l’ha dura la vince”, è proprio il caso di dire raccontando la storia di questo imprenditore coraggioso e combattivo che punta a sviluppare la più importante piattaforma del food in Italia.

Nato in un paesino nella provincia di Salerno, Angelo Mastrolia appartiene ad una famiglia impegnata nell’alimentare da tre generazioni con una piccola realtà locale focalizzata sul prodotto latte. Ma “piccolo” e “locale” sono due aggettivi che non si confanno ad una persona visionaria come lui. Dopo diverse esperienze all’estero in ambito finanziario, infatti, Mastrolia rientra in Italia e prende in mano le redini della sua azienda con l’intento di diversificare il business e, ovviamente, crescere.

Dal 2004 inizia così un percorso di acquisizioni che, partendo dall’acquisto di un pastificio in provincia di Campobasso, lo portano a confrontarsi con le più grandi multinazionali del settore come Nestlé, Parmalat e Heinz Kraft, rilevandone diversi marchi. A motivarlo la convinzione che quei tipi di business fossero compatibili con la propria strategia di sviluppo e, soprattutto, la convinzione che nell’imprenditoria italiana il fattore dimensionale presenta ancora delle criticità, crescere diventa dunque l’imperativo per diventare sempre più competitivi sul mercato globale.

Ma qual è la sua formula del successo? “Se hai un progetto chiaro, se hai degli elementi che convincono gli interlocutori, che siano banche o investitori, trovi le risorse che ti servono. Per cui: chiarezza, trasparenza e una proposta che permette di vedere una prospettiva di valore fanno sì che banche e investitori ti seguano.” È questa la ricetta di Angelo Mastrolia, che, forte dell’andamento positivo costante della sua azienda e supportato da gruppi bancari internazionali, esperti advisor e consulenze legali ad altissimo livello, il 29 ottobre di quest’anno ha fatto il suo ingresso in Borsa.

Investire in nuove acquisizioni e aggregazioni. Espandersi non solo in Italia, ma anche nell’Europa continentale e magari nel prossimo futuro anche oltreoceano. Angelo Mastrolia non si ferma e continua più forte di prima la sua strada per diventare nei prossimi tre-cinque anni una grande azienda del food quotata sul mercato di Borsa Italiana. “Siamo un paese che ha una potenzialità enorme e che può fare bene – dice Mastrolia – dobbiamo avere solo più coraggio, più determinazione e essere meno solisti per creare aggregazione, crescere e essere più competitivi.

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Forbes Italia 17 Luglio, 2019 @ 4:29

Lorenzo Manca ospite mercoledì 17 di Cenacolo Artom

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Lorenzo Manca ospite al Cenacolo One to One di Arturo Artom

Torna stasera alle 21.00 su BFC (canale 511 di Sky e 61 di TiVuSat) il Cenacolo, il talk show che porta la firma dell’imprenditore Arturo Artom. Ispirato al format di Cenacolo Artom, che da anni ospita leader provenienti da differenti settori, dall’arte al design, dall’imprenditoria allo spettacolo, il talk narra in 24 minuti una esperienza di successo dal mondo imprenditoriale e manageriale.

In questo quattordicesimo appuntamento, Arturo Artom ospita Lorenzo Manca, proprietario e presidente di Sicuritalia, leader nel mercato italiano della sicurezza.

Imprenditore di seconda generazione, Lorenzo eredita l’attività dal padre Mario che, nel 1956, mettendo a frutto l’esperienza maturata in uno dei primi Istituti di Vigilanza lombardi del dopoguerra, diede vita all’ILVI – Istituto Lariano di Vigilanza, primo nucleo di quello che oggi è, per l’appunto, il Gruppo Sicuritalia. Un passaggio generazionale avvenuto senza alcun conflitto: terminati gli studi universitari Lorenzo, riceve dal padre le redini dell’azienda. È in questo momento che inizia la parabola ascendente di una delle realtà aziendali più competitive del nostro paese.

La formula del successo è impressa nel DNA: propensione costante alla crescita e spirito d’innovazione. In venticinque anni di leadership, Lorenzo Manca trasforma radicalmente l’impresa di famiglia passando da 170 dipendenti a 15mila e da 5 a 650 milioni di ricavi. Numeri raggiunti anche grazie all’acquisizione di Ivri: “una dura battaglia”, come dichiara lo stesso Manca, formalizzata appena un paio di settimane fa, che ha dato così vita al primo il polo italiano nel settore della sicurezza.

Forte motivazione alla realizzazione personale, visione, pragmatismo, buona preparazione, collaboratori esperti e capacità di cogliere le opportunità finanziarie del mercato: sono questi in sintesi i “trucchi del mestiere” secondo Lorenzo Manca per trasformare una piccola realtà aziendale in un grande gruppo. Ed ovviamente, oggi più che mai, un occhio attendo alla rivoluzione digitale in atto, per goderne dei vantaggi, ma anche per imparare a difendersene.

Protezione24 Persona, per esempio, è uno degli ultimi progetti firmati Sicuritalia. Si tratta di una app gratuita, nata da una partnership con Samsung, che permette di segnalare in tempo reale situazioni di pericolo geolocalizzando il fatto e così ricevere immediata protezione. Come anche tutti i servizi di cyber security proposti dall’azienda per contrastare le minacce invisibili che girano sulla rete.

Cosa riserverà il futuro a Sicuritalia? Chissà, ma una cosa ormai possiamo darla per certa: Sicuritalia non ha né voglia di fermare la sua crescita, né voglia di invecchiare. Al proprio DNA è impossibile sfuggire.

Il talk sarà trasmesso questa sera alle 21.00 su SKY (canale 511, nel bouquet delle news), su canale 61 di TiVuSat e sulla piattaforma BFCVideo.com.

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