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Business 8 Novembre, 2019 @ 8:03

La partita per la nuova Mediobanca è iniziata. Quanto somiglierà alla vecchia?

di Ugo Bertone

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Il banchiere Enrico Cuccia, a lungo al vertice di Mediobanca e personificazione degli anni in cui l’istituto ha rappresentato il Salotto buono dell’imprenditoria italiana (Imagoeconomica)

Addio salotto buono. Addio galassia del Nord. Addio ai Cuccia boys, gli eredi della lezione di Raffaele Mattioli e di don Enrico, “padrone dei padroni” che manovrava Piazza Affari come un abilissimo burattinaio. Per carità, sono storie di un tempo ormai remoto. Ma agli occhi di una generazione (anche di giornalisti) il sipario di un’epoca gloriosa è sceso solo ieri quando, dopo 73 anni, si è interrotta la liaison tra Mediobanca e Unicredit, che non ha esitato a mettere in vendita il suo 8,4% nell’istituto considerato alla stregua di partecipazione “non strategica”. Un vero terremoto, anche dal punto di vista simbolico, destinato a rimescolare gli equilibri della scena finanziaria italiana. E non solo. In particolare:

Unicredit +5,96% ha preso il volo, non tanto per la plusvalenza (modesta) incassata con l’operazione o per gli ottimi risultati della trimestrale. A dare la carica al titolo è la prospettiva di un buy back destinato agli azionisti, un ottimo sistema per sostenere il titolo nella prospettiva di un possibile merger internazionale. Il clima è assai più disponibile: il ministro delle Finanze tedesco apre a regole comuni per le banche dell’Eurozona, le autorità di Francoforte chiedono “più coraggio” agli istituti per creare banche più grandi. Unicredit, che si accinge a dar vita ”a una holding internazionale che sarà basata in Italia” sta mettendo le basi per un merger tra pesi massimi.

LEGGI ANCHE: “Cambia il più ricco d’Italia: Del Vecchio scavalca Ferrero”

E Mediobanca? Leonardo Del Vecchio è destinato a contare sempre di più. Mister occhiali ha acquisito il 2,5% di piazzetta Cucci in occasione della vendita di Unicredit, ovvero la quota massima che, già forte del 7,5% poteva rilevare senza varcare la soglia del 10%, oltre cui non può andare salvo l’esplicita autorizzazione della Bce già investita della richiesta. In realtà Del Vecchio, forte di una quota del 4% abbondante anche in Generali, dovrà fare i conti in Mediobanca con i soci del “patto leggero”   di consultazione che controlla il 12% circa dell’istituto e che ha già garantito il sostegno ad Alberto Nagel. A differenza di quanto ha fatto Del Vecchio, che contesta alla gestione di Nagel di essersi limitata a sfruttare il traino delle due partecipazioni più redditizie: Compass e le Generali. Al contrario, Del Vecchio vuole un’effettiva banca d’affari capace di operare in Italia e non solo. Direzione in cui Nagel si è mosso, vuoi a Londra che con l’alleanza francese con Bernard Maris e Alain Minc (advisor per conto di Fca nell’operazione con Peugeot). Ma ci vuole senz’altro di più.

La soluzione ideale potrebbe essere un merger con un gruppo dell’asset allocation, uno dei segmenti in cui l’Italia può contare su campioni eccellenti. Di qui un’idea che sta prendendo piede: un merger tra Mediobanca e Mediolanum, già alleata a suo tempo con piazzetta Cuccia in Esperia mentre Ennio Doris figura tra i partner più fedeli della banca. Andrà così? Oppure Del Vecchio punta ad una soluzione diversa? E che farà Vincent Bolloré, il terzo socio della banca? L’unica cosa certa è che ormai il treno è partito. Vedremo quale sarà la stazione d’arrivo.

Classifiche 27 Ottobre, 2019 @ 3:33

Cambia il più ricco d’Italia: Del Vecchio scavalca Ferrero

di Forbes.it

Staff

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Da sinistra: Giovanni Ferrero, Leonardo Del Vecchio, Giorgio Armani. (ForbesITALIA)

E’ tempo di ribaltoni nella classifica Forbes dei billionaires, le persone più ricche al mondo.

In settimana ha avuto molta eco la notizia del sorpasso di Bill Gates ai danni di Jeff Bezos nella classifica in tempo reale degli uomini con il maggior patrimonio personale al mondo, prontamente ribaltato il giorno successivo (ne abbiamo scritto qui).

Non si tratta tuttavia degli unici cambi al vertice della classifica calcolata in real time da Forbes rispetto alla classifica annuale pubblicata nel marzo scorso.

Anche tra i componenti italiani dell’elenco spiccano novità di peso rispetto alla classifica 2019, cristallizzata appunto al marzo scorso.

Giovanni Ferrero, guida dell’omonimo gruppo dolciario, con un patrimonio stimato da Forbes in 21,9 miliardi di dollari, non è più al vertice della graduatoria degli italiani più ricchi. Ferrero può consolarsi con la 46esima posizione a livello mondiale, ma davanti a lui ora c’è Leonardo Del Vecchio, patron del gruppo Luxottica, balzato, con un patrimonio di 24,3 miliardi anche alla 38esima posizione della classifica mondiale. Merito della cavalcata in Borsa del titolo EssilorLuxottica, che dall’aprile scorso a Piazza Affari ha gudagnato circa il 35 per cento. La classifica in tempo reale tiene conto infatti principalmente delle variazioni di valore degli asset quotati sui mercati finanziari. Cosa su cui non può contare invece Ferrero, che ha sempre rifuggito la tentazione della quotazione in Borsa.

Non si tratta delle uniche novità nel nostro Paese. Tra le primissime posizioni dei più ricchi sale Giorgio Armani, giunge sul terzo gradino del podio (in precedenza quarto) con un patrimonio di 11,2 miliardi. Fa invece il suo ingresso nella top ten il fondatore di Mediolanum, Ennio Doris. Merito anche in questo caso soprattutto della Borsa, dato che negli ultimi 15 giorni il titolo Banca Mediolanum ha messo a segno una progressione di circa 10 punti percentuali.

Trending 24 Giugno, 2019 @ 8:00

Del Vecchio l’illuminato: con la flessibilità sostenibile stabilizza 1.150 lavoratori

di Forbes.it

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ritratto di leonardo del vecchio
Leonardo Del Vecchio, presidente di Luxottica (Imagoeconomica)

Luxottica ha reso noto venerdì di aver firmato con le organizzazioni sindacali un nuovo contratto integrativo aziendale destinato a oltre 11.000 dipendenti italiani del gruppo. L’accordo, a decorrere dal 21 giugno 2019 integra il contratto nazionale dell’occhialeria con misure che riguardano non solo gli aspetti economici, ma anche l’organizzazione del lavoro e la partecipazione diretta dei dipendenti alla vita aziendale.

Ecco tutte le misure dell’accordo Luxottica

Subito 1.150 assunzioni a tempo indeterminato in Luxottica per una flessibilità sostenibile

Tra gli aspetti che maggiormente caratterizzano il nuovo contratto integrativo Luxottica c’è il nuovo modello di organizzazione degli orari di lavoro nelle fabbriche italiane e di gestione della flessibilità produttiva, che prevede l’inserimento di lavoratori con contratti di “part time incentivato” a otto ore nei sette mesi di maggiore attività, e a sei ore nel rimanente periodo. Il nuovo modello nasce per bilanciare in modo sostenibile e strutturale l’esigenza di flessibilità nella gestione dei flussi produttivi in un mercato ad alta stagionalità come quello dell’eyewear, con il naturale bisogno di stabilità e sicurezza dei dipendenti e delle loro famiglie, minimizzando il ricorso al lavoro precario, somministrato o straordinario.

L’adozione del nuovo part time incentivato libera, infatti, risorse aziendali e permette la contestuale assunzione a tempo indeterminato di oltre 1.150 giovani lavoratori attualmente impegnati all’interno delle fabbriche italiane con contratti interinali o a termine.

Inoltre, su base volontaria, ogni dipendente già in forza al gruppo potrà decidere di aderire al nuovo orario di lavoro flessibile mantenendo il posto fisso e sostanzialmente invariata la propria busta paga, ma potendo contare su orari ridotti nei periodi di bassa stagione, a favore di un miglior bilanciamento del rapporto vita-lavoro, e sul pacchetto aggiuntivo annuale di 30 ore di formazione professionale previste dal nuovo modello organizzativo (sono otto attualmente le ore previste dal contratto nazionale). L’adesione al nuovo part-time incentivato prevede infine il riconoscimento di un premio di incentivazione lordo annuo di 700 euro frazionato in dodici mensilità.

La condivisione del nuovo modello organizzativo permetterà a Luxottica nel lungo periodo di ridurre la flessibilità straordinaria e i sabati lavorativi e contrastando ogni forma di disoccupazione tecnologica, in un contesto aziendale che investe sull’innovazione produttiva.

Azionariato diffuso in Luxottica

Il collante del nuovo assetto organizzativo sarà una maggiore partecipazione dei lavoratori alla vita aziendale. Azienda e organizzazioni sindacali hanno concordato l’avvio di alcuni nuovi istituti aziendali per facilitare questo percorso di condivisione, a partire dal Comitato di Partecipazione di Alto Livello (CPAL), composto da rappresentanti della direzione aziendale e dai tre segretari nazionali o loro delegati. Il nuovo comitato avrà il compito di approfondire, tra le altre cose, le dinamiche di settore e l’andamento dell’azienda, anche in termini occupazionali e produttivi.

In un’ottica di crescente coinvolgimento anche dei singoli dipendenti Luxottica nella vita di EssilorLuxottica, verrà inoltre promosso nei prossimi mesi un piano di azionariato diffuso per offrire a tutti loro la possibilità di acquistare a condizioni agevolate azioni della nuova società.

Luxottica punta alla digitalizzazione delle fabbriche a misura di lavoratore

Luxottica punta anche sulle nuove tecnologie per accrescere la partecipazione dei dipendenti nella gestione della loro quotidianità in stabilimento e per rafforzare l’equilibrio tra vita privata e lavoro. Il gruppo introdurrà entro luglio 2019 in tutti gli stabilimenti italiani una piattaforma online a disposizione dei lavoratori per consultare la busta paga e gestire in autonomia i dati personali e le presenze, in tutta sicurezza e nel pieno rispetto della privacy grazie all’utilizzo di codici riservati.

L’iniziativa, pioneristica nel digitalizzare la gestione delle risorse umane nel mondo delle fabbriche, conferma la fiducia dell’azienda nei confronti dei dipendenti, spronati ad essere protagonisti sia del loro percorso professionale sia di un cambiamento culturale nella comunità aziendale, dove i millennial convivono con generazioni meno avvezze alle nuove tecnologie. Il nuovo strumento – accessibile anche all’interno degli stabilimenti attraverso speciali postazioni che permettono la consultazione delle informazioni e la stampa di moduli e documenti – rafforza il percorso di digitalizzazione iniziato negli ultimi anni da Luxottica con la messa in rete di diverse iniziative di welfare come il carrello della spesa, la polizza sanitaria, le borse di studio, la prenotazione dei libri di testo, il summer camp per i figli, i piani di welfare di tipo flessibile e il check-up medico gratuito.

Incentivi Luxottica: il nuovo premio di risultato

Il nuovo contratto integrativo aziendale, infine, aggiorna gli indicatori cui legare il sistema variabile di incentivazione. È ispirato da un lato alla necessità di rendere le organizzazioni industriali agili e veloci, dall’altro alla volontà di offrire ai dipendenti opportunità economiche commisurate ai risultati ottenuti. Per quanto concerne gli aspetti economici, il sistema di incentivazione è non solo legato ai tradizionali indicatori produttivi, ma terrà d’ora in poi conto degli effettivi miglioramenti dei risultati in termini di servizio ai clienti e qualità e sostenibilità ambientale delle produzioni, al fine di incentivare la riduzione di sprechi, scarti e consumi energetici.