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SpaceEconomy 13 Maggio, 2020 @ 5:36

Il veterano della space economy che porterà i turisti nello spazio con Elon Musk

di Piera Anna Franini

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Space Economy: turismo spaziale

È conto alla rovescia per il turismo spaziale. L’era sembra alle porte. Il primo ad aprirle è stato l’americano Eric Anderson, un ex-fanciullo prodigio che a soli 24 anni (ora ne ha 46) fondava Space Adventures. Con la compagnia, dal 2001, ha lanciato nello spazio otto privati e non proprio comuni cittadini, disposti a mettere sul piatto fra i 20 e i 50 milioni di dollari pur di spingersi lassù. Oggi Anderson sta per aggiudicarsi un altro primato, seppur condiviso con Elon Musk e la sua SpaceX. I due, con Axiom space, sono gli artefici di una missione che batterà un record mondiale: questa volta i turisti a bordo della navicella Crew Dragon “toccheranno il doppio dell’altitudine rispetto a qualsiasi precedente esploratore civile, o visitatore di una stazione spaziale.

Sarà la prima missione privata nello spazio con partecipanti a pagamento che utilizza l’intera tecnologia americana”, spiega Anderson. Che, aggiunge, da tempo frequenta Musk: “Quello dello spazio è un mondo piccolo e alla fine ci si conosce tutti”. Vero, soprattutto se, come Anderson, si vive a Seattle, città dall’alta concentrazione di miliardari, da Jeff Bezos a Bill Gates e Howard Schultz di Starbucks. “In realtà sono di Denver”, spiega, “e ho fatto tante escursioni nelle mie montagne. È lì che è sbocciata la passione per il volo spaziale. C’è poco sulla Terra che sia bello come il cielo notturno fra le cime del Colorado”. Un trasferimento dovuto a ragioni di business, dunque: “Seattle è un eccellente incubatore tecnologico”, conferma Anderson, giovanile talento della matematica capitalizzato in una laurea in Ingegneria aerospaziale, “molte persone sono attratte da questa zona per il clima mite; io ci sono arrivato mettendomi sulle tracce delle persone dalle quali volevo imparare”.

Eric Anderson
Eric Anderson co-fondatore e presidente di Space Adventures

Per la verità, da piccolo, come tanti altri Anderson avrebbe preferito diventare astronauta, ma il sogno si è infranto contro una grave miopia: “Lì per lì la cosa mi ha frustrato non poco, ma presto ha prevalso la determinazione di trovare comunque una via per arrivare nello spazio. Non l’ho ancora percorsa personalmente, ma un giorno accadrà”.

Mentre Anderson pianifica, si fanno già avanti i potenziali turisti spaziali desiderosi di partecipare alla missione dei record: “Siamo ancora nella fase della discussione, ma i candidati non mancano”. E voleranno sborsando intorno ai 50 milioni di dollari. Il che conferma che sebbene Space Adventures abbia sottoscritto una partnership con Musk, è difficile credere all’idillio in un settore strategico come quello spaziale. Viene da chiedersi come siano i rapporti con la Blue Origin di Bezos e soprattutto con la Virgin Galactic di Richard Branson, un concorrente diretto per quanto concerne il turismo oltre l’atmosfera. “Offrono un volo suborbitale e non orbitale”, precisa Anderson, che preferisce menzionare l’alleanza con Boeing: “Con loro abbiamo un accordo per offrire voli alla Stazione spaziale internazionale. Siamo anche forti di un contratto con Roscosmos, l’ente russo, per due clienti che voleranno sulla Iss alla fine del 2021”.

Imprenditori come Anderson certificano un cambio di paradigma epocale in un settore tradizionalmente operato da enti governativi o colossi industriali. Una rivoluzione che, negli ultimi anni, ha anche visto aumentare di molto il numero dei paesi con legittime ambizioni spaziali, prima fra tutte la Cina, dove si è registrato il singolo round di finanziamento più importante in assoluto nella storia del settore da parte di Alibaba. “L’aumento delle compagnie coinvolte in attività oltre l’atmosfera migliorerà l’offerta contribuendo ad ampliare servizi e volume d’affari complessivo”, commenta Anderson, “inoltre amo le sfide, che per me sono solo nuove opportunità. Bisogna tenere sempre gli occhi aperti, non si sa mai cosa porti con sé il giorno seguente”.

Una curiosità: che infanzia e adolescenza può aver avuto un virgulto dello spazio come lui, tre classi avanti rispetto ai coetanei (per via del bernoccolo della matematica)? “Giocavo come tutti i mie amici. Ma leggevo molto, avevo sempre la testa nei libri”. Quella testa che non vede l’ora di portare fra le stelle.

Eric Anderson il visionario

Space Adventures, di cui Anderson è co-fondatore e presidente, è stata la prima compagnia commerciale di voli spaziali. Con sede a Washington, dalla sua fondazione, nel 2001, ha organizzato otto missioni, fra cui i viaggi di Guy Laliberté, fondatore del Cirque du Soleil, e di Richard Garriot, celebrità nel mondo dei game designer. Il primo cliente fu Dennis Tito (imprenditore e astronauta, diventato celebre come primo turista spaziale). “Andai da lui per chiedergli di investire nella mia società”, ricorda Anderson, “ma mi rispose che non avrebbe fatto alcun investimento; voleva volare. Quel momento è stato uno dei più belli della mia vita. Da allora non ci siamo mai persi di vista ed è diventato un mio caro amico”.

Oltre alle imprese legate alla space economy, Anderson è attivo anche nei settori dell’energia, dell’alta tecnologia e della blockchain. Fra le sue aziende, spicca Planetary Holdings, società di investimento e consulenza a sostegno di imprenditori visionari. L’obiettivo della compagnia? Espandere la sfera d’influenza economica della Terra nel sistema solare e rendere possibili gli insediamenti umani extraterrestri.

SpaceEconomy 31 Gennaio, 2020 @ 11:30

La Nasa si prepara ad aprire un hotel di lusso sulla Stazione Spaziale Internazionale

di Simona Politini

Staff

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Modulo Stazione Spaziale Internazionale Iss firmato Philippe Starck per Axiom
(starck.com)

Altro che hotel a 5 stelle, in questa location eccezionale le stelle non si contano, ma si ammirano a distanza ravvicinata. Stiamo parlando dell’ultimo progetto messo in cantiere dalla Nasa nel settore del turismo spaziale.

L’Agenzia spaziale americana ha appena annunciato l’accordo con la società Axiom Space, una startup con sede a Houston in Texas, per la realizzazione del primo “modulo di destinazione commerciale” da costruire e agganciare alla Stazione Spaziale Internazionale – ISS.

 

Questa selezione, come riporta il comunicato ufficiale, rappresenta un passo significativo verso lo sviluppo di destinazioni commerciali indipendenti che soddisfano le esigenze a lungo termine della Nasa in orbita terrestre bassa (un’orbita terrestre bassa è un’orbita attorno alla Terra di altitudine compresa tra l’atmosfera e le fasce di van Allen, ossia tra 160 e 2000 km, ndr), oltre la vita della stazione spaziale, e continuano a favorire la crescita di una solida economia spaziale.

Turismo spaziale di lusso, Axiom mette in campo l’archistar Philippe Starck

Axiom prevede di agganciare alla Stazione Spaziale Internazionale tre grandi moduli e una finestra di osservazione della Terra per formare il “Segmento Axiom”, con il lancio del primo modulo previsto nella seconda metà del 2024.

Secondo il comunicato stampa rilasciato da Axiom, i tre moduli che compongono il segmento Axiom saranno divisi in un modulo nodo, un habitat per l’equipaggio e un modulo di ricerca e produzione, oltre alla grande finestra.

Una piattaforma commerciale in orbita terrestre è un’opportunità per segnare un cambiamento nella nostra società simile a quello a cui gli astronauti subiscono quando vedono il pianeta dall’alto“, ha detto Ghaffarian, presidente esecutivo di Axiom.

Già da alcuni anni Axiom è impegnata nel progettare moduli spaziali. Nel 2018 ha coinvolto il designer francese Philippe Starck per realizzare un ideale prototipo dei loro futuri moduli abitativi per la ISS, comprese le aree abitative dell’equipaggio con schermi interattivi e una cupola che offre una vista mozzafiato della Terra e dello spazio circostante. Un lusso davvero stellare! 

La visione di Starck, si legge sul sito dell’archistar, era quella di creare un “nido” caratterizzato da materiali e colori derivati ​​da un universo fetale. Le pareti sono cosparse di centinaia di nano-LED con colori cangianti come continuazione della vista sull’universo che si gode attraverso le grandi finestre.

Space Economy: passi avanti della Nasa per trasformare lo spazio in una destinazione turistica

Lo sviluppo di destinazioni commerciali in orbita terrestre bassa è uno dei cinque elementi del piano della Nasa che punta ad aprire la Stazione Spaziale Internazionale a nuove opportunità commerciali e di marketing. Gli altri elementi del piano in cinque punti includono gli sforzi per rendere disponibili le risorse della stazione e dell’equipaggio per uso commerciale attraverso una nuova politica commerciale e tariffaria; abilitare missioni di astronauti privati ​​nella stazione; cercare e perseguire opportunità per stimolare una domanda sostenibile e di lungo periodo per questi servizi; e quantificare la domanda a lungo termine della Nasa per attività in orbita terrestre bassa.

SpaceEconomy 10 Luglio, 2019 @ 12:55

Virgin Galactic si quota in Borsa, l’entusiasmo nelle parole di Branson

di Simona Politini

Staff

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Virgin Galactic
Richard Branson (Spencer Platt/Getty Images)

Siamo all’alba di una nuova era spaziale”, ha dichiarato Richard Branson nel suo messaggio ufficiale pubblicato sul sito web della Virgin Galactic, annunciando l’ingresso in Borsa della società di turismo spaziale da lui creata.

Space Economy: Virgin Galactic sarà la prima compagnia di turismo spaziale a diventare pubblica

Ottocento milioni di dollari sono la cifra sulla quale Virgin Galactic potrà contare per il suo avvio a Wall Street a fronte del 49% delle sue azioni. Questo capitale sarà reso disponibile attraverso la Spac (Special Purpose Acquisition Company) Social Capital Hedosophia Holdings, società creata e guidata dall’ex vicepresidente di Facebook Chamath Palihapitiya, che metterà personalmente 100 milioni di dollari nell’operazione. L’investimento servirà a coprire le spese per la produzione delle navicelle spaziali fino a quando il business genererà profitto autonomamente e, grazie a esso, nei prossimi mesi i titoli della società faranno il loro ingresso sul listino.

Oggi – dice Branson – siamo diventati ancora più formidabili, annunciando che Virgin Galactic, insieme all’organizzazione produttiva sorella, The Spaceship Company, ha fatto un enorme passo avanti per diventare la prima società di voli spaziali umana quotata in borsa e quindi disponibile per gli investitori azionari.

Turismo spaziale: scoppia la voglia dei viaggi nello spazio

La Virgin Galactic di Branson, che competerà con Blue Origin di Jeff Bezos e SpaceX di Elon Musk, sostiene di aver già venduto centinaia di biglietti a 250.000 dollari per posto. L’ingresso in Borsa servirà ad aumentare il potenziale ritorno economico generato dalla voglia di viaggiare nello spazio e diventare tutti un po’ astronauti.

Sappiamo che milioni di persone sono profondamente ispirate dai voli spaziali  – afferma Branson – vorrebbero essere più coinvolti e, alla fine, sperimentare lo spazio per se stessi. Rendendo pubblica Virgin Galactic, in questo punto avanzato del suo sviluppo, possiamo aprire lo spazio a più investitori e, così facendo, aprire lo spazio a migliaia di nuovi astronauti.

SpaceEconomy 8 Giugno, 2019 @ 10:59

La Nasa porta i privati sulla Stazione spaziale internazionale. Per 35mila $ a notte

di Forbes.it

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La redazione di Forbes.Leggi di più dell'autore
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la stazione spaziale orbitante
La Stazione spaziale internazionale orbitante attorno alla Terra (foto: Nasa.gov)

La Nasa ha annunciato ieri la decisione di aprire la Stazione spaziale internazionale ai privati già dal prossimo anno. La stazione orbitante attorno alla Terra diventerà così l’albergo più esclusivo del mondo (ma sarebbe meglio dire dell’Universo), perché per ogni notte si dovranno pagare poco meno di 35mila dollari. Ma quello annunciato dalla Nasa non è l’inizio dell’era del turismo spaziale.
La scelta dell’agenzia spaziale è semmai finalizzata allo sviluppo di attività commerciali e di marketing da parte di aziende private (più di 50 aziende stanno già conducendo ricerche commerciali e di sviluppo sulla stazione spaziale), che potrebbero scegliere di inviare sulla stazione loro rappresentanti.

Una direttiva della Nasa promulgata lo scorso 31 maggio consentirà alla Agenzia spaziale e agli astronauti privati ​​di condurre nuove attività commerciali a bordo del laboratorio orbitante. La direttiva fissa anche i prezzi per l’uso industriale delle risorse del governo degli Stati Uniti sulla stazione spaziale per attività commerciali e di marketing. Il prezzo base al giorno è di 33.750 dollari al giorno, a cui aggiungere 105 dollari per lo stivaggio dei bagagli e costi variabili per l’energia elettrica (42 dollari per kilowattora) e per il trasferimento dati da e verso la Terra (50 dollari per ogni gigabyte).

Le missioni di astronauti privati sulla Stazione spaziale internazionale ​​potranno durare fino a 30 giorni, con la prima missione già nel 2020. Per garantire un mercato competitivo, la Nasa inizialmente metterà a disposizione il cinque percento dell’assegnazione annuale delle risorse dell’equipaggio e della capacità di carico dell’agenzia, incluse 90 ore di tempo di equipaggio e 175 kg di capacità di lancio del carico, ma limiterà l’importo fornito a qualsiasi compagnia.

Le società private che svilupperanno la missione determineranno la composizione dell’equipaggio per ogni missione e assicurerà che gli astronauti privati ​​soddisfino gli standard medici della Nasa e le procedure di addestramento e certificazione per i membri dell’equipaggio della Stazione spaziale internazionale.

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Classifiche 4 Aprile, 2019 @ 11:00

Il giovane ingegnere italiano che vuole conquistare lo spazio

di Daniel Settembre

Staff writer, Forbes.it

Coordinatore di Forbes ItaliaLeggi di più dell'autore
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Tiziano Bernard è uno degli Under 30 2019 selezionati da Forbes Italia nella categoria “Science”.

Articolo apparso sul numero di aprile 2019 di Forbes Italia. Abbonati.

Da sempre l’universo affascina e fa sognare. E nel novero dei sognatori c’è sicuramente uno come Tiziano Bernard, ingegnere aerospaziale classe 1992, la testa tra le nuvole, fin da piccolo: “Ho viaggiato molto in giro per il mondo e il fatto stesso di volare era quasi più importante della destinazione”. È nata semplicemente così una passione prima per l’aeronautica e poi per lo spazio. “Tra le figure che più mi hanno ispirato c’è Galileo Galilei. Un pensatore che, guardando di notte la volta celeste e vedendola ruotare sopra la propria testa, ha avuto la geniale intuizione: forse non era il cielo ma la terra a ruotare!”.

Quando può Tiziano torna lassù. Ora però lo fa in qualità di pilota acrobatico. Impegno e dedizione hanno caratterizzato il suo percorso di studi. Dopo un diploma all’International school di Trieste, si è trasferito in Florida per studiare al Florida institute of technology, fondato per dare supporto al Kennedy Space Center, la struttura per il lancio di veicoli spaziali della Nasa. È stato team leader del progetto Florida tech Mars rover, dove ha disegnato e costruito un rover (veicolo di esplorazione), premiato dalla Northrop Grumman come migliore progetto di ingegneria dell’istituto e pensato per fare da supporto operativo a una futura eventuale colonia su Marte. Non solo. “Sono stato il primo a conseguire un nuovo master in flight test engineering dall’università (in Florida ndr), nel 2016. Ho studiato con Ralph Kimberlin, una colonna portante nel mondo delle prove di volo, autore tra l’altro del libro Flight testing of tixed wing aircraft”.

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Infine, il dottorato: “Durante gli studi del master ho assistito lo Human-centered design institute del Florida Institute of Technology per un progetto su un simulatore Boeing 737-800. Il rettore, sorpreso dal mio modo di lavorare e dalla mia preparazione in aeronautica applicata, mi ha offerto un dottorato di ricerca. Durante il PhD ho analizzato il comportamento dei piloti per identificare la componente umana della perdita di controllo. Abbiamo lavorato in realtà virtuale e attualmente l’università ha depositato un brevetto temporaneo per proteggere la mia invenzione: metodo e configurazione di analisi in ingegneria cognitiva”.

Tiziano Bernard lavora alla Garmin International, società statunitense specializzata in tecnologie di aviazione con sede a Kansas City, negli Stati Uniti.

Tiziano si è distinto anche in ambito astronautico, con la progettazione e realizzazione di un prototipo di tuta spaziale adatta a risolvere problemi di orientamento e navigazione in orbita. “L’ambiente aerospaziale è un mondo dove l’uomo non può vivere. Studiare la perdita di controllo in ambito aerospaziale significa analizzare molto attentamente l’interazione tra uomo e sistema-macchina”.

Oggi Tiziano lavora presso la Garmin International, società statunitense specializzata in tecnologie di aviazione con sede a Kansas City, negli Stati Uniti. “Progettiamo le cabine di pilotaggio per gli aerei. Lavoriamo in particolare a progetti molto avanzati, direi futuristici”. Ma non ha abbandonato la ricerca: “Sono nel consiglio scientifico dell’Applied human factors and ergonomic conference (Ahfe) per lo spazio, dove ho dato vita a una nuova sessione per gli studi sui fattori umani nel turismo spaziale. Ho anche intenzione di organizzare un evento, possibilmente con il supporto di qualche università, dedicato ai giovani più brillanti. Vorrei offrire loro un’occasione per scambiarsi idee sul futuro del mondo, non solo aerospaziale. Ma anche su altri argomenti, come la politica ambientale”.

Intanto Bernard guarda alle nuove sfide dell’umanità nei cieli. “Credo che la prossima grande scoperta sia la propulsione supersonica silenziosa. Il trasporto aereo è in crescita e siamo sempre più dipendenti dal fattore tempo. Vogliamo volare più velocemente. E poi, penso alla colonizzazione di Marte: sarà senza dubbio l’evento del secolo, come fu l’atterraggio sulla Luna in quello scorso”.

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Un cervello in orbita, insomma. “Non mi considero un cervello in fuga. Sono sempre in contatto con l’Italia, anche con realtà aerospaziali molto attive, e spesso prendo in considerazione l’ipotesi di rientrare in patria. Bisogna ricordarsi che le opportunità non esistono solo all’estero. Certo, a volte dobbiamo essere creativi nel creare nuove occasioni. Se tornassi, lo farei con l’intenzione di dare il mio contributo per aiutare, come posso, il mio paese. Siamo noi gli artefici del nostro futuro”.