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SpaceEconomy 10 luglio, 2019 @ 12:55

Virgin Galactic si quota in Borsa, l’entusiasmo nelle parole di Branson

di Simona Politini

Staff

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Virgin Galactic
Richard Branson (Spencer Platt/Getty Images)

Siamo all’alba di una nuova era spaziale”, ha dichiarato Richard Branson nel suo messaggio ufficiale pubblicato sul sito web della Virgin Galactic, annunciando l’ingresso in Borsa della società di turismo spaziale da lui creata.

Space Economy: Virgin Galactic sarà la prima compagnia di turismo spaziale a diventare pubblica

Ottocento milioni di dollari sono la cifra sulla quale Virgin Galactic potrà contare per il suo avvio a Wall Street a fronte del 49% delle sue azioni. Questo capitale sarà reso disponibile attraverso la Spac (Special Purpose Acquisition Company) Social Capital Hedosophia Holdings, società creata e guidata dall’ex vicepresidente di Facebook Chamath Palihapitiya, che metterà personalmente 100 milioni di dollari nell’operazione. L’investimento servirà a coprire le spese per la produzione delle navicelle spaziali fino a quando il business genererà profitto autonomamente e, grazie a esso, nei prossimi mesi i titoli della società faranno il loro ingresso sul listino.

Oggi – dice Branson – siamo diventati ancora più formidabili, annunciando che Virgin Galactic, insieme all’organizzazione produttiva sorella, The Spaceship Company, ha fatto un enorme passo avanti per diventare la prima società di voli spaziali umana quotata in borsa e quindi disponibile per gli investitori azionari.

Turismo spaziale: scoppia la voglia dei viaggi nello spazio

La Virgin Galactic di Branson, che competerà con Blue Origin di Jeff Bezos e SpaceX di Elon Musk, sostiene di aver già venduto centinaia di biglietti a 250.000 dollari per posto. L’ingresso in Borsa servirà ad aumentare il potenziale ritorno economico generato dalla voglia di viaggiare nello spazio e diventare tutti un po’ astronauti.

Sappiamo che milioni di persone sono profondamente ispirate dai voli spaziali  – afferma Branson – vorrebbero essere più coinvolti e, alla fine, sperimentare lo spazio per se stessi. Rendendo pubblica Virgin Galactic, in questo punto avanzato del suo sviluppo, possiamo aprire lo spazio a più investitori e, così facendo, aprire lo spazio a migliaia di nuovi astronauti.

SpaceEconomy 8 giugno, 2019 @ 10:59

La Nasa porta i privati sulla Stazione spaziale internazionale. Per 35mila $ a notte

di Forbes.it

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la stazione spaziale orbitante
La Stazione spaziale internazionale orbitante attorno alla Terra (foto: Nasa.gov)

La Nasa ha annunciato ieri la decisione di aprire la Stazione spaziale internazionale ai privati già dal prossimo anno. La stazione orbitante attorno alla Terra diventerà così l’albergo più esclusivo del mondo (ma sarebbe meglio dire dell’Universo), perché per ogni notte si dovranno pagare poco meno di 35mila dollari. Ma quello annunciato dalla Nasa non è l’inizio dell’era del turismo spaziale.
La scelta dell’agenzia spaziale è semmai finalizzata allo sviluppo di attività commerciali e di marketing da parte di aziende private (più di 50 aziende stanno già conducendo ricerche commerciali e di sviluppo sulla stazione spaziale), che potrebbero scegliere di inviare sulla stazione loro rappresentanti.

Una direttiva della Nasa promulgata lo scorso 31 maggio consentirà alla Agenzia spaziale e agli astronauti privati ​​di condurre nuove attività commerciali a bordo del laboratorio orbitante. La direttiva fissa anche i prezzi per l’uso industriale delle risorse del governo degli Stati Uniti sulla stazione spaziale per attività commerciali e di marketing. Il prezzo base al giorno è di 33.750 dollari al giorno, a cui aggiungere 105 dollari per lo stivaggio dei bagagli e costi variabili per l’energia elettrica (42 dollari per kilowattora) e per il trasferimento dati da e verso la Terra (50 dollari per ogni gigabyte).

Le missioni di astronauti privati sulla Stazione spaziale internazionale ​​potranno durare fino a 30 giorni, con la prima missione già nel 2020. Per garantire un mercato competitivo, la Nasa inizialmente metterà a disposizione il cinque percento dell’assegnazione annuale delle risorse dell’equipaggio e della capacità di carico dell’agenzia, incluse 90 ore di tempo di equipaggio e 175 kg di capacità di lancio del carico, ma limiterà l’importo fornito a qualsiasi compagnia.

Le società private che svilupperanno la missione determineranno la composizione dell’equipaggio per ogni missione e assicurerà che gli astronauti privati ​​soddisfino gli standard medici della Nasa e le procedure di addestramento e certificazione per i membri dell’equipaggio della Stazione spaziale internazionale.

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Classifiche 4 aprile, 2019 @ 11:00

Il giovane ingegnere italiano che vuole conquistare lo spazio

di Daniel Settembre

Staff writer, Forbes.it

Mi occupo dei ranking e del progetto Under 30.Leggi di più dell'autore
Giornalista di Blue Financial Communication, dove cura contenuti per i prodotti editoriali del gruppo Bluerating, Private e Forbes Italia. Con un passato alla redazione televisiva di Class CNBC, è cresciuto professionalmente scrivendo di finanza, asset management, fintech e consulenza finanziaria. Appassionato di cinema, noiosi romanzi classici e videogames, è anche consulente editoriale. chiudi
Tiziano Bernard è uno degli Under 30 2019 selezionati da Forbes Italia nella categoria “Science”.

Articolo apparso sul numero di aprile 2019 di Forbes Italia. Abbonati.

Da sempre l’universo affascina e fa sognare. E nel novero dei sognatori c’è sicuramente uno come Tiziano Bernard, ingegnere aerospaziale classe 1992, la testa tra le nuvole, fin da piccolo: “Ho viaggiato molto in giro per il mondo e il fatto stesso di volare era quasi più importante della destinazione”. È nata semplicemente così una passione prima per l’aeronautica e poi per lo spazio. “Tra le figure che più mi hanno ispirato c’è Galileo Galilei. Un pensatore che, guardando di notte la volta celeste e vedendola ruotare sopra la propria testa, ha avuto la geniale intuizione: forse non era il cielo ma la terra a ruotare!”.

Quando può Tiziano torna lassù. Ora però lo fa in qualità di pilota acrobatico. Impegno e dedizione hanno caratterizzato il suo percorso di studi. Dopo un diploma all’International school di Trieste, si è trasferito in Florida per studiare al Florida institute of technology, fondato per dare supporto al Kennedy Space Center, la struttura per il lancio di veicoli spaziali della Nasa. È stato team leader del progetto Florida tech Mars rover, dove ha disegnato e costruito un rover (veicolo di esplorazione), premiato dalla Northrop Grumman come migliore progetto di ingegneria dell’istituto e pensato per fare da supporto operativo a una futura eventuale colonia su Marte. Non solo. “Sono stato il primo a conseguire un nuovo master in flight test engineering dall’università (in Florida ndr), nel 2016. Ho studiato con Ralph Kimberlin, una colonna portante nel mondo delle prove di volo, autore tra l’altro del libro Flight testing of tixed wing aircraft”.

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Infine, il dottorato: “Durante gli studi del master ho assistito lo Human-centered design institute del Florida Institute of Technology per un progetto su un simulatore Boeing 737-800. Il rettore, sorpreso dal mio modo di lavorare e dalla mia preparazione in aeronautica applicata, mi ha offerto un dottorato di ricerca. Durante il PhD ho analizzato il comportamento dei piloti per identificare la componente umana della perdita di controllo. Abbiamo lavorato in realtà virtuale e attualmente l’università ha depositato un brevetto temporaneo per proteggere la mia invenzione: metodo e configurazione di analisi in ingegneria cognitiva”.

Tiziano Bernard lavora alla Garmin International, società statunitense specializzata in tecnologie di aviazione con sede a Kansas City, negli Stati Uniti.

Tiziano si è distinto anche in ambito astronautico, con la progettazione e realizzazione di un prototipo di tuta spaziale adatta a risolvere problemi di orientamento e navigazione in orbita. “L’ambiente aerospaziale è un mondo dove l’uomo non può vivere. Studiare la perdita di controllo in ambito aerospaziale significa analizzare molto attentamente l’interazione tra uomo e sistema-macchina”.

Oggi Tiziano lavora presso la Garmin International, società statunitense specializzata in tecnologie di aviazione con sede a Kansas City, negli Stati Uniti. “Progettiamo le cabine di pilotaggio per gli aerei. Lavoriamo in particolare a progetti molto avanzati, direi futuristici”. Ma non ha abbandonato la ricerca: “Sono nel consiglio scientifico dell’Applied human factors and ergonomic conference (Ahfe) per lo spazio, dove ho dato vita a una nuova sessione per gli studi sui fattori umani nel turismo spaziale. Ho anche intenzione di organizzare un evento, possibilmente con il supporto di qualche università, dedicato ai giovani più brillanti. Vorrei offrire loro un’occasione per scambiarsi idee sul futuro del mondo, non solo aerospaziale. Ma anche su altri argomenti, come la politica ambientale”.

Intanto Bernard guarda alle nuove sfide dell’umanità nei cieli. “Credo che la prossima grande scoperta sia la propulsione supersonica silenziosa. Il trasporto aereo è in crescita e siamo sempre più dipendenti dal fattore tempo. Vogliamo volare più velocemente. E poi, penso alla colonizzazione di Marte: sarà senza dubbio l’evento del secolo, come fu l’atterraggio sulla Luna in quello scorso”.

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Un cervello in orbita, insomma. “Non mi considero un cervello in fuga. Sono sempre in contatto con l’Italia, anche con realtà aerospaziali molto attive, e spesso prendo in considerazione l’ipotesi di rientrare in patria. Bisogna ricordarsi che le opportunità non esistono solo all’estero. Certo, a volte dobbiamo essere creativi nel creare nuove occasioni. Se tornassi, lo farei con l’intenzione di dare il mio contributo per aiutare, come posso, il mio paese. Siamo noi gli artefici del nostro futuro”.