Olimpiadi 2026, perché per Milano può essere un nuovo Expo

Conferenza stampa a Losanna dopo l’assegnazione delle Olimpiadi 2026 a Milano-Cortina. Da sinistra: Giancarlo Giorgetti, della Lega, Giovanni Malago, presidente del Coni, Giuseppe Sala, sindaco di Milano, Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, Gianpietro Ghedina, sindaco di Cortina d’Ampezzo, Luca Pancalli, Presidente Nazionale del Comitato Italiano Paralimpico e Diana Bianchedi, ex schermitrice e Manager del Coni. (Photo by Robert Hradil/Getty Images)
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Conferenza stampa a Losanna dopo l’assegnazione delle Olimpiadi 2026 a Milano-Cortina. Da sinistra: Giancarlo Giorgetti, della Lega, Giovanni Malago, presidente del Coni, Giuseppe Sala, sindaco di Milano, Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, Gianpietro Ghedina, sindaco di Cortina d’Ampezzo, Luca Pancalli, Presidente Nazionale del Comitato Italiano Paralimpico e Diana Bianchedi, ex schermitrice e Manager del Coni. (Photo by Robert Hradil/Getty Images)

Sarà il tandem Milano-Cortina a ospitare i Giochi Olimpici invernali 2026. L’assegnazione, comunicata ieri dal Comitato olimpico internazionale, ha raccolto gli entusiasmi del mondo politico e istituzionale.

Ma un evento come le Olimpiadi invernali è in grado di avere un tangibile effetto di trascinamento sull’economia delle aree interessate, in questo caso Veneto, Lombardia e Province autonome di Trento e Bolzano? Per Milano e il nord Italia i Giochi invernali potrebbero avere un effetto di rilancio e di spinta all’attività economica come avvenne nel 2015 con Expo?

Sul tema si sono concentrate, per le rispettive aree territoriali, l’Università Bocconi di Milano e l’Università Cà Foscari di Venezia.

Sul fronte delle entrate, la Bocconi ha calcolato che i 17 giorni di manifestazione genereranno un giro d’affari complessivo di 4,5 miliardi, 2,8 dei quali a beneficio della Lombardia. In questo conto rientrerebbero gli incassi derivanti dai diritti televisivi, dagli sponsor e dalla vendita dei biglietti per assistere alle gare. Le spese delle persone che si sposteranno per seguire le gare e delle diverse delegazioni nazionali dovrebbero invece creare sul territorio un indotto pari a 1,5 miliardi e 22mila nuovi posti di lavoro.

Con riferimento ai costi invece, si presume che le necessità dei Giochi verranno coperte all’80% da impianti esistenti. Al netto di ciò il costo stimato è di 1,2 miliardi, dei quali 900 milioni coperti dal CIO e 300 milioni a carico degli enti locali. Secondo la ricerca condotta dall’Università di Venezia Ca’ Foscari le spese e gli investimenti attivati dai Giochi olimpici 2026 ammontano a 1,1 miliardi di euro per la regione Veneto e le province autonome di Trento e Bolzano. Che insieme dovrebbero aspettarsi 13.800 nuovi posti di lavoro collegati all’evento e un “valore della produzione” di 1,46 miliardi.

Sull’impatto per i conti dello Stato si è invece concentrata l’Università Sapienza di Roma, che ha contabilizzato 602 milioni di maggiori entrate tributarie, 415 milioni di spese di sicurezza e 62,5 milioni di contributo governativo all’evento.