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Cultura 14 Settembre, 2019 @ 3:22

L’ultima opera di Banksy all’asta è un camion

di Glenda Cinquegrana

Dirigo una galleria d’arte e mi occupo di consulenza.Leggi di più dell'autore
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La frequenza con cui si parla di Banksy sulla stampa ci fa pensare che il suo gradimento popolare e di mercato non sia ancora finito. Il graffiti-artist dall’identità segreta non cessa di fare spettacolo: è dell’ottobre 2018 l’episodio che lo ha visto protagonista assoluto dell’asta di Sotheby’s a Londra, durante la quale abbiamo assistito in diretta via social all’autodistruzione di un lavoro che era stato appena aggiudicato dal martelletto del banditore a circa 1.200.000 euro. L’atteggiamento anti-mercato che è alla base di questo gesto distruttivo nasconde chiaramente l’obiettivo di moltiplicare a cascata l’attenzione dei media e di catalizzare l’attenzione dei compratori. Stando alle continue uscite sui giornali, sembra che l’astro di Bansky non sia ancora tramontato.

Alle aste i suoi lavori fioriscono e sembrano pensati per fare grandi numeri. Una delle occasioni più interessanti e al tempo stesso inusuali per le caratteristiche del lavoro compare nel catalogo di Bonhams di un’asta specialistica di automobili rare intitolata the Goodwood Revival sale: il 14 settembre sarà messo all’incanto un camion di sette tonnellate coperto da graffiti su una superficie di 80 metri quadrati a firma Banksy. Il camion è un Volvo FL6 box trasformato in un’opera d’arte di dimensioni ciclopiche grazie all’intervento dell’autore e intitolato Turbo Zone Truck (Laugh Now But One Day We’ll Be in Charge): questa costituisce la più grande opera mai messa sul mercato di Banksy stimata fra i 1.300.000 e i 2.000.000 dollari.

Considerando che l’opera fatta a pezzi da Sotheby’s a Londra era stata venduta per € 1.185.289 Euro, questo lotto può rappresentare per un collezionista un grande affare. L’opera è accompagnata dal raro certificato di autenticità dell’estate di Banksy che, a nome ‘Pest Control’, combatte le contraffazioni delle opere sul mercato. Non c’è dubbio che l’opera sia un buon investimento, ma bisogna pur sapere dove metterla: il camion pare abbia un peso pari a 7 tonnellate e dimensioni assolutamente fuori dalla portata del collezionista di medio cabotaggio: parliamo di 10,1 metri di lunghezza per 2,51 di lunghezza e 3,68 metri di altezza.

La decorazione a stencil della facciata del grosso autocarro da parte di Banksy risale al periodo che precede la popolarità dell’artista: nel 2000 il famigerato e misterioso street-artist partecipava ad una festa in Spagna negli gli ultimi giorni dell’anno che hanno segnato il cambio di millennio. Mojo, allora titolare della Turbozone International Circus, una compagnia che si occupa di spettacoli pirotecnici stravaganti, commissiona al Banksy pressoché sconosciuto la decorazione del veicolo che era impegnato nel tour europeo del Cinderella show. Per chi conosca la produzione dell’artista, il graffito, della dimensione ciclopica di 80 mq, contravviene l’abitudine di Banksy di realizzare opere a scala ridotta, che con uno suo tipico humor corrosivo sono capaci di sollevare interrogativi sul nostro modo di vivere quotidiano.

Il tema dell’opera, una chiara anticipazione del “Fridays for Future”, movimento ecologista che oggi si sta diffondendo in tutte le latitudini, è inno alla responsabilità sociale, che conferma le capacità di Banksy artista di guardare con acutezza alla realtà e di predirne i fenomeni successivi più macroscopici. Saremo tutti alla finestra per scoprire che cosa succede:non ci stupiremmo se l’asta dovesse far registrare un nuovo record.

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