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Strategia 29 Novembre, 2019 @ 12:55

Le lauree più richieste dalle aziende nei prossimi 5 anni

di Forbes.it

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La redazione di Forbes.Leggi di più dell'autore
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Lauree più richieste dal emrcato del lavoro nei prossimi 5 anni
(shutterstock)

Quale università scegliere? Combattuti tra le proprie aspirazioni e ciò che effettivamente richiede il mercato del lavoro, è questa la domanda che si pongono molti giovani una volta ottenuto il diploma. A indicare la rotta sulle lauree più richieste nel prossimo immediato futuro è il Report Excelsior realizzato da Unioncamere e Anpal.

La scelta del percorso di studio è uno dei momenti più importanti della vita dei nostri giovani”, sottolinea il presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli. “Fornire ai ragazzi e alle famiglie le informazioni più aggiornate sulle tendenze del mercato del lavoro e sulle professioni che offrono le migliori opportunità per il futuro è fondamentale. Su questo fronte le Camere di commercio sono molto impegnate, con l’obiettivo di ridurre il più possibile il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro”.

Giovani e lavoro: entro 5 anni, 6 nuovi occupati su 10 dovranno avere la laurea o il diploma

Secondo lo studio nei prossimi 5 anni si assisterà ad un cambiamento profondo della struttura professionale del nostro paese, con un fabbisogno occupazionale che per oltre il 60% riguarderà laureati e diplomati, e per oltre il 35% le professioni tecniche e ad elevata specializzazione.

Tra il 2019 e il 2023 saranno necessari tra i 3 e i 3,2 milioni di nuovi occupati per soddisfare le esigenze produttive delle imprese e della pubblica amministrazione. Infatti, pur con una crescita economica molto contenuta (variazione del PIL compresa tra +0,6% e +0,9%, in media annua tra il 2019 e il 2023), sarà necessario affrontare il naturale turnover sul mercato del lavoro che da solo determinerà oltre l’80% del fabbisogno (2,6 milioni di lavoratori nel quinquennio). La crescita economica, d’altra parte, potrà al massimo generare, a seconda della sua intensità e in maniera molto differenziata nei diversi settori, una quota di nuovi posti di lavoro che va dalle 352mila alle 535mila unità.

Quale università scegliere? Ecco le lauree più richieste nei prossimi 5 anni

Lo studio, elaborando i dati del Miur, rileva che nel periodo 2019-2023 il totale dei neo-laureati ammonterà a 893.600 unità a fronte di una domanda di personale laureato che andrà tra le 959mila e le 1.014unità.

Gli indirizzi di laurea, in cui lo scarto tra fabbisogno totale e offerta prevista è positivo quindi con una maggiore richiesta di profili rispetto a quanti si attende usciranno dalle Università, saranno quello medico-sanitario, con una richiesta tra 171mila e 176mila unità, seguito da quello economico, da 152mila a 162mila unità, da ingegneria, con una domanda compresa tra 127mila e 136mila lavoratori, e dall’area giuridica, da 98mila a 103mila unità.

I titoli di studio più richiesti sulla base del fabbisogno totale 2019-2023*

  • Medico-sanitario (da 171.400 a 175.800 unità)
  • Economico (da 151.800 a 162.200 unità)
  • Ingegneria (da 126.800 a 136.400 unità)
  • Giuridico (da 98.000 a 102.900 unità)
  • Insegnamento e formazione** (da 91.900 a 96.800 unità)
  • Politico-sociale (da 59.600 a 62.900 unità)
  • Letterario (da 56.100 a 60.000 unità)
  • Architettura (da 56.000 a 59.400 unità)
  • Linguistico (da 34.000 a  36.800 unità)
  • Scientifico, matematico e fisico (da 28.900 a 30.600 unità)
  • Psicologico (da 25.600 a 27.000 unità)
  • Chimico-farmaceutico (da 24.900 a 26.600 unità)
  • Geo-biologico e biotecnologico (da 15.200 a 16.500  unità)
  • Agroalimentare*** (da 12.300 a 13.100 unità)
  • Statistico (da 6.500 a 6.800 unità)

* Valori arrotondati alle centinaia. Il totale non comprende l’offerta di laureati nell’indirizzo difesa e sicurezza, pari a 2.600 unità nel quinquennio e per il quale è stimato un fabbisogno molto limitato.
**Comprende l’indirizzo scienze motorie.
***Non comprende il fabbisogno espresso dal settore agricolo.
Fonte: Unioncamere-ANPAL, Sistema Informativo Excelsior

Il mercato del lavoro nei prossimi 5 anni: economia circolare e digitale nei piani di assunzione delle imprese

Il sistema formativo italiano dovrà anche prepararsi a rispondere alle sfide dei cambiamenti nei trend produttivi dei settori economici, che saranno fortemente influenzati dalla pervasività della rivoluzione tecnologica e dalla necessità di riorientare le scelte produttive verso un green new deal. In particolare, nell’ambito della “Digital Transformation” le imprese ricercheranno tra i 275mila e i 325mila lavoratori con specifiche competenze matematiche e informatiche, digitali e social o relative agli sviluppi nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale o dei big data e delle tecnologie 4.0. Ciò si tradurrà non soltanto in una richiesta di nuove figure professionali o di figure già esistenti in grado di gestire le rapide trasformazioni tecnologiche, il cui “contenuto professionale” sta notevolmente cambiando, ma anche nella necessità di un continuo adeguamento delle competenze digitali per tutte le figure che saranno richieste.

Per quanto riguarda la filiera ”Ecosostenibilità”, le imprese avranno bisogno tra i 519mila e 607mila lavoratori per cogliere al meglio le opportunità offerte dalla diffusione di processi produttivi rispettosi dell’ambiente, volti ad ottimizzare o ridurre l’utilizzo di materie prime.

La filiera “Salute e Benessere” contribuirà ad alimentare la domanda di lavoro nei prossimi 5 anni ricercando tra le 361mila e 407mila unità, prevalentemente figure di livello medio-alto in campo medico-sanitario e assistenziale.

La filiera “Education e cultura”, che dovrà avere un ruolo ancora più centrale nella diffusione di nuove conoscenze e competenze, esprimerà un fabbisogno compreso fra 140mila e 149mila lavoratori nel quinquennio.

Il fabbisogno occupazionale delle imprese della filiera “meccatronica e robotica” potrà riguardare tra 68mila e 86mila lavoratori, nell’arco dei 5 anni. In particolare, la meccatronica è il comparto manifatturiero maggiormente interessato da “Impresa 4.0”, e quindi richiederà un significativo numero di figure professionali legate alle trasformazioni della produzione.

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