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Cultura 3 Gennaio, 2020 @ 12:49

I fenomeni più importanti del mercato dell’arte negli ultimi 10 anni

di Glenda Cinquegrana

Staff

PhD in Economia della Cultura, gallerista, consulente d’azienda e art advisor.Leggi di più dell'autore
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L’art wall di Maurizio Cattelan per Gucci a New York. (gucci.com)

Quali saranno i fatti che segneranno il prossimo anno e l’intero decennio per il mercato dell’arte? Per capirlo, è utile una cronistoria del decennio che si è appena concluso.

2010: Ai Wei Wei e Marina Abramović sembrano superstar del decennio

Il 2010 è l’anno della mostra di Ai Wei Wei nella sala delle Turbine a Londra, che viene inondata da 100 mila semi di girasole fatti a mano, ma anche della mostra the Artist is present al MoMa di New York che vede l’artista serba seduta a un tavolo per 90 giorni consecutivi  di fronte a 750mila visitatori. Nel 2011 l’artista cinese verrà imprigionato dalle autorità cinesi per 81 giorni per evasione fiscale: questo fatto ha segnato la popolarità mediatica ed espositiva del personaggio Ai Wei Wei nell’arco del decennio. La Abramović al picco della popolarità cercherà di varare il progetto ambizioso del MAI, Marina Abramović Institute, la cui raccolta fondi per realizzare la sua architettura faraonica resta progetto incompiuto.

2011: Cattelan riceve la sua consacrazione al livello internazionale

Il 2011 vede la prima retrospettiva del nostro maggiore artista italiano vivente al Guggenheim di New York: intitolata ‘All’, la mostra vede le sue più famose installazioni appese con i fili al soffitto della celebre Rotunda, è un enorme successo. Dopo aver proclamato l’addio alle scene dell’arte, Cattelan riappare per stupire e farsi acclamare dai media ogni volta. Dopo un record d’asta con il suo Hitler inginocchiato, nel 2016, espone al Guggenheim ‘America’ un gabinetto fatto di oro ad 18 carati, che Nancy Spector, chief curator del museo offrirà in prestito alla Casa Bianca al neoeletto presidente Trump. Nel 2019 stupirà tutti con la sua banana attaccata allo scotch ‘Comedian’, venduta più volte a 120mila dollari.

2013: Instagram e il mercato dell’arte. Quando nel 2013 compare su Instagram il video dell’installazione di Yayoi Kusama ‘Infinity Mirror Room’ in mostra alla galleria David Zwirner di New York, 2500 persone affollano le sale della galleria in una sola giornata. Questo accadimento consacra l’importanza di Instagram come social media che può condizionare il successo di mercato di un artista: tutto ciò che è più facilmente instagrammabile ha più facilmente successo.

L’anno segna la nascita di Art Basel Hong Kong. Il marchio della fiera più importante al mondo si espande sulla via della Seta, mostrando un mercato dell’arte policentrico verso lo spostamento del baricentro in Oriente. Nel 2019 il dopo la mostra all’HOCA Foundation e il successo mediatico del suo Companion, il suo pupazzo con il corpo di topolino e la testa di buffo teschio, disteso nell’acqua del Victoria Harbour, grande 37 metri ad Art Basel Hong Kong, KAWS raggiunge in asta il record del 14,7 milioni di dollari, a testimonianza come la Cina sia incubatrice dei nuovi fenomeni dello scacchiere dell’arte mondiale.

2014: La pittura astratta domina il mercato. Nel 2014 il futuro pulitzer per Art Criticism 2018, Jerry Saltz, fotografa il fenomeno nell’articolo Zombies on the Wall: Why do most abstract painting look the same. In questo pezzo segnala la rinnovata passione nelle gallerie per l’astrazione. Saltz Scrive che : “Questi artisti si comportano come junior laboriose api operaie postmoderniste, cercando di imitare i bei vecchi tempi dell’astrazione, dispiegando segnali visivi di Suprematismo, pittura a colori, minimalismo, post-minimalismo, Arte Povera italiana, Mono-ha giapponesi, arte di processo, pittura di azione modificata. Questo lavoro è adatto ai decoratori, specialmente in un appartamento o una casa contemporanea. La maggior parte di questo ‘formalismo zombie’ arriva in un formato verticale, fatto su misura per la distribuzione digitale istantanea e la visualizzazione tramite jpeg su dispositivi portatili. Sembra praticamente lo stesso di persona su iPhone, iPad, Twitter, Tumblr, Pinterest e Instagram”. La star del momento è Oscar Murillo, stella della Biennale di Venezia 2015.

2015: Il decennio è segnato dal riconoscimento a livello internazionale dell’arte storica italiana. Le istituzioni museali americane fanno un lavoro riposizionamento delle avanguardie storiche del dopoguerra, dando grande peso a movimenti ed artisti poco conosciuti. Dopo la mostra ‘Splendid Playground’ del 2013 al Guggenheim che riconosce la centralità del Gruppo Gutai nell’arte di avanguardia postbellica, la mostra dedicata all’italiano Alberto Burri, ‘the Trauma of Painting’ del 2015, lo incorona fra i più grandi maestri dell’Informale mondiale. Nel 2018, invece, è il turno di Salvatore Emblema, autore italiano sempre fuori dai movimenti, trova una vetrina importante ad Art Basel.

2016: Scoppia il fenomeno dell’arte al femminile. Già a partire dal 2014 l’arte al femminile comincia a dominare nelle aste con il record per un’opera di Georgia O’Keeffe Jimson Weed/White Flower acquistato da Sotheby’s per 44 milioni di dollari, come record per un artista donna della storia dell’arte.  Il fenomeno di riscoperta delle artiste donne trova il suo incubatore in una serie di mostre curate negli States nel 2016. In quell’anno è la grande retrospettiva sull’Espressionismo Astratto al femminile dedicata al Denver Museum a Lee Krasner. L’attenzione alle donne investe positivamente il riconoscimento di diverse artiste, come Alice Neel, Joan Jonas, per citarne solo alcune. Fra le italiane appartenenti spicca Carol Rama, nel biennio 2014- 16 sarà esposta più volte nel circuito museale internazionale: dal MACBA di Barcellona, al Musée d’art Moderne de la Ville de Paris, fino alla personale nel 2016 alla galleria Levy-Gorvy di New York. Il nuovo femminismo che pervade l’arte e che mostra una nuova consapevolezza del ruolo delle donne anticipa il movimento #MeToo nel 2017.

2017: Il caso Salvator Mundi fa tremare il sistema delle aste. Il 15 novembre 2017 Christie’s batte l’opera d’arte più cara della storia. Si tratta del Salvator Mundi attribuito a Leonardo, che viene acquisito per la cifra record di 450 milioni di dollari. La massiccia campagna pubblicitaria che Christie’s ha fatto precedere a quest’asta ha fatto sì che l’opera sia stata vista da 27mila aspiranti compratori, che appartengono alla lista dei nuovi miliardari del mercato globale. Il dipinto dovrebbe essere realizzato dal Da Vinci durante il suo secondo soggiorno milanese su sollecitazione di re Luigi XII, la cui moglie, Anna di Bretagna, era particolarmente devota al Sacro volto. L’opera arriva in Inghilterra in occasione delle nozze di Enrichetta Maria con Carlo I Stuart nel 1626. Dopo che nel 2005 ne viene in possesso il gallerista americano Robert Simon per 10mila dollari, e lo sottopone al restauro che ne cambia attribuzione, l’opera, in alcuni passaggi di mano e fino al prezzo di 450 milioni di dollari, diventa la più cara della storia dell’arte del mercato. Acquistata per conto del principe Mohammad bin Salmān, primo in linea di successione nella monarchia di Riyad con destinazione finale il Louvre Abu Dhabi, nel 2018 sparisce dalla circolazione. Nel 2019 manca di partecipare alla retrospettiva dedicata a Leonardo dal Louvre per l’anniversario della nascita, per un sopravvenuto caos attributivo.

2018: La Street-art è la nuova Pop Art del decennio. Nel 2010 il documentario dedicato a Banksy ha una nomination agli Oscar; a questo progetto segue nel 2015 quello di Dismaland, un parco distopico in cui sono ospitate opere di altri artisti.  Nel 2013 Banksy fissa la sua residenza a New York facendo interventi in città ogni giorno che mandano i fans in visibilio. Il 2018 lo vede protagonista dello scandalo dell’anno che è il record in asta di The Girl with Balloon, opera su carta che viene tritata e ridotta a strisce da un meccanismo alla cornice interno pochi minuti dopo l’acquisizione per poco più di un milione di sterline in asta, riempie le pagine dei giornali. A questo record seguirà il record dei 12,2 milioni raggiunto nel 2019. Il 2018 è anche l’anno della definitiva consacrazione della arte sotto il segno della cultura black: l’auction record dell’anno è Jean-Michel Basquiat, acquistato dall’imprenditore per 110,5 milioni di dollari, è la punta di diamante di un fenomeno di rivalutazione dell’African American arte, che coinvolge artisti come Mark Bradford, Julie Merhetu, Glenn Ligon, mentre la National Portrait gallery dello Smithsonian svela i ritratti dei coniugi Obama realizzati da Kehinde Wiley e Amy Sherald.

2019: Jeff Koons è il più costoso artista vivente: il suo Rabbit in acciaio è venduto in asta da Christie’s New York tocca nel maggio i 91 milioni di dollari. Ma altri fenomeni si consolidano: Kaws tocca il suo primo record d’asta, e anche Bansky. Questi dati affermando il successo della più classica arte americana, della nuova street art di matrice concettuale e dell’ultimo surrealismo pop.

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