Giovanni Ferrero chiude il 2020 in testa alla classifica dei più ricchi d’Italia

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Giovanni Ferrero chiude il 2020 in testa alla classifica dei più ricchi d’Italia

Nell’annus horribilis della pandemia cresce il numero di miliardari italiani. A fine 2020, secondo la Real Time Billionaires di Forbes sono in totale 40 le persone nel nostro Paese con un patrimonio netto superiore al miliardo di dollari, mentre a marzo, quando era stata pubblicata la classifica Billionaires di Forbes – che aveva fortemente risentito del contemporaneo scoppio della pandemia – erano 36.
Cresciuto sensibilmente in pochi mesi anche il patrimonio combinato: dai 125,6 miliardi di marzo ai 182,1 miliardi del 15 dicembre 2020. Otto invece le donne presenti.

In testa sempre Giovanni Ferrero, presidente esecutivo dell’azienda di famiglia specializzata in prodotti dolciari, con una fortuna di 27,5 miliardi di dollari, in crescita rispetto ai 24,5 miliardi di marzo. A ottobre la società di Alba ha acquistato il celebre e storico marchio inglese di biscotti Fox’s (attivo dal 1853) della Northern Food Grocery Group Limited. Una mossa che ha l’obiettivo di aumentare la propria quota di mercato nel settore dei biscotti di qualità nel mondo.

Al secondo posto Leonardo Del Vecchio con un patrimonio di 24,7 miliardi di dollari, in crescita rispetto ai 16,1 di marzo. In questi mesi il patron di EssilorLuxottica si è reso protagonista per la sua scalata nella compagine societaria di Mediobanca di cui ora è socio con una quota superiore al 10% attraverso la sua holding lussemburghese Delfin.

Chiude il podio Massimiliana Aleotti, proprietaria della società farmaceutica Menarini e donna più ricca d’Italia con un patrimonio netto di 10,6 miliardi di dollari. Perde terreno Stefano Pessina, che ha lasciato la carica di amministratore delegato della compagnia farmaceutica statunitense Walgreens Boots Alliance. A maggio Forbes Italia gli aveva dedicato la copertina per i suoi sforzi nella lotta al coronavirus. La sua fortuna è passata dai 10,2 miliardi di marzo agli 8,6 miliardi al 15 dicembre.

Cresce invece – ed è una notizia visto il periodo di difficoltà che sta vivendo l’intera industria della moda – il patrimonio di Giorgio Armani, passato dai 5,4 miliardi agli 8,9 miliardi di dollari, piazzandosi in quarta posizione nella classifica dei più ricchi d’Italia. Negli ultimi mesi anche Armani si è impegnato in vario modo nella lotta al Covid-19, oltre ad aver recentemente aumentato le attività legate alla sostenibilità ambientale.

Guadagna anche Giuseppe De’ Longhi, ora al nono posto con un patrimonio di 4,7 miliardi di dollari (era di 3 miliardi a marzo). A fine novembre l’azienda ha annunciato l’acquisizione dell’americana Capital Brands per 420 milioni di dollari, con il closing previsto entro la fine del 2020. Ora gli Stati Uniti sono diventati il primo mercato di riferimento del suo business, con un fatturato aggregato superiore a 500 milioni di dollari.

Più che raddoppiato il patrimonio di Patrizio Bertelli e Miuccia Prada, oggi di 4,6 miliardi di dollari e rispettivamente al 11° e 12° posto in classifica. Scalata anche per Remo Ruffini, fondatore di Moncler, arrivato al 17° posto della classifica con un patrimonio di 3,4 miliardi di dollari al 15 dicembre (a marzo era al 22° posto con 1,8 miliardi di dollari). A inizio dicembre l’azienda ha annunciato l’acquisizione di Stone Island per 1,5 miliardi di dollari.

In classifica tornano Barbara Benetton, figlia dello scomparso Gilberto Benetton, fondatore del gruppo di abbigliamento di Ponzano Veneto, con un patrimonio di 1,4 miliardi di dollari; e Marina e Alberto Prada (2 miliardi di dollari ciascuno), presenti già nella classifica del 2019 ma non in quella di marzo 2020.

Debutto invece per Sergio Stevanato (1,8 miliardi di dollari), presidente del gruppo Stevanato, azienda di packaging medicale con sede a Piombino Dese. Fondata dal padre Giovanni nel 1949, l’azienda è ora guidata dai figli Franco e Marco, rispettivamente amministratore delegato e vicepresidente. Oggi, è il secondo più grande produttore al mondo di fiale di vetro. A giugno, Stevanato ha vinto un contratto per la fornitura di 100 milioni di flaconcini di vetro per un massimo di 2 miliardi di dosi di vaccini Covid-19.