Astucci per ombretti o fard interamente di carta, come non se ne sono ancora visti. Etichette autoadesive per bottiglie di vino, flaconi e scatole che nascono già senza il supporto da staccare e dunque da smaltire (e, nel caso non si possa, abbinate a un servizio gratuito di smaltimento). Carte in grado di sostituire la plastica in tutto e per tutto – nel food & beverage come nel packaging di lusso, nella ristorazione, nella logistica – perché resistono all’umidità, all’unto, agli strappi, alle pressioni. E ancora: la colla che si lava via facilmente con l’acqua, così da favorire il totale riciclo del materiale sottostante. Fedrigoni è diventata icona della sostenibilità del pianeta carta.
I numeri
Tra le prime industrie mondiali nella produzione e vendita di carte speciali ad alto valore aggiunto per packaging, editoria e grafica e di materiali autoadesivi premium per l’etichettatura, il gruppo italiano punta tutto sull’anima green maturata in oltre 130 anni di esperienza con il materiale ecologico per eccellenza, la carta, e spinge sul pedale della sostenibilità.
I numeri (e i propositi) di Fedrigoni sono inequivocabili. Con 4mila dipendenti nei vari paesi in cui è presente, un brand appena rinnovato, 1,3 miliardi di euro di fatturato nel 2020 e decine di migliaia di prodotti a catalogo e su misura, l’azienda si è prefissata da qui a 10 anni obiettivi ambiziosi nello sviluppo di nuovi prodotti sempre più riciclabili e riciclati. Ma anche nell’efficienza dei processi industriali, nella riduzione dell’uso delle risorse ambientali, degli sprechi e degli scarti, nell’attenzione alle persone, che devono lavorare in sicurezza e senza discriminazioni.
Fedrigoni e la sostenibilità

Per questo è stato messo ‘nero su bianco’ un piano di interventi che coinvolge 12 aree, scelte in base ai development goals delle Nazioni Unite: si va dalla riduzione del 60% degli infortuni sul lavoro al 50% in più di donne in posizioni manageriali; dal recupero totale dei rifiuti industriali alla scelta esclusiva di fornitori qualificati esg; dal 30% in meno di emissioni nell’atmosfera alla restituzione ai fiumi del 95% dell’acqua utilizzata, pulita e depurata, già dimezzata in quantità negli ultimi 6 anni. Interventi affrontati con rigorose basi scientifiche e la supervisione di qualificati istituti di ricerca. Il tutto con l’impegno di raggiungere questi obiettivi entro il 2030.



