Boom delle vendite di trattori nel 2021. E la multinazionale Sdf premia i dipendenti con 5mila euro

Sdf ceo Lodovico Bussolati
L’amministratore delegato di Sdf, Lodovico Bussolati (foto Sdf)
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Il bonus più alto di sempre nell’anno della pandemia. Sdf, multinazionale bergamasca di trattori e macchine agricole, ha riconosciuto ai suoi dipendenti il premio di risultato più alto di sempre: i reparti produttivi hanno ricevuto 5.135 euro.

Il gruppo lo ha annunciato in una fase di vendite record. “Per cinque mesi siamo tranquilli: non era mai successo”, ha dichiarato l’amministratore delegato, Lodovico Bussolati, al Sole 24 ore. Nella prima parte del 2021, i volumi sono cresciuti dell’80% rispetto ai mesi iniziali della pandemia e, soprattutto, del 25% rispetto all’epoca pre-Covid.

Che cos’è Sdf

Sdf ha sede a Treviglio, 25 km a sud di Bergamo. Distribuisce i suoi prodotti con i marchi Same, Deutz-Fahr, Lamborghini Trattori, Hürlimann e Grégoire. Conta più di 3.100 concessionari, circa 4mila dipendenti, otto siti produttivi, 12 filiali commerciali tra Europa e India e due joint venture, in Cina e in Russia.

Per il 2020, Sdf ha registrato ricavi per 1,146 miliardi di euro, con una flessione del 10% rispetto al 2019. “Il decremento”, si legge in un comunicato stampa, “è legato, in prevalenza, alla chiusura della sede centrale di Treviglio, prolungata per più di due mesi a partire dal 24 febbraio, in anticipo rispetto al lockdown nazionale del 9 marzo 2020”. Bussolati ha definito “una scelta di campo” la decisione di chiudere il quartier generale italiano, “in controtendenza con quanto avveniva allora sul territorio bergamasco. Grazie a questa scelta, si sono potuti contenere in maniera più che consistente i casi di Covid-19 fra le linee produttive della sede italiana”.

Sdf ha annunciato anche, per il 2020, un margine operativo lordo di 109 milioni, pari al 9,5% dei ricavi: il miglior risultato nella storia dell’azienda, in crescita rispetto all’8,7% dello scorso anno.

L’agricoltura nell’era digitale

Nel 1927, i fratelli Francesco ed Eugenio Cassani svilupparono la Trattrice Cassani, uno dei primi esempi al mondo di trattore con motore diesel. Fu quello l’embrione dell’azienda che nel 1952, quando già aveva acquisito il nome di Same (Società accomandita motori endotermici), costruì “il primo trattore industrializzato al mondo con quattro ruote motrici”. La costruzione dell’attuale gruppo è avvenuta tramite una serie di acquisizioni iniziata nel 1973, con Lamborghini Trattori. “Da quasi un secolo Sdf rappresenta il motore della meccanizzazione del settore agricolo in Italia e all’estero”, ha affermato Bussolati. “Ora l’ambizione è rafforzare il posizionamento di driver della trasformazione digitale del comparto”.

Nel 2020 il gruppo ha assunto circa 300 persone nel mondo, di cui oltre 230 nello stabilimento di Treviglio. Il team di ricerca & sviluppo, in particolare, è stato allargato con figure quali analisti dati, esperti di intelligenza artificiale e di sistemi digitali. “L’obiettivo”, fa sapere la società, “è lo sviluppo di progetti all’insegna di un’agricoltura sostenibile, attraverso la realizzazione di veicoli che interagiscano con un ecosistema digitale”.

Sdf ha investito 57 milioni di euro in nuovi prodotti e tecnologie nel 2020. Le novità hanno riguardato tre soluzioni di smart farming, erogate tramite Sdf Data Platform: una piattaforma digitale che sfrutta l’intelligenza artificiale per ottimizzare le fasi della produzione agricola, tramite la raccolta, l’analisi e l’elaborazione dei dati provenienti dai macchinari connessi.

L’espansione

L’Europa resta il mercato di riferimento per Sdf, che nell’ultimo anno ha visto un calo dell’immatricolato del 3,5%. La quota di mercato è però cresciuta di quasi un punto percentuale, fino al 10,7%. Risultati positivi, sottolinea un comunicato della società, sono arrivati soprattutto dall’India, dalla Cina e dalla Turchia.

Poche settimane fa, il gruppo ha annunciato una partnership con il governo kazako per lo sviluppo della meccanizzazione agricola. Una mossa che, afferma un comunicato, “si inserisce nel percorso strategico di espansione di Sdf”, in un Paese in cui quasi un quarto della popolazione attiva è impiegata nel settore agricolo. Il Kazakistan è indicato dalla Fao come “uno dei cinque stati con il maggiore potenziale di sviluppo”.