Da Milano alle Maldive, passando per Montecarlo: i nuovi progetti estivi dello chef-imprenditore Andrea Berton

Andrea Berton (ph. Marco Scarpa)
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di Fabiola Fiorentino

Originario del Friuli Venezia Giulia, una regione la cui cultura gastronomica ricopre sia mare che monti, Andrea Berton oltre che uno chef di fama internazionale è anche un bravo comunicatore e un attento imprenditore. Sono, infatti, numerosi i progetti intrapresi nel tempo per poter offrire al pubblico una vasta gamma di esperienze gastronomiche. Nonostante un 2020 particolarmente difficile per la ristorazione, Andrea Berton riparte con un progetto estivo esclusivo. Attuerà un breve trasferimento del suo ristorante Berton di Milano all’Hotel de Paris di Montecarlo, una location mozzafiato che ospiterà in un temporary restaurant la sua cucina di territorio, ma alla costante ricerca di materie prime eccellenti e innovazione. “É un’opportunità importante in un posto unico nel suo genere. Dal 24 luglio al 20 agosto avremo anche un altro temporary restaurant al Forte Village in Sardegna. Tutto questo rappresenta per noi un’occasione per lavorare e non fermarci. Ci divideremo tra queste due cucine e ovviamente vi aspettiamo a braccia aperte”, racconta a Forbes.it.

Ma non è tutto. Perché già da qualche settimana è operativo anche il ristorante H20, divenuto parte integrante del resort di lusso a 5 stelle You and Me by Cocoon. Un vero e proprio ristorante sottomarino in cui l’esperienza gastronomica si lega alle meravigliose creature dell’ambiente marino dell’atollo Raa a nord delle Maldive. “Ero entusiasta di questo progetto. Ho cercato di costruire un menu che valorizzasse gli ingredienti di questo splendido territorio come l’aragosta, piccola, ma molto tenera, il cocco e la papaya per guidare così i commensali ad un’esperienza emozionante e singolare. Il che ha contribuito al successo dell’apertura nonostante la situazione delicata che stiamo vivendo”.

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Si dice anche pronto per affrontare le riaperture su Milano da settembre e un fine 2021 carico di novità. Per Berton la cucina del futuro non è soltanto quella gourmet, ma è una cucina che si diversifica, in grado di offrire esperienze differenti. Possono cambiare le offerte, la location e i piatti proposti, ma ciò che rimane costante e immutato in ogni sua attività è senza dubbio la qualità delle materie prime offerte. Citiamo, per esempio, DRY Milano Cocktail&Pizza: un format che vede l’unione tra l’arte della mixology e quella della pizza nato in collaborazione con alcuni soci. L’importanza del trattamento della materia prima è sicuramente uno dei comandamenti che più ha influenzato la sua formazione professionale durante la prima esperienza nella cucina di Gualtiero Marchesi. “Ciò che mi rimase subito impresso fu il modo in cui veniva trattata egregiamente la materia prima. Inizialmente, non capii fino in fondo il messaggio. Ma col tempo mi accorsi che era più facile distruggere un ingrediente che valorizzarlo. E per poter tramandare qualcosa, devi necessariamente vivere quell’esperienza. Credo fortemente in questo”.

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Da quel momento, la sua carriera spicca il volo. E lo vediamo impegnato in numerose esperienze di valore nell’ambito dell’alta ristorazione: Mossiman’s a Londra, all’Enoteca Pinchiorri e al Louis XV di Montecarlo sotto la guida del pluripremiato Alain Ducasse. Nel giro di pochissimi anni, Andrea Berton ottiene numerosi premi e riconoscimenti. Conquista la sua prima stella Michelin come chef alla Taverna di Colloredo di Monte Albano. Nel 2005, invece, inizia la sua collaborazione con il Ristorante Trussardi alla Scala con cui ottiene nel giro di due anni due stelle Michelin, le tre Forchette dal Gambero Rosso nel 2010 e tre Cappelli nella guida dell’Espresso nel 2011.

“Questi premi, oltre che un trionfo personale, rappresentano per qualunque chef l’occasione di essere riconosciuto per l’impegno e la qualità della propria cucina a livello internazionale. Ma non si deve in alcun modo dipendere dalle guide. Parla per noi l’impegno, la formazione professionale e la passione”.

Nel 2013 apre finalmente il Ristorante Berton e nel giro di un solo anno ottiene la prima stella Michelin. Ma non finisce qui; perché nel 2016 inizia la sua collaborazione con il resort Il Sereno sul lago di Como dove apre Berton al Lago e con cui ottiene una stella Michelin. Un percorso professionale e personale che ha dello straordinario. Forse, è proprio la naturalezza e la grande passione per questo mestiere, nata agli albori della sua vita, che lo porta inevitabilmente alla riconoscenza mediatica e professionale.