Packaging ecosostenibili e niente sprechi alimentari: come Agritalia sta rendendo più efficiente l’intera filiera alimentare

Sergio Massa, ceo e cofondatore di Agritalia
Sergio Massa, ceo e cofondatore di Agritalia
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Articolo tratto dal numero di dicembre 2021 di Forbes Italia. Abbonati!

Riduzione delle emissioni di anidride carbonica, del consumo di energia e degli sprechi alimentari, grazie a una gestione ottimizzata della supply chain, alla programmazione attenta e precisa delle produzioni dei fornitori, allo smart sourcing delle materie prime e del packaging. Sono questi i principali investimenti di Agritalia, e delle consociate Agrilogistica e Agrusa, gruppo di aziende attivo dal 1987, specializzato in programmi di private label e nell’esportazione di prodotti alimentari, principalmente dall’Italia al Nord America. La holding nel 2020 ha registrato un fatturato di circa 70 milioni di euro, in rialzo del 29% rispetto all’anno precedente.

In merito alla sostenibilità, Sergio Massa, ceo e cofondatore insieme a Stefano Massa di Agritalia, chiarisce: “Per quanto riguarda il settore private label, Agritalia sta anche lavorando sull’adozione di imballaggi ecosostenibili, sull’utilizzo di materie prime derivanti da economie circolari e sul lancio di prodotti che nascono da processi produttivi green. È uno sforzo che è stato anche molto apprezzato dai clienti, che sempre di più sentono l’esigenza di ridurre il loro impatto ambientale e cercano partner proattivi per rendere sostenibile l’intera supply chain”.

L’ultimo passo del percorso sostenibile di Agritalia è la collaborazione con l’Università di Sheffield in Gran Bretagna, nell’ottica di sviluppare una filiera intelligente e arrivare a un nuovo standard certificato di sostenibilità per l’intero gruppo. Il progetto ProCEedS è un consorzio di ricerca sponsorizzato dall’Unione europea che ha l’obiettivo di studiare le implicazioni ecosostenibili di diversi modelli di distribuzione, e la conseguente riduzione dell’impatto ambientale, degli sprechi alimentari e delle emissioni di anidride carbonica nel settore retail. Il progetto mira a individuare le best practice per la sostenibilità ambientale nel modello logistico di Agritalia, denominato Automated replenishment program (Arp). Si tratta di un innovativo programma capace di realizzare una gestione integrata di produzione, ordini, trasporto, sdoganamento e consegne, che garantisce un risparmio del 20% dei costi legati all’esportazione dei generi alimentari dall’Italia agli Usa, poiché elimina le inefficienze della catena distributiva.

“L’Arp”, racconta Leo Nucera, direttore sales & marketing dell’azienda, “è nato da una idea del nostro ceo, quando ci siamo resi conto che la supply chain poteva raggiungere migliori performance attraverso la condivisione dei dati. Il modello logistico è stato testato per la prima volta nel 2015 con un programma pilota che ci ha consentito di mettere a punto il software sul quale l’Arp si fonda, ovvero il Csi (Cloud sourcing intelligence)”. Il software mette in relazione i dati provenienti dagli operatori della supply chain per ottimizzarne il funzionamento ed evidenziare eventuali criticità che richiedano delle azioni correttive. Dall’analisi dei dati si possono intercettare per esempio stagionalità, picchi di vendita e aumenti nelle necessità future, in modo da pianificare l’approvvigionamento di materie prime e packaging. Arp permette pertanto di creare programmi più efficienti, evitando gli out of stock (scaffali vuoti) e offrendo possibilità di avere prodotti più freschi a scaffale grazie al jit (just-in-time), senza stop intermedi in magazzini terzi, dato che la merce è spedita direttamente ai magazzini di distribuzione. Ciò consente altresì un risparmio di costi per gli operatori della supply chain. Per questo, il modello Arp è aperto a tutti gli operatori: retailer, distributori e soprattutto aziende di produzione e importatori.

Proprio grazie al suo innovativo sistema logistico, Agritalia è riuscita a mettere in piedi un piano di emergenza per far fronte alle richieste dei clienti e i suoi prodotti non sono mai mancati sugli scaffali oltreoceano, anche in un anno critico come il 2020, in cui molti retailer statunitensi hanno dovuto gestire gravi problemi di carenze di merce. La grande dedizione nei confronti dei propri clienti è un tratto distintivo del gruppo, che nel 2020 ad esempio è stato premiato come Supplier of the year with special recognition da parte di Whole Foods Market, colosso americano del mangiare sano e sostenibile, acquisito da Amazon nel 2017. Si tratta del terzo premio per l’azienda campana, vincitrice del prestigioso riconoscimento anche nel 2011 e nel 2019. Ad Agritalia è stata riconosciuta la dedizione nel sostenere Whole Foods Market nella crescita del business, oltre alla capacità di ispirare e deliziare i consumatori americani.

“Quella con Whole Foods Market”, ha commentato Sergio, “è una partnership nata tanti anni fa, nel lontano 1997. Entrambe le nostre realtà sono cresciute insieme e Whole Foods Market, con cui condividiamo valori e obiettivi, ha sempre lavorato fianco a fianco con noi onorandoci della sua piena fiducia. Il premio è la dimostrazione che la cura e la passione che mettiamo nel nostro lavoro, la continua ricerca di miglioramento e la grande spinta all’innovazione che ci contraddistingue sono apprezzati dai nostri clienti e ci portano a fornire un servizio sempre eccellente”.

Per il futuro? Il tema della sostenibilità continuerà a essere prioritario per Agritalia, che sin dall’inizio ha accettato la sfida. E che oggi la porta avanti coerentemente con gli obiettivi 9 e 12 dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, sottoscritto dai paesi dell’Onu.

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