Scandali sessuali, morti ai concerti e cannibalismo: i più clamorosi casi di carriere distrutte del 2021

carriere distrutte 2021
Da sinistra: l’ex governatore dello stato di New York, Andrew Cuomo; l’attore Armie Hammer; l’ex coach dei Las Vegas Raiders Jon Gruden; la star dell’hip-hop Travis Scott
Share

Questo articolo di Jena McGregor e Diane Brady è apparso su Forbes.com

Che anno strano per le carriere degli americani. A partire dal fatto che milioni di persone hanno semplicemente lasciato il lavoro nel 2021 per sfinimento, per responsabilità personali o perché hanno deciso di cercare opportunità migliori altrove. Molti hanno perso il loro impiego perché hanno rifiutato il vaccino contro il Covid-19 o perché i loro datori di lavoro hanno dovuto ridimensionare il personale a causa della pandemia. E anche tanti dei manifestanti che hanno assalito il Campidoglio il 6 gennaio hanno scoperto che il prezzo delle loro azioni era la carriera.

Poi ci sono coloro le cui carriere sono state danneggiate da questioni più personali. Licenziare i dipendenti su Zoom e spacciarsi per un cliente per fare colpo su potenziali investitori sono le scintille che hanno fatto bruciare alcune importanti carriere. Altri stanno provando a resistere, ma hanno subito danni di immagine che stanno ora cercando di riparare. Di seguito ci sono i casi più clamorosi del 2021 di carriere andate in fumo, in ordine alfabetico.

Andrew Cuomo, ex governatore dello stato di New York

Era il perfetto leader dell’era Covid, capace di guadagnare consensi come sobria voce della ragione e come politico in grado di guidare la gente, proprio mentre a Washington si cercava di minimizzare i rischi. Ma nell’agosto di quest’anno l’ormai ex governatore di New York Andrew Cuomo si è dimesso, dopo che un rapporto del procuratore generale di New York ha concluso che aveva molestato sessualmente 11 donne. Da allora è stato accusato di avere costretto le donne a contatti fisici e di avere fatto avance sessuali inappropriate, cose da lui negate. L’ultimo atto della sua caduta in disgrazia è stato l’ordine del comitato etico dello stato di New York di restituire milioni di dollari di profitti incassati con il suo libro sulla pandemia.

Chris Cuomo, ex conduttore della Cnn

All’inizio della pandemia, gli scambi di battute tra il conduttore della Cnn Chris Cuomo e il fratello maggiore Andrew sono stati una manna per gli ascolti. Ma la loro vicinanza è stata messa sotto esame quando il governatore di New York è stato indagato per molestie sessuali. Chris Cuomo è stato licenziato dalla Cnn a dicembre, dopo che sono emerse prove di come avesse oltrepassato i limiti imposti dalla sua professione nel tentativo di aiutare il fratello, per esempio fornendo suggerimenti sulle dichiarazioni da rilasciare al pubblico e contattando altri giornalisti per scoprire potenziali articoli. Il suo licenziamento ha fatto seguito anche ad accuse di comportamenti sessuali impropri, che Cuomo ha negato.

Matt Doran, presentatore della tv australiana

Matt Doran ha perso il diritto di trasmettere la sua agognata intervista con Adele dopo avere confessato alla cantante di non avere ascoltato il suo nuovo album. La ragione: Doran si era perso un link che gli era stato inviato via mail dalla casa discografica. Questa è la stessa materia di cui sono fatti gli incubi dei giornalisti – o di chiunque abbia una casella di posta elettronica inondata di mail -. In una dichiarazione di scuse, Doran ha detto che la notizia della sua gaffe “ha innescato un torrente di cattiverie e prese in giro da tutto il mondo” e ha aggiunto di “meritare” e di “volersi prendere la responsabilità” per “la gran parte di questi attacchi”. Doran si è scusato con la cantante e con i suoi fan australiani per l’incidente con quella che ha definito “la più importante mail che abbia perso nella mia vita, con un margine assurdo su tutte le altre”. Per fortuna il suo capo, l’amministratore delegato di Seven West Media, James Warburtron, si è schierato con Doran e ha affermato che l’errore era “ovviamente una delusione”, ma anche che Doran è un professionista che “continuerà a fare il suo lavoro”.

Vishal Garg, amministratore delegato di Better.com

Se si cerca un caso di studio su che cosa non fare quando si taglia il personale, è difficile trovare di meglio dell’ormai famigerata videochiamata Zoom in cui l’amministratore delegato di Better.com, Vishal Garg, ha licenziato 900 persone. Garg è stato glaciale: “Se siete in questa chiamata”, ha detto, “vuol dire che fate parte dello sfortunato gruppo di persone licenziate”. Ed è stato troppo indulgente con se stesso: “L’ultima volta che ho fatto una cosa del genere”, ha aggiunto, “ho pianto. Questa volta spero di essere più forte”. La vicenda ha portato alla fine Varg, che si è scusato e ha alle spalle alcune vicissitudini finanziarie e legali, a prendere un congedo “con effetto immediato”, secondo una nota interna.

Jon Gruden, ex allenatore dei Las Vegas Raiders

L’ex vincitore del Super Bowl Jon Gruden si è dimesso dall’incarico di allenatore dei Las Vegas Raiders a ottobre, dopo che i media hanno riportato email nelle quali faceva commenti omofobi, misogini o razzisti. Le mail, in cui Gruden avrebbe scambiato foto di donne in topless e avrebbe criticato o fatto commenti sprezzanti sul commissioner della National football league (Nfl), Roger Goodell, e su molte altre persone sono emerse in un’indagine su accuse di comportamenti impropri sul luogo di lavoro che non lo riguardavano direttamente. Gruden sta replicando alle accuse e ha fatto causa alla lega e a Goodell, con l’accusa di avere fatto trapelare le sue mail. Non è stato, d’altra parte, l’unico allenatore della Nfl a vedere la sua carriera andare in crisi quest’anno: i Jacksonville Jaguars hanno licenziato Urban Meyer a dicembre, dopo solo 13 partite. Meyer aveva messo assieme 2 vittorie e 11 sconfitte ed era stato coinvolto in una serie di controversie fuori dal campo. Tra le altre cose, era stato accusato da un ex giocatore di avergli dato un calcio su una gamba durante un esercizio di stretching. Un’accusa che Meyer ha definito come una descrizione “inaccurata” dei fatti.

Armie Hammer, attore

Armie Hammer ha iniziato il 2021 con un progetto cinematografico al fianco di Jennifer Lopez e un ruolo chiave in una serie tv sulla realizzazione de Il padrino. Poi sono arrivati alcuni messaggi Instagram non verificati, provenienti da un account anonimo, in cui l’attore avrebbe affermato di essere un cannibale che voleva bere il sangue della persona a cui si rivolgeva. L’eco che i messaggi hanno avuto sui social media hanno dato il la ad altre accuse di abusi, stupro e comportamenti bizzarri. (In una dichiarazione fornita a gennaio a People, Hammer ha definito i messaggi “stronzate” e ha parlato di “attacchi online feroci e ridicoli”; Vanity Fair ha rilevato che Hammer non ha mai confermato di avere inviato i messaggi. Il suo avvocato ha etichettato le altre accuse come “oltraggiose” e “palesemente false”, dichiarando che le interazioni erano consensuali). Abbandonato dal suo agente e dal suo addetto alle pubbliche relazioni, Hammer è andato in riabilitazione, dove è rimasto per diversi mesi, e ha ora davanti un futuro incerto.

Josh Hoffman, cofondatore ed ex amministratore delegato di Zymergen

Quando l’azienda di “biologia sintetica” Zymergen si è quotata in Borsa ad aprile, ha raccolto 500 milioni di dollari, che si sono aggiunti al miliardo abbondante ricevuto da venture capitalist. Josh Hoffman, allora amministratore delegato, prevedeva per la società opportunità di mercato potenziali per 1.200 miliardi di dollari e prospettava prodotti come pellicole ottiche per gli schermi degli smartphone ricavate dall’ingegneria sui microbi. Quattro mesi dopo, però, la società è implosa, dopo avere annunciato che non avrebbe avuto entrate dalla vendita di prodotti nel 2021 e che quelle del 2022 sarebbero state “irrilevanti”, a causa del ritardo nel lancio della pellicola ottica. Hoffman, uno dei tre cofondatori, si è dimesso. Una mossa che un comunicato stampa della società ha definito “una decisione condivisa da lui e da Zymergen”. Il ruolo di amministratore delegato è passato al presidente dell’azienda.

John Matze, ex amministratore delegato di Parler

Parler, uno dei servizi sui quali gli estremisti hanno discusso l’attacco del 6 gennaio al Campidoglio, ha chiuso i rapporti con John Matze a febbraio, qualche settimana dopo che Google, Amazon e Apple avevano rimosso Parler dai loro app store o servizi di hosting sul web. Matze ha detto di essere stato licenziato e ha alluso a disaccordi sulla gestione del sito. In alcune interviste, in particolare, ha suggerito di avere proposto restrizioni sui contenuti di utenti come i complottisti di QAnon, accolte “col silenzio”. (La società ha contestato questo resoconto dei fatti, che ha definito “inaccurato e fuorviante”).

Samir Rao, cofondatore e chief operating officer di Ozy media

Per comprendere la traiettoria di Ozy Media e della carriera di Samir Rao bisogna tornare a febbraio. È stato allora che un team di Goldman Sachs ha ascoltato Rao spacciarsi per il capo dei programmi unscripted (cioè senza un copione, ndt) di YouTube ed elogiare Ozy, nel tentativo di assicurarsi un investimento da 40 milioni di dollari della banca. L’inganno è stato presto scoperto e, quando il New York Times ha chiesto chiarimenti diversi mesi più tardi, è stato attribuito a una crisi della salute mentale di Rao. L’episodio ha sollevato ancora più dubbi su una media company che è stata già accusata in passato di gonfiare i suoi numeri nelle sue newsletter e nel suo Ozy Fest. Mentre Rao rimane in aspettativa, sembra che la società stia affrontando ora indagini federali.

Travis Scott, superstar dell’hip-hop

La star dell’hip-hop Travis Scott è stato incoronato da Forbes come l’uomo capace di aiutare le grandi aziende americane a ripensare i loro marchi. Ma tutto questo è cambiato dopo la tragedia avvenuta a novembre durante il suo festival musicale Astroworld, in cui una marea di folla ha schiacciato alcuni spettatori e ha ucciso dieci persone, ne ha ferite molte altre e ha dato il la a svariate cause legali. Sebbene le responsabilità dell’accaduto debbano ancora essere chiarite, i brand hanno preso le distanze dal musicista. Anheuser-Busch ha fatto sapere di recente che avrebbe interrotto la produzione di Cacti, la bevanda di Scott. Il mese scorso, Nike ha rinviato il lancio della linea di scarpe sviluppata con Scott “per rispetto a tutti coloro che sono stati toccati dalla tragedia”, e anche la società di produzione Mega64 ha annunciato di avere posto fine a un progetto imminente con Scott. Nel frattempo, dopo che una petizione ha raccolto più di 60mila firme su Change.org, Billboard ha confermato che Scott non sarà presente al festival Coachella 2022. Scott si è scusato e si è offerto di pagare i funerali delle vittime. Un’offerta che alcune famiglie hanno respinto.

Alice Sebold, autrice di Lucky e Amabili resti

Il libro di Alice Sebold Lucky (‘Fortunata’, ndt) nel 1999 raccontò lo stupro violento subito dall’autrice a 18 anni e le sue conseguenze. Quest’anno stava per diventare un film, fino a quando un produttore non ha iniziato a porsi domande su alcuni particolari e sull’uomo condannato per il crimine. Sebold, sebbene avesse indicato Anthony Broadwater come colpevole alla polizia, dopo averlo visto sulle strade di Syracuse alcuni mesi dopo il crimine, in seguito identificò un’altra persona, quando gli agenti le misero davanti una fila di uomini. Broadwater, che è rimasto in carcere 16 anni per un crimine che non aveva commesso, è stato esonerato da un giudice della Corte suprema dello stato di New York a novembre. Ora l’autrice di bestseller come Amabili resti, che si è scusata con Broadwater a novembre, ha visto morire il suo accordo per l’adattamento cinematografico. Il produttore ha annunciato che realizzerà invece un documentario su Broadwater, intitolato Unlucky (‘Sfortunato’, ndt).

Leehom Wang, attore

Lasciarsi non è mai facile. Ma Leehom Wang – o Wang Leehom, come il cantante e attore nato negli Stati Uniti è conosciuto da milioni di fan – ha dovuto affrontare una gogna pubblica dopo essere stato accusato di infedeltà dalla sua ex moglie. Se è vero che Wang ha ammesso i suoi errori, affermando tramite il suo account Weibo di avere fallito nella gestione del suo matrimonio e di “non avere dato al pubblico l’immagine che un idolo dovrebbe avere”, il danno è ormai fatto. Aziende come la casa automobilistica giapponese Infiniti, il produttore cinese di elettronica di consumo Readboy e la Chow Tai Seng Jewellery di Hong Kong risultano avere posto fine alle loro collaborazioni con Wang. E Hu Xijin, influente giornalista del Global Times, tabloid cinese sostenuto dal governo, ha suggerito che le prospettive di Wang in Cina potrebbero essere limitate.

Per altri contenuti iscriviti alla newsletter di Forbes.it Iscriviti