Le aziende sono poco attente alla salute mentale dei dipendenti. La ricerca di Axa

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In Italia, solo il 24% ritiene che il sistema sanitario pubblico fornisca un supporto adeguato. E solo il 31% ritiene che il proprio datore di lavoro dia sostegno ai propri collaboratori quando si tratta di salute mentale. Sono alcuni dei dati che emergono dall’edizione 2022 di Being Mind-Healthy, il nuovo report di Axa sulla salute e sul benessere mentale, l’indagine più ampia mai lanciata dal gruppo.

L’indagine di Axa sulla salute mentale

Condotta da Ipsos, la ricerca si è basata su un campione di 11mila persone di età compresa tra i 18 e i 75 anni in 11 paesi europei e territori asiatici (Italia, Francia, Regno Unito, Germania, Spagna, Irlanda, Belgio, Svizzera, Cina, Hong Kong e Giappone). Emerge una panoramica sullo stato di salute mentale, dalla percezione del disagio emotivo a quella di stress e di ansia, fino alla diagnosi della malattia. E ha, infine, indagato sui comportamenti e le azioni messe in campo per reagire allo stress e migliorare il benessere psicofisico.

Le aziende e i sistemi sanitari giocheranno un ruolo sempre più cruciale nel migliorare la prevenzione, il supporto e la cura della salute e del benessere della mente. L’indagine suggerisce, infatti, nuovi bisogni di protezione, che grazie anche al supporto dell’innovazione tecnologica e della telemedicina possono trovare risposta.

“Il costo delle malattie legate alla mente e non diagnosticate o mal gestite è colossale”, dice Antimo Peretta, ceo Europe & Latam di Axa e membro del Management Committee. “L’Ocse pone l’impatto economico fino al 4,2% del Pil. In qualità di leader internazionale nell’assicurazione sanitaria, Axa vuole avere un impatto positivo sulla salute e sul benessere della mente su larga scala, per prevenire meglio i problemi di salute. Attraverso questo studio, siamo orgogliosi di offrire un approccio olistico, focalizzato sull’essere una forza positiva per il progresso umano, aiutando le persone a prevenire e affrontare i problemi in anticipo e proteggendo al contempo il loro benessere emotivo. Il nostro studio sulla salute mentale ha sbloccato alcune preziose intuizioni. Sono fiducioso che la ricerca futura, la nostra e quella degli altri, continuerà a consentirci di prosperare come individui e comunità”.

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Ansia e stress: il nuovo indice di Axa

Per poter valutare lo stato di benessere mentale, Axa ha elaborato il Mind Health Index, un indice che mira ad identificare potenziali situazioni critiche e problemi, prima che diventino gravi e che fornisce indicatori sulle azioni possibili da mettere in atto cambiando abitudini e stili di vita per migliorare il proprio benessere.

Oltre ad essere il primo passo verso la comprensione di ciò che costituisce una buona salute mentale, in tutte le sue complessità, il nuovo indice di Axa è soprattutto uno strumento strategico a supporto dei decisori politici, operatori sanitari, imprese ed individui perché si realizzi un approccio olistico di promozione del benessere delle persone.

I profili di salute mentale

Sono 4 i profili di salute e benessere mentale definiti dalla ricerca: coloro che combinano benessere sociale, emotivo e psicologico ad un livello di soddisfazione massima (Flourishing). Coloro che mostrano benessere in alcune aree, ma con una percezione generale meno intensa (Getting by). Coloro che non si sentono al pieno delle proprie capacità e manifestano assenza di un benessere positivo (Languishing). coloro che riportano totale assenza di aree di benessere, per i quali la fatica è associata a disagio emotivo e compromissione psicosociale (Struggling). 

Donne e giovani i più colpiti da ansia e stress

Emersa già nell’indagine Axa dello scorso anno, il Being Mind-Healthy conferma la tendenza che vede le donne e i più giovani, in particolare in Europa e specialmente in Italia, tra le categorie più colpite nel benessere psicologico a causa della pandemia (48% in Italia, contro il 33% a livello globale). Inoltre, sempre nel nostro Paese, il 78% (contro la media del 38% degli altri Paesi) dichiara di aver perso l’accesso ai servizi di assistenza per l’infanzia e alla scuola in presenza. Ma non è tutto.

L’Italia risulta, insieme a Francia e Giappone, tra i Paesi la cui popolazione è più colpita sul fronte della salute mentale. Tuttavia vede persistere un forte stigma sull’argomento: gli italiani, infatti, tendono a non parlare con i figli di questo argomento. E sono tra le popolazioni meno propense in Europa a cercare sostegno da familiari e amici in caso di disagio mentale. E non è un caso, quindi, se è l’unico paese europeo dove il numero delle persone che hanno fatto autodiagnosi è superiore rispetto a quello di chi si è rivolto a uno specialista.

A questo corrisponde una percezione elevata di stress. In Italia, come a Hong Kong, in Irlanda, e nel Regno Unito, oltre la metà dei rispondenti ha dichiarato di sentirsi stressato. Sebbene lo stress non sia classificato come una malattia mentale, può essere un primo passo verso l’ansia e la depressione. “Il primo vero strumento di cura è la conoscenza e la possibilità di prevenzione che da essa ne deriva.  I risultati di questa ricerca pongono le basi perché possiamo intervenire a più livelli per promuovere una cultura della salute, che comprende anche la salute della mente e il wellbeing“, dice Giacomo Gigantiello, ceo di Axa Italia. “Siamo impegnati a superare lo stigma che esiste su questo tema, promuovendo il benessere collettivo e un giusto equilibrio tra vita privata e vita lavorativa con sempre nuovi e innovativi servizi per i clienti e iniziative rivolte alle nostre persone e alla società”.

Le cause

Gli italiani pongono la pandemia come una delle variabili che ha influito maggiormente sulla salute mentale, seconda solo all’economia e all’occupazione. Inoltre, solo il 24% degli intervistati ritiene che il sistema sanitario pubblico fornisca un supporto adeguato e solo il 31% ritiene che il proprio datore di lavoro dia sostegno ai propri collaboratori quando si tratta di salute mentale. Percentuali che, globalmente, fanno emergere un’altra esigenza: la prioritizzazione della propria salute mentale e l’urgenza di aumentare la consapevolezza per le soluzioni preventive. Per questo le aziende e i sistemi sanitari giocheranno un ruolo sempre più cruciale nel migliorare la prevenzione, il supporto e la cura della salute e del benessere della mente.

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L’ottimismo italiano

C’è comunque da dire che il 63% degli italiani (contro la media globale del 55%) manifesta un buon livello di ottimismo per il futuro e adottano un approccio positivo per superare le difficoltà. Dall’indagine è emerso che gli uomini hanno un miglior stato di benessere mentale legato anche a una maggiore sicurezza del lavoro e del reddito. I settori più duramente colpiti dalla pandemia sono quelli che vedono un maggiore impiego femminile, come ad esempio scuole, sanità e ospitalità.

L’impegno di Axa a difesa della salute mentale

Proprio per questo, in questi anni il gruppo Axa ha continuato a sviluppare soluzioni salute per chi ne ha più bisogno. Ad esempio, a supporto della prevenzione delle malattie al femminilepromuovendo sempre più il teleconsulto con medici professionisti, tra cui lo psicologo per tutelare una dimensione olistica del benessere psico- fisico. In questo senso, la piattaforma salute digitale Axa offre un ecosistema di servizi integrato di prevenzione e cura a 360 gradi a clienti e non. Senza dimenticare che anche per i collaboratori, Axa Italia ha messo a disposizione fin dall’inizio della crisi sanitaria uno sportello virtuale di counselling per gestire eventuali situazioni di stress o ansia e un numero verde di assistenza psicologica aperto 24 ore su 24

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