Round da oltre un milione per Kama.sport, la startup fondata da tre Under 30 che vuole portare i big data nel calcio

Kama.sport
Carlo Bertelli, cofondatore e cfo di Kama.sport
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Eli Ben-Naim, un fisico teorico del Los Alamos National Laboratory, nel 2005 condusse una ricerca insieme a Sidney Redner e Federico Vazquez, due professori della Boston University, sull’imprevedibilità dello sport. I tre, secondo quanto riportato da un articolo del New Scientist, si presero la briga di analizzare l’intero storico di incontri di diverse discipline per capire quanto fossero facili da prevedere i risultati. Quale sport arrivò in cima a questa classifica? Il calcio.

Su oltre 43mila partite, la probabilità che alla fine vincesse la squadra sfavorita era del 45,2%. Praticamente in una partita di pallone il risultato, in quasi la metà dei casi, è deciso da leggi che vanno oltre la comprensione umana. Tra i più noiosi il football americano, la cui percentuale di “sorprese” arriva appena al 20%.

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Eppure, secondo un binomio strano quanto affascinante, il caos che continua a governare il calcio va a braccetto, soprattutto negli ultimi anni, con una crescita esponenziale dell’apporto di tecnologia, di dati e di statistiche. Insomma, di quel margine di oggettività in cui i numeri hanno ancora valore. Kama.Sport, startup informatica nata sulla sponda meridionale del Lago di Iseo, in provincia di Brescia, ha questa missione: portare l’industria 4.0 e i big data nel calcio.

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I dati di Kama.sport a servizio di staff tecnici, allenatori e talent scout

Si tratta di una software house che fornisce servizi a tutti gli attori di questo mondo, andando ad integrare una montagna di dati (tecnici, tattici ed atletici) e a creare un’unica piattaforma in cui è possibile esplorarli in maniera efficace. “La sfida della tecnologia nel calcio prima era nella creazione dei dati, sul come generarli in maniera pulita ed efficace”, afferma Carlo Bertelli, cfo di Kama.Sport. “Quella di oggi e del futuro è di riuscire ad organizzare questi dati integrandoli e personalizzandoli a seconda di quelle che sono le varie esigenze dei professionisti di questo sport”.

I software e gli algoritmi di Kama.Sport elaborano complesse azioni di gioco, traiettorie di corsa e dei passaggi, parametri fisici, densità nelle aree del campo e nelle fasi di gioco, indicatori fisiologici e medici e tutto quello che può essere utile agli staff tecnici delle squadre sia per migliorare le performance fisiche e tecniche dei singoli giocatori sia per definire le migliori tattiche. Non solo per ogni partita, ma anche per ogni specifica fase di gioco. Nonché per rendere più efficienti le sedute di allenamento, personalizzarle sulle condizioni dei giocatori e implementare di conseguenza le skills tecniche individuali.

Il team giovane di Kama.sport e il round da 1,6 milioni di euro

Oggi questa realtà, formata da un team giovane e appassionato, ha terminato il round di finanziamento con un aumento di capitale di 1 milione e 60 mila euro, ad un valore post-money di circa 21 milioni e un capitale complessivo raccolto che supera così gli 1,5 milioni dalla sua fondazione.

In meno di tre anni questa startup ha costruito una piattaforma che oggi aiuta squadre di Serie A come il Napoli di Spalletti, il Cagliari di Mazzarri e il Sassuolo di Dionisi, nonché tecnici come Filippo Inzaghi, Vincenzo Italiano e Roberto De Zerbi nellanalisi tecnico-tattica, nella definizione della strategia di gioco e nella campagna acquisti per individuare i campioni del futuro. Si è posizionata in maniera stabile nel settore della sport performance e in meno di un anno ha moltiplicato per oltre sette volte il proprio valore, passando da 2,5 a 21 milioni di euro. 

Non solo sport performance: Kama.sport a servizio di microfinanza sportiva e media company

Insomma, senza dubbio una delle startup più sorprendenti nel settore dello sport-tech. “Abbiamo creduto fin da subito in questo progetto, lo stiamo vedendo crescere giorno dopo giorno”, dichiarano i fondatori Carlo Bertelli, Davide Ragazzi (ceo) e Nicola Bosio (cto). “Il calcio e lo sport devono ancora scoprire le infinite potenzialità legate allapplicazione delle tecnologie. Ed è quello che vogliamo contribuire a fare attraverso le nostre conoscenze scientifiche e la nostra passione”. E se il supporto tecnico e tattico, oltre che nelle attività di scouting, è il fulcro dell’attività di Kama Sport, da tempo il team ha iniziato a sviluppare prodotti e servizi legati anche ad altri settori.

Oltre al mondo performance, la startup lavora anche per la microfinanza sportiva. “Stiamo parlando di Nft, di betting e di tutto ciò che unisce il calcio, e lo sport in generale, ad un investimento”. E infine si sta impegnando anche a servizio delle principali media company, fornendo loro strumenti per potenziare il coinvolgimento dell’audience, anche in un’ottica transmediale. “L’idea è quella di usare il cuore di Kama, ovvero una tecnologia informatica e matematica all’avanguardia, anche sul perimetro dei media”.

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“Continueremo la fase R&D e consolideremo la parte di performance

L’operazione finanziaria appena conclusa consentirà alla startup di continuare la fase di ricerca e sviluppo sul prodotto. Ma soprattutto di consolidare, anche dal punto di vista commerciale, la parte di performance. “Siamo leader in questo settore e vogliamo esplorare più fronti, come quello legato ai videogiochi. Tra l’altro siamo la piattaforma ufficiale della lega nazionale dilettanti proprio per gli esport”, continua Bertelli, che si rivela contento per il round concluso e fiducioso per il futuro. “In Italia stiamo consolidando un mercato importante. Ci stiamo muovendo in Premier League con alcuni club. E abbiamo aperto il 13 giugno 2021 il Kama.sport Brasil, per aggredire anche il mercato sud americano”. 

Il team intanto continua a crescere. Le tre sezioni in cui è diviso, che corrispondono a ingegneri informatici, data scientist e strategia commerciale, sono state ampliate. “Il round ci permette di fare investimenti anche nelle persone. Siamo in 22, siamo in crescita. Continuiamo a espanderci attraverso partnership con aziende molto molto grandi, che ci stanno dando la possibilità di creare il futuro anche insieme a loro”. 

Perché per quanto sia vero che il calcio è ancora oggi governato dalla casualità, nonostante l’apporto di Var, Gol line technology e statistica, è altrettanto giusto considerare che i dati, obiettivamente, costituiscono uno strumento irrinunciabile. Pur in uno sport che, come provato dalla ricerca di Eli Ben-Naim, è praticamente governato dal caos. Insomma, anche se dovesse essere la Dea Fortuna a scegliere le sorti di una partita, meglio affrontarle con tutti gli strumenti a disposizione. Anche a costo di aumentare dell’un percento la probabilità di vincerla.

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