Gazprom, Lukoil, Rosneft: quali sono le più grandi aziende russe

Gazprom gas, aziende russe più grandi al mondo
Un gasdotto di Gazprom in Siberia (Shutterstock)
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Questo articolo è apparso su Forbes.com

articolo di John Hyatt apparso su Forbes.com

Dopo il crollo dell’Unione Sovietica, il panorama imprenditoriale della Russia è andato incontro a un importante e rilevante calo. Tuttavia non tutte le società del paese sono ancora in sofferenza.

Sono infatti 24 le società russe presenti nella Global 2000 di Forbes di quest’anno, la nostra classifica annuale delle più grandi società pubbliche al mondo, che tiene conto di parametri equamente ponderati: asset, valore di mercato, vendite e profitti. Di queste 24 società, 13 hanno scalato diverse posizioni rispetto al passato, 11, invece, hanno perso terreno.

Sette delle dieci maggiori aziende russe sono compagnie petrolifere e del gas. Sono quindi quelle che rischiano maggiormente a causa della guerra di Putin in Ucraina. La scorsa settimana, infatti, l’Ue ha proposto nuove sanzioni contro il Cremlino che vieterebbero le importazioni di petrolio e gas russo per un periodo di sei mesi. Inoltre, se sei delle 24 società sono produttori di materiali, a dimostrazione della dipendenza dell’economia russa dalle esportazioni di risorse naturali, contestualmente, la Russia non conta alcuna azienda tecnologica in classifica.

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Le più grandi aziende pubbliche russe al mondo

Quest’anno, a vincere il titolo di più grande e influente azienda russa pubblica al mondo è Gazprom. Il gigante statale del petrolio e del gas controllato da Putin è infatti passato dalla 376ª posizione dello scorso anno alla 49ª. Beneficiando soprattutto dell’impennata dei prezzi del settore energetico, e almeno per ora, della possibilità di continuare a vendere il petrolio ai propri clienti europei.

Con un balzo dal 99ª alla 81ª posizione, l’altra azienda petrolchimica russa, Rosneft, è la seconda azienda russa più grande presente in classifica. Tuttavia, nonostante i profitti di Rosneft continuavano ad aumentare, il suo amministratore delegato e braccio destro di Putin, Igor Sechin, sta vivendo dei mesi molti difficili. Dato che, in seguito all’invasione in Ucraina, l’autorità europee hanno provveduto al sequestro di entrambi i suoi superyacht.

Il colosso bancario di proprietà statale della Russia, Sberbank, è la terza società russa più grande al mondo, nonostante sia passata in un solo anno dalla 51ª alla 115ª posizione. Ad aprile, gli Stati Uniti hanno sanzionato Sberbank, ma hanno escluso dalle misure le transazioni energetiche della società, che ha quindi protetto il suo ruolo di intermediario tra gli esportatori statali russi e le società occidentali. Anche VTB Bank (n. 512) e Credit Bank of Moscow (2000) sono presenti nella Global 200 di Forbes. È importante sottolineare che, in base alle ultime proposte sanzionatorie dell’Ue, Sberbank e Credit Bank of Moscow sarebbe escluse dallo Swift, l’importantissimo sistema di pagamenti internazionali.

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I miliardi russi

Gran parte delle più grandi aziende russe sono controllate dagli stessi miliardari che sono stati sanzionati. Per esempio, il compagno di judo di Putin, Gennady Timchenko, Leonid Mikhelson, uno degli uomini più ricchi della Russia con un patrimonio netto superiore a 20 miliardi di dollari, controllano il produttore di gas naturale Novatek (n.412 della classifica). Oleg Deripaska, sanzionato dagli Stati Uniti nel 2018, possiede una partecipazione del 45% nel gigante dell’alluminio En+ Group (n. 883). Vladimir Potanin, l’oligarca più ricco della Russia (che è stato sanzionato solo dal Canada), controlla la MMC Norilsk Nickel (n. 448), il più grande produttore mondiale di palladio e nichel raffinati.

Non tutti hanno mantenuto il proprio posto di lavoro. Vagit Alekperov, il numero uno di lunga data di Lukoil (n.166), secondo produttore russo di petrolio, si è dimesso ad aprile dopo le sanzioni comminategli dal Regno Unito. Secondo indiscrezioni, Alekperov si sarebbe ritirato per permettere a Lukoil di continuare il suo business, dato che esporta proprio nel Regno Unito e in Europa.

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Le 24 aziende russe presenti nella Global 2000 di Forbes

Le cifre sono già espresse in miliardi

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fonte: Forbes.com

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