La società di Alphabet ha fatto sapere di avere ripreso i test nella capitale statunitense per lanciare le operazioni commerciali nel 2026, dopo avere avviato il servizio anche a Miami e Atlanta.
Waymo ha in programma di cominciare a offrire il suo servizio di taxi robotici a Washington D.C. il prossimo anno, nell’ambito di un piano di crescita per attrarre milioni di nuovi clienti.
La società di Mountain View, in California, che già guadagna trasportando passeggeri su veicoli senza conducente a Phoenix, San Francisco, Los Angeles, Austin e diverse zone della Bay Area, ha fatto sapere che riprenderà i test a Washington per prepararsi ad avviare anche lì il servizio. Intende anche partire a Miami quest’anno e ad Atlanta nel 2026, oltre a espandere ulteriormente il servizio nelle città in cui è già disponibile.
Il mercato
Dopo il collasso di Cruise, la società sostenuta da General Motors eliminata lo scorso anno dopo un incidente a San Francisco del 2023, Waymo ha il campo dei robotaxi quasi tutto per sé negli Stati Uniti, anche se la Tesla di Elon Musk spera di cambiare le cose. Musk ha dichiarato che a giugno la sua casa automobilistica lancerà un servizio passeggeri limitato a Austin, Texas, dove ha sede, anche se molti dettagli del piano devono ancora essere annunciati. Un elemento importante è che Tesla non ha svolto lo stesso programma massiccio di prove su strada che Waymo conduce dal 2009, e Musk sostiene che i veicoli autonomi possano operare in sicurezza grazie alle sole telecamere, evitando lidar e radar, due tecnologie che tutti gli altri sviluppatori di robotaxi considerano essenziali. (Un recente test ha mostrato come le auto con le sole videocamere leggano male le condizioni della strada, evidenziando la falla nelle convinzioni di Musk).
Quanto vale il business di Waymo
Lo scorso anno ha rappresentato un importante punto di svolta per Waymo, con lanci a San Francisco e Los Angeles, che secondo Forbes hanno permesso all’azienda di raggiungere i 100 milioni di dollari di ricavi nel 2024. Il servizio fornisce più di 200mila corse a pagamento a settimana tra tutte le città in cui opera. Fino a questo momento non ha causato gravi incidenti e i clienti non hanno subito danni fisici, ma il rischio che questo accada aumenta via via che Waymo si espande.
“Nessuno, tranne loro, sa se si stiano muovendo troppo in fretta”, ha commentato Phil Koopman, professore della Carnegie Mellon University che studia le tecnologie dei veicoli autonomi. “Si allargheranno in base alla loro tolleranza al rischio”.
Se è vero che tutte le operazioni commerciali di Waymo al momento sono negli Stati Uniti, l’azienda ha cominciato a testare i suoi robotaxi anche a Tokyo.
Oltre a Tesla, anche Zoom di Amazon vuole lanciare il suo servizio di robotaxi a Las Vegas quest’anno e May Mobility, una startup con sede ad Ann Arbor, Michigan, offre un servizio di taxi a guida autonoma in un sobborgo di Atlanta, oltre a corse gratuite in veicoli di prova in Michigan, Texas, Minnesota, Arizona e California.
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