
La pizza non è più solo un simbolo pop è un fenomeno globale, un asset economico in crescita costante e una delle espressioni più creative dell’arte culinaria italiana. Romana, napoletana o contemporanea, oggi la pizza è a tutti gli effetti un laboratorio di tradizione ema anche di ricerca, di stile e identità. Un prodotto che genera valore, attira investimenti, crea tendenze e conquista i mercati internazionali con un apprezzamento che supera quello di molte cucine d’autore. Di seguito, alcune delle creazioni più interessanti firmate da maestri dell’arte bianca della Città Eterna, capaci di interpretare la pizza come un vero piatto d’autore, tra tecnica e territorio.
Nel quartiere Vigne Nuove, Belloverde – suggestivo indirizzo in uno storico vivaio – propone una romana bassa e scrocchiarella, leggera e fragrante, frutto di un impasto naturale a media idratazione e 24 ore di lievitazione. Accanto ai grandi classici, spiccano interpretazioni gourmet come la Brassipa Ruvo (friarielli, provola, salsiccia) e la Cordigliera Cantabrica (alici del Cantabrico, stracciatella, cipolla rossa caramellata, pistacchio).
La special edition stagionale con cui si celebra la giornata mondiale della pizza è Dionea: un inno tricolore dello Chef pizzaiolo Emanuel Paladini con tartare di manzo, songino, noci, pomodorini secchi, stracciatella e olive taggiasche. Una sinfonia di sapori che racconta l’Italia nei suoi colori e nei suoi molteplici sapori e consistenze, ed è un viaggio simbolico morso dopo morso.
A Talenti, il pizza chef Matteo Lo Iacono celebra la giornata mondiale con una versione speciale della sua iconica The Next Diavola. Una base fior di latte accoglie un carpaccio di cuore di bue marinato al basilico, Ventricina piccante, una raffinata riduzione di bagna cauda all’aglio nero con alici di Sciacca, uovo marinato e rucola baby in acquaponica.
L’impasto – farina tipo 1 da grani italiani e una quota di farro – regala un morso netto e riconoscibile. Il risultato è un’esplosione di sapori e colori per un viaggio sensoriale da Nord a Sud, una pizza che unisce memoria da chef e convivialità, elevando la tonda a esperienza gastronomica completa.
Spiazzo celebra il World Pizza Day con Confine, una pizza che mette al centro impasto, tecnica e materia prima. La base è l’impasto “Spiazzante”: alta idratazione, 48 ore di fermentazione, struttura croccante ma scioglievole. Il topping di Alessio Mattaccini sembra il racconto di una ideale passeggiata in un bosco italiano autunnale con qualche incursione fusion: crema di zucca arrosto e miso bianco, pancia di Maiale Nero dei Nebrodi cotta a bassa temperatura, radicchio tardivo brasato, fiordilatte e fondo ristretto.
Una pizza che non vuole stupire ma che piuttosto convince, riaffermando una visione contemporanea e identitaria, capace di dialogare con la cucina senza perdere la propria anima.
Giovanni Lombardi reinterpreta sua maestà la pizza Margherita, partendo da un impasto lievitato 36 ore e da una crema di pomodori datterino cotta al forno con olio extra vergine d’oliva, sale, zucchero e best di agrumi, leggermente bruciacchiata e poi frullata, dal sapore dolce e una leggera nota affumicata.
All’uscita dal forno Lombardi conclude il capolavoro con una sublime stracciata d’Andria cremosa e filante a cui aggiunge un coulis di basilico, che completa un equilibrio che profuma di infanzia e di tradizioni, per una pizza che racconta semplicità e ricordi, forni di panettieri e sapori autentici di cui abbiamo tanto bisogno.
Cristiano Garbarino, fondatore di Percorsi di Pizza, maestro dell’arte bianca romana e vincitore del Campionato Mondiale della Pizza di Parma 2018, porta nel World Pizza Day una visione che unisce tecnica, formazione e creatività. Consulente e formatore, è tra i massimi esperti di pizza romana in teglia, dalle versioni più tradizionali alle sue celebri interpretazioni “di cucina” come la Carbonara e l’Amatriciana trasformate in pizze iconiche o la pizza bianca – che fa crunch – farcita con verdure di stagione, fino agli abbinamenti più sorprendenti che raccontano un approccio evoluto e contemporaneo.
Nelle sue sperimentazioni non poteva mancare un tributo in chiave dessert: un impasto al cacao cotto al padellino completato con ricotta di pecora, confettura di albicocche e un crumble di frolla al cioccolato con una nota di freschezza verde delle foglie di menta. Una chiusura dolce che conferma la sua capacità di spingersi oltre i confini della tradizione, mantenendo sempre al centro la qualità dell’impasto e la cultura della buona pizza che diffonde nei suoi corsi e Masterclass in Italia e nel mondo.
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