
Guidoio – BRANDVOICE | Paid Program
Fondata a Milano nel 2023 da Lorenzo Mannari, Guidoio è la prima autoscuola digitale italiana che rende l’iter per ottenere la patente B più accessibile, trasparente e flessibile. Attraverso un’app innovativa, gli studenti possono gestire l’intero percorso burocratico e formativo in autonomia, con supporto costante e istruttori certificati. La società ha concluso il 2025 con una crescita importante: oltre 500 mila euro di transato e un giro d’affari che, su base annua, supera 1,25 milioni di euro, triplicando i numeri del 2024.
Ma i numeri, da soli, raccontano solo una parte della storia: la vera sfida è più ampia. Guidoio sta provando a fare una cosa che in Italia nessuno ha ancora fatto davvero su scala: modernizzare un’industria rimasta indietro, rendendo il percorso patente più trasparente, misurabile e standardizzabile.
È un settore che tocca milioni di persone e incide su mobilità, lavoro e indFoto Fipendenza. Eppure, in Italia, l’esperienza è ancora spesso “anni ’80”: carta, faldoni, appuntamenti in presenza per la burocrazia, poca visibilità sui progressi, processi frammentati e difficili da governare. “In un Paese dove spesso è più facile aprire un conto corrente che iscriversi in autoscuola, abbiamo visto un enorme spazio per innovare ed è per questo che per primi abbiamo iniziato questa trasformazione per portare avanti di 30 anni il mondo delle autoscuole e del percorso patente”, racconta Lorenzo Mannari, ceo di Guidoio.
In Europa la trasformazione è partita prima. Mercati come Francia, Germania e Spagna hanno accelerato verso modelli più digitali e integrati. L’Italia è rimasta più a lungo un’eccezione: poca standardizzazione, pochi dati, operatività ancora analogica. Per Guidoio questo divario non è solo un ritardo: è il punto di partenza di una missione. Non costruire “un’app” che semplifica un pezzo del processo, ma un’infrastruttura che ripensa il percorso in modo completo: iscrizione rapida, teoria in digitale con tracciamento, gestione documentale senza passaggi fisici, prenotazioni da remoto e monitoraggio continuo della preparazione, il tutto supportato dall’intelligenza artificiale che permette l’erogazione di percorsi personalizzati a seconda del livello degli studenti.
Portare per primi un modello digitale in un settore tradizionale non significa solo innovare: significa spostare abitudini, aspettative e, inevitabilmente, resistenze. E Guidoio quella resistenza l’ha incontrata subito. Quando l’azienda è partita, sono arrivati anche ostacoli e contestazioni. La risposta, però, non è stata cercare un ruolo da “vittima”: è stata mettere la compliance al centro, documentare, rafforzare i processi e alzare il livello di controllo interno. In questo percorso, un passaggio decisivo è stato la validazione della Provincia di Milano, che nella narrativa dell’azienda segna un punto chiaro: l’innovazione può avanzare, se è costruita in modo rigoroso.
Il confronto con le istituzioni è un altro asse chiave. Guidoio racconta di aver parlato con la Motorizzazione centrale e di aver trovato un forte allineamento su un percorso di digitalizzazione: meno inefficienze, più tracciabilità, processi più robusti. In un sistema con molte frizioni operative, digitalizzare non è un esercizio di stile: è un modo per rendere il percorso più chiaro per gli studenti e più governabile per chi deve amministrarlo. La posizione di Guidoio, qui, è netta: non “aggirare” il sistema, ma costruire standard e strumenti che rendano l’esperienza più moderna senza perdere serietà e qualità formativa.

Poi c’è il cuore dell’industria: autoscuole e istruttori, cioè chi ogni giorno forma davvero gli studenti sul territorio. Guidoio dichiara di aver parlato con oltre mille autoscuole in tutta Italia e con una platea ampia di istruttori, osservando un mercato fortemente polarizzato. Da una parte, c’è chi resta vincolato a modelli tradizionali e vive l’innovazione come una minaccia. Dall’altra, un blocco crescente di autoscuole e istruttori che vuole alzare l’asticella e migliorare davvero il servizio: più organizzazione, più qualità, più strumenti, migliore esperienza cliente.
È con questo secondo gruppo che Guidoio costruisce partnership e capacità operativa, perché la trasformazione — per funzionare — non può essere solo tecnologia: deve essere anche esecuzione sul territorio, guidata da professionisti preparati. L’obiettivo non è “sostituire” chi fa formazione, ma metterlo nelle condizioni migliori per farla bene: processi più efficienti, comunicazione più chiara con lo studente, strumenti digitali che riducono attriti e tempi morti, e un’organizzazione che valorizzi continuità didattica e qualità.
Guidoio parte nel 2023 e sceglie una strategia prudente: non inseguire subito l’espansione, ma usare Milano come banco di prova per costruire processi e piattaforma pensati per scalare. Il cambio di passo arriva nel 2025. Da settembre, l’azienda accelera e in quattro mesi apre cinque nuove città, incluse realtà operative complesse come Roma, Torino e Bologna. Nello stesso periodo dichiara di essere passata dal coprire circa il 7% al 21% del mercato italiano potenzialmente servibile. Oggi Guidoio è attiva in sei città (Milano, Roma, Torino, Bologna, Varese e Monza) e punta a un 2026 di salto di scala: 20 città, con densificazione dove è già presente e nuove aperture, tra cui Firenze, Bergamo, Modena e l’area di Venezia. L’obiettivo, ripetuto come mantra, è crescere mantenendo lo standard: scalare sì, senza perdere qualità.
La “prova” non è solo geografica. Nel 2025 la startup ha gestito in media circa 500 studenti attivi al mese, erogando oltre 8.000 lezioni di guida, più di 700 esami di guida e oltre 1.200 esami di teoria. C’è anche un dato che, in un settore dove i tempi spesso si dilatano, vale più di molte promesse: grazie a ottimizzazione dei processi, tracciamento e monitoraggio dell’apprendimento, il tempo medio per ottenere la patente scende a circa 6 mesi, contro una media di settore intorno agli 11 mesi.
Nel 2025 Guidoio ha chiuso un round seed da 3,5 milioni di euro con il supporto di 360 Capital e Azimut, portando la raccolta complessiva a 4,2 milioni di euro. Sul fronte competenze, l’azienda annuncia anche l’ingresso come advisor di Benjamin Gaignault, founder di Ornikar, indicato come riferimento europeo nel segmento delle autoscuole digitali.




