
Contenuto tratto dal numero di dicembre 2025 di Forbes Italia. Abbonati!
Milano e Cortina si preparano ai Giochi olimpici. Lo stesso fanno i loro hotel, bar e ristoranti, che accoglieranno
un pubblico internazionale con grandi aspettative. Ecco una lista degli indirizzi da scoprire tra una gara e l’altra,
tra strutture storiche e nuove aperture.
Le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 offriranno un’occasione rara: osservare parallelamente due capitali del lifestyle, così diverse per cultura e ritmo, diventare in contemporanea un unico scenario di ospitalità d’alta gamma. Tra hotel (nuovissimi o leggendari) che si reinventano per l’occasione, neo-stellati da scoprire, cocktail bar sulle cime dei palazzi e pop up vinicoli sulla cima delle montagne, il percorso che unisce Milano alle Dolomiti si prepara ad accogliere un pubblico internazionale con grandissime aspettative. Ecco gli indirizzi da scoprire tra una gara e l’altra.

In concomitanza con l’inizio dei Giochi, Rocco Forte Hotels inaugura nel Quadrilatero il suo primo hotel milanese. The Carlton Milano, con accessi da via Senato e via della Spiga, nasce da un progetto firmato da Philip Vergeylen e Paolo Moschino sotto la direzione creativa di Olga Polizzi. Offre 71 camere e suite caratterizzate da materiali ricchi, superfici preziose e un linguaggio visivo che richiama l’Art Déco rivisitata.
Spiga, il ristorante guidato da Fulvio Pierangelini, lavora su una cucina fondata su stagionalità e prodotti locali, mentre il Carlton Bar, affidato a Salvatore Calabrese, reinterpreta l’aperitivo italiano. Irene Forte integra trattamenti skincare, una thermal & relaxation suite, un nail salon e una palestra aperta 24 ore al giorno, sette giorni su sette. Mentre nel 2026 verrà inaugurato un giardino urbano interno.
Chi venisse a Milano per i Giochi non può perdere l’occasione di riscoprire una delle perle dell’ospitalità cittadina. Inserito all’interno di un ex convento del Quattrocento, il Four Seasons Milano è uno degli indirizzi principali della città. I restauri firmati da Patricia Urquiola e Pierre-Yves Rochon hanno valorizzato la struttura originale, introducendo elementi di design italiano, arredi su misura e una palette cromatica sobria. Il chiostro centrale mantiene intatta la sua identità storica, diventando il cuore della vita dell’hotel. La cucina di Zelo, guidata da Fabrizio Borraccino, riflette una ricerca mirata su piccoli produttori, sostenibilità della filiera e una lettura contemporanea dei sapori italiani.
Milano è una città dall’anima internazionale tutto l’anno, non solo quando ci sono le delegazioni in città. Ne è un esempio Casa Tobago, nato come progetto capace di unire con fluidità cucina, design e mixology. L’estetica richiama le guest house inglesi, con boiserie, luci morbide, spazi modulabili e un dehors ampio. La cucina di Giovanni Lancuba attraversa influenze mediterranee e suggestioni internazionali, con particolare attenzione alla lavorazione della griglia a vista. Il bar, in marmo e con una linea di miscelazione essenziale, definisce il tono del locale, rendendolo uno degli indirizzi più versatili della scena milanese. A seguire la proposta drink è una delle figure più conosciute e apprezzate della mixology italiana, Alberto Corvi.

Per molti le Olimpiadi potrebbero essere la prima trasferta in città dal conferimento della stella al ristorante guidato da Emin Haziri. Per chi non aveva scoperto il giovane chef prima di novembre, la segnalazione in guida potrebbe essere l’occasione per andare a trovarlo. La sua cucina si basa sulla libertà degli ospiti e su una sala concepita come luogo di relazione. La carta permette di costruire percorsi personali senza vincoli, con un’attenzione rigorosa alla materia prima e a una tecnica espressa in modo sobrio. Senza dubbio uno degli indirizzi più interessanti per leggere l’evoluzione del fine dining milanese.
Altra nuova apertura. Langosteria Montenapoleone si trova in una delle vie simbolo dell’eleganza milanese. La cucina mantiene la filosofia del gruppo Langosteria, con una selezione rigorosa del pescato e un menu costruito su piatti essenziali, lavorazioni precise e attenzione alla qualità. Ma la grande novità è Langosteria Ally’s Bar, primo progetto del gruppo dedicato alla mixology, situato al sesto piano di Palazzo Fendi. Pensato come spazio indipendente, ma collegato al ristorante da una scala, il bar propone una drink list di classici e signature. La terrazza affacciata sullo skyline milanese e un menu food dedicato completano l’esperienza. Adesso a Langosteria si può arrivare per l’aperitivo e restare fino al dopocena.
Simbolo dell’ospitalità milanese dal 1932, l’Excelsior Hotel Gallia unisce l’eleganza Belle Époque all’intervento contemporaneo progettato dallo studio Marco Piva. Per le Olimpiadi, l’hotel proporrà un cocktail special, il Gallia’s White Negroni, che nasce dal Gin 1932, distillato per celebrare l’arte della pasticceria e ispirato al panettone estivo dell’Excelsior Hotel Gallia tra note di canditi, mango e albicocca, con liquore al persichetto e americano bianco. L’aperitivo perfetto prima di lasciare la città e salire in treno, per spostarsi in direzione delle montagne.

Anche Cortina si presenta all’appuntamento olimpico con una serie di novità che ridisegnano il suo panorama dell’ospitalità, a partire dalla riapertura dell’Ancora, hotel storico. Fondato nel 1826, riapre dopo un intervento di restauro che ne recupera l’identità originaria, reinterpretandola attraverso un linguaggio contemporaneo. Il progetto, voluto da Renzo Rosso, affida a Vicky Charles la definizione degli interni, che combinano materiali naturali, legni, tessuti materici e una palette cromatica ispirata al paesaggio dolomitico. Ogni ambiente è pensato per dialogare con la storia dell’edificio, restituendo all’hotel un ruolo centrale nella vita della città. La nuova spa amplia l’offerta dedicata al benessere, mentre il Brave Club introduce uno spazio serale riservato, destinato a diventare uno dei punti di riferimento della stagione invernale. La riapertura dell’Ancora simboleggia la trasformazione internazionale di Cortina, che durante le Olimpiadi si prepara ad accogliere un pubblico globale in un contesto rinnovato, ma profondamente legato alla tradizione.
Tra le novità più attese dell’inverno olimpico a Cortina c’è l’arrivo di Zuma, che introduce la cucina giapponese contemporanea del gruppo in un contesto alpino. Il ristorante è articolato in tre ambienti: una main room con robata (una tecnica di cucina simile al barbecue) a vista e sushi bar, una lounge pensata per un’esperienza più informale e un cocktail bar caratterizzato da un’installazione di ghiaccio che richiama i ghiacciai della Marmolada. Il progetto degli interni fonde materiali naturali, riferimenti alla tradizione giapponese e suggestioni montane.
Il menù fonde piatti classici di Zuma con ispirazioni stagionali e prodotti della tradizione locale, in un percorso gastronomico che spazia tra yuzu kosho e tartufo. La carta vini offre etichette internazionali e del Nord Italia. L’offerta di sake completa il percorso. Durante i Giochi il ristorante amplierà l’orario di apertura, includendo anche il pranzo, candidandosi a diventare uno dei punti di riferimento per i golosi.
The Roof è il cuore gastronomico di Casa Bertani ed è nato dalla collaborazione tra la storica cantina veronese e Graziano Prest, chef del ristorante Tivoli. Il progetto interpreta l’alta quota attraverso una proposta che intreccia cucina e vino, mettendo al centro i grandi classici della Valpolicella e un dialogo costante con il territorio delle Dolomiti. Gli interni sono caratterizzati dall’uso di legno recuperato, superfici materiche e ampie vetrate che si aprono sulle Tofane, creando un ambiente caldo e contemporaneo. La cucina propone piatti costruiti con ingredienti e preparazioni che valorizzano carni, paste ripiene e fondi intensi, con riferimenti espliciti ai vini Bertani, dall’amarone al ripasso. Aperto per tutta la giornata, The Roof vuole essere vissuto e goduto in questa nuova Cortina, capace di accompagnare momenti diversi, dall’aperitivo alla cena, in un contesto pensato per il pubblico internazionale in arrivo per le Olimpiadi.
Punto di riferimento per gli amanti della montagna, SanBrite interpreta un modello di cucina rigenerativa, fondato sul rapporto diretto con il territorio e con l’azienda agricola dello chef Riccardo Gaspari. L’utilizzo di materie prime autoprodotte, la centralità della sostenibilità e un approccio rispettoso della stagionalità hanno portato il ristorante a essere riconosciuto con una stella Michelin e una stella verde. Gli spazi, costruiti con legno, pietra e vetro, dialogano costantemente con il paesaggio dolomitico e completano un’esperienza gastronomica radicata nella montagna.
Anche Alajmo Cortina propone un ambiente dominato dal legno, da superfici calde e da un affaccio diretto sulla conca ampezzana. La cucina della famiglia Alajmo a queste altitudini si presenta sotto forma di un menu degustazione che sa sia riconoscere la zona, sia elogiare la tecnica, tra ingredienti locali a preparazioni contemporanee. Il Bar Alfredo estende la proposta all’aperitivo e ai cocktail serali.
Lo strascico benefico delle Olimpiadi continuerà ad animare le due capitali del lusso anche dopo la conclusione dei Giochi. È tanta l’attesa per l’apertura del nuovo Mandarin Oriental a Cortina, che prenderà forma all’interno dello storico Hotel Cristallo, uno degli edifici simbolo dell’ospitalità ampezzana. La riapertura, prevista dopo un importante intervento di ristrutturazione, segnerà l’ingresso del gruppo Mandarin Oriental nel contesto alpino, portando in quota un modello di ospitalità riconoscibile a livello internazionale, e contribuirà ad ampliare la geografia del lusso alpino, accompagnando l’evoluzione di Cortina come destinazione internazionale.
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