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11 febbraio 2026

Britney Spears cede il catalogo musicale a Primary Wave per 200 milioni di dollari

L’accordo riguarda diritti editoriali e royalties, con Sony che mantiene i master originali delle sue hit storiche
Britney Spears cede il catalogo musicale a Primary Wave per 200 milioni di dollari

Photo by Kevin Winter/Getty Images for iHeartMedia

Martina Citterio
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Martina Citterio

Britney Spears ha ceduto il suo catalogo musicale a Primary Wave in un’operazione stimata intorno ai 200 milioni di dollari, firmata lo scorso 30 dicembre e resa pubblica solo nelle ultime ore. L’accordo riguarda i diritti editoriali e le royalties artistiche di gran parte della sua produzione discografica, comprese hit che hanno definito il pop degli ultimi venticinque anni come “…Baby One More Time”, “Oops!… I Did It Again” e “Toxic”. Sony Music mantiene la proprietà dei master originali, mentre Primary Wave gestirà la valorizzazione economica dei diritti acquisiti attraverso licensing, sincronizzazioni e sfruttamento commerciale.

Dal punto di vista industriale, l’operazione consolida la presenza di Spears tra i grandi cataloghi musicali finiti sotto il controllo di fondi specializzati. Non essendo autrice della maggior parte dei suoi brani, la cantante monetizza soprattutto le quote legate alle performance e ai contratti di utilizzo delle tracce, trasformando flussi di reddito futuri in liquidità immediata. Una scelta ormai comune tra artisti globali, in un mercato dove il valore dei cataloghi continua a crescere grazie allo streaming e alla domanda di contenuti musicali per cinema, serie tv e advertising.

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Il valore delle hit

Negli ultimi anni, il valore dei diritti musicali è cresciuto enormemente grazie allo streaming e alle numerose possibilità di sincronizzazione dei brani in film, serie tv, videogiochi e pubblicità, rendendo i cataloghi oggetti molto ambiti da major e investitori. Vendere il catalogo permette agli artisti di ottenere una liquidità immediata e di gestire meglio il proprio patrimonio o finanziare nuovi progetti. Allo stesso tempo, la cessione trasferisce il rischio di gestione e valorizzazione dei diritti, sollevando l’artista dalla complessità amministrativa e legale legata alla proprietà delle canzoni.

Tra i casi più eclatanti c’è Bruce Springsteen, che nel 2021 ha ceduto l’intero catalogo a Sony Music per una cifra stimata intorno ai 500 milioni di dollari. Allo stesso modo, Bob Dylan ha venduto tra il 2020 e il 2022 sia il catalogo editoriale sia i master a Universal. Ancora più impressionante l’operazione legata ai Queen, che nel 2024 hanno venduto gran parte del catalogo a Sony per una cifra vicina a 1,27 miliardi di dollari, una delle più alte di sempre.

Nel pop contemporaneo spicca Justin Bieber, che nel 2023 ha venduto l’intero catalogo a Hipgnosis per circa 200 milioni di dollari, cifra simile a quella attribuita a Katy Perry, che ha ceduto i diritti editoriali a Litmus Music. Anche artisti come Red Hot Chili Peppers, Blondie, Shakira e Nelly hanno monetizzato i propri cataloghi (o parti di essi) con operazioni che vanno da decine a centinaia di milioni di dollari. Sul fronte degli eredi, sono rilevanti i casi di David Bowie, il cui catalogo è stato acquisito da Warner per una cifra stimata superiore ai 250 milioni e di Tina Turner, che ha venduto il suo catalogo a BMG per circa 50 milioni di dollari.

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