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12 febbraio 2026
Dalla riapertura della Sala delle Quattro Porte di Palazzo Ducale agli indirizzi gastronomici più interessanti della laguna, fino agli hotel storici con giardino segreto: come vivere il Carnevale tra cultura, ospitalità e fine dining
Il Carnevale è sempre un periodo straordinario all’interno del calendario dei grandi eventi veneziani. Si ritorna un po’ bambini, e si scoprono i canali e le stradine della Serenissima con gli occhi di una storia secolare che torna a riemergere una volta all’anno.
Per chi approfitta di questa occasione per sbarcare all’ombra di San Marco, ecco qualche suggerimento su cosa fare in città, da dove dormire a nuove attrazioni da scoprire, fino a dove recarsi per aperitivo e cena per godere a pieno l’esperienza del carnevale veneziano.
Scoprire la Sala delle Quattro Porte di Palazzo Ducale
Durante il Carnevale, Venezia torna a interrogarsi sul proprio patrimonio istituzionale e artistico grazie alla riapertura della Sala delle Quattro Porte di Palazzo Ducale, al termine di un importante intervento di restauro. I lavori, avviati nella primavera del 2023 e conclusi recentemente, hanno riguardato la Porta del Senato e l’articolato soffitto affrescato da Jacopo Tintoretto, riportando l’ambiente a una leggibilità più vicina alla sua configurazione originaria.
Il progetto è stato promosso da Save Venice, organizzazione americana senza scopo di lucro impegnata nella conservazione del patrimonio artistico e architettonico della città, con il sostegno di The Gritti Palace, a Luxury Collection Hotel, Venice come sponsor principale, in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia. Il coinvolgimento del Gritti Palace si inserisce in una tradizione di lungo periodo: l’hotel, nel corso della sua storia, è stato non solo luogo di soggiorno per artisti e intellettuali, ma anche soggetto attivo nel mecenatismo culturale veneziano.
Cenare da Local
Nel sestiere di Castello, lontano dalle direttrici più prevedibili, Local rappresenta uno degli indirizzi più interessantii per comprendere la Venezia gastronomica contemporanea. Il ristorante nasce da un progetto che ha scelto fin dall’inizio di lavorare sulla laguna come sistema, non come immaginario: ingredienti locali, stagioni instabili, una relazione costante con pescatori, allevatori e produttori delle isole.
La cucina, guidata da Salvatore Sodano, utilizza tecniche contemporanee come frollature, fermentazioni e maturazioni controllate, senza mai perdere chiarezza espressiva. Il menu è esclusivamente degustazione, scelta che consente una narrazione continua e coerente, senza dispersioni.
Pesci di laguna, molluschi, selvaggina e vegetali entrano in piatti che riflettono un’idea di cucina profondamente territoriale, ma mai illustrativa.La sala accompagna il percorso con un servizio informale e attento, volutamente privo di musica, per lasciare spazio ai suoni della città e al dialogo. Durante il Carnevale, mangiare da Local significa sospendere il tempo dell’evento e rientrare in un ritmo più lento, che segue quello dell’acqua, delle maree e della stagionalità lagunare.
Aperitivo ad Aman Venice
Il Carnevale è anche un esercizio di prossimità con gli interni storici, e pochi luoghi a Venezia lavorano sugli spazi con la stessa precisione di Aman Venice. All’interno di Palazzo Papadopoli, The Bar presenta la nuova signature cocktail list Riflessioni, ideata dall’Head Barman Antonio Ferrara come un percorso che attraversa le sale monumentali del palazzo. Ogni cocktail è associato a un ambiente preciso e ne interpreta affreschi, decorazioni e atmosfere.
Armonia, legato alla Sala Rossa, rilegge un Rum Sour con pompelmo e cannella; Meditazione, ispirato alla Sala Blu, unisce Champagne, gin, Venturo e verbena; Indomabile riprende il Count Martini con infusioni di finocchio e menta; Incanto lavora su Campari affinato in botti di bourbon e jalapeño; Anima esplora note di legno e cuoio con whiskey, Palosanto e Sherry Pedro Ximénez; Devozione chiude la lista con una variazione sul Margarita dedicata alla Sala del Tiepolo.
Serviti nella Sala Rossa, affacciata sul giardino segreto dell’hotel, questi cocktail permettono di attraversare il palazzo senza mediazioni narrative, affidando al gesto del bere il compito di mettere in relazione arte, architettura e tempo presente.
Dormire affacciati sul giardino segreto di Venezia e scoprire la cucina di Paulo Airaudo
Nel sestiere di Cannaregio, il Nh Collection Venezia Grand Hotel Palazzo dei Dogi custodisce uno degli spazi più rari della città: il più antico giardino botanico privato di Venezia, esteso per oltre 2.000 metri quadrati. Creato nel XVIII secolo da Lorenzo Patarol, botanico e autore di un erbario oggi conservato al Museo di Storia Naturale, il giardino conserva ancora elementi originari come la ghiacciaia, il ponticello e le statue, ed è accessibile anche al pubblico esterno grazie alla collaborazione con Wigwam Club.
Il palazzo, oggetto di un attento intervento di restauro, mantiene un equilibrio tra struttura storica e comfort contemporaneo. Le camere affacciano sui canali o sul giardino, offrendo scorci rari e silenziosi. All’interno dell’hotel si trova il ristorante Da Lorenzo – Al Giardino Segreto, firmato dallo chef Paulo Airaudo.
Con soli 18 coperti, il ristorante propone una cucina italiana contemporanea con apertura internazionale, costruita su ingredienti locali e stagionalità, in un contesto che privilegia concentrazione e misura. Dietro i fornelli il talentuoso chef siciliano Salvatore Paladino,che brilla con piatti come il Fagottello di Morlacco, Anguilla alla Griglia e Zucca Mantovana o nella valorizazione del pescato locale come nel caso della Coda di Rospo, Bagna Cauda e Bieta Variegata.