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20 febbraio 2026

Unipol rafforza la macchina dei dividendi: utili a 1,5 miliardi

Cedola in crescita del 31,8%, possibile rialzo del monte distribuzioni. Nessuna nuova acquisizione, priorità all’integrazione bancaria
Unipol rafforza la macchina dei dividendi: utili a 1,5 miliardi

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Eleonora Fraschini
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Eleonora Fraschini

Nel 2025 Unipol Assicurazioni accelera sulla redditività e rafforza il proprio profilo di gruppo assicurativo ad alta generazione di cassa. L’utile netto consolidato sale a 1,53 miliardi di euro, in crescita del 36,8%, sostenuto dal miglioramento tecnico del business Danni, dalla crescita del Vita e dal contributo delle partecipazioni bancarie.

A colpire il mercato è soprattutto la politica di remunerazione: dividendo a 1,12 euro per azione, in aumento del 31,8%, per un monte cedole di 804 milioni. Il presidente Carlo Cimbri indica questa cifra come una base di partenza per il triennio, lasciando spazio a ulteriori rialzi. Nessuna corsa a nuove acquisizioni: la priorità è l’integrazione bancaria e la disciplina industriale. Una strategia che Piazza Affari ha premiato con un rialzo del titolo del 6% dopo i conti.

I fatti chiave

  • Unipol chiude un anno di forte accelerazione, con utili in netta crescita che rafforzano la sua posizione tra i grandi gruppi assicurativi italiani.
  • La cedola aumenta in modo significativo e il management lascia intendere che il livello raggiunto possa diventare la nuova base per i prossimi anni.
  • Il mercato premia il segnale di solidità e continuità, con il titolo in deciso rialzo dopo la pubblicazione dei conti.
  • La crescita arriva soprattutto dalla qualità tecnica del business assicurativo, con margini in miglioramento e raccolta in aumento sia nel Danni sia nel Vita.
  • Nessuna nuova stagione di acquisizioni all’orizzonte: la priorità è integrare le operazioni bancarie già avviate e mantenere disciplina finanziaria.

Crescita degli utili

Il 2025 segna per Unipol Assicurazioni un deciso salto di qualità nella redditività. Il gruppo chiude l’esercizio con un utile netto consolidato di 1,53 miliardi di euro, in crescita del 36,8%, spinto dalla solidità del core assicurativo, dal contributo delle partecipazioni bancarie e da una gestione finanziaria favorevole.

La raccolta supera i 17 miliardi, con una crescita equilibrata tra Danni e Vita, mentre migliora ulteriormente la qualità tecnica del portafoglio, in particolare nel comparto Auto. In questo contesto di rafforzamento operativo e patrimoniale, il gruppo propone un dividendo di 1,12 euro per azione, in aumento del 31,8%, per un totale di circa 804 milioni distribuiti agli azionisti. Una cifra che, se confermata nel triennio, porterebbe il monte dividendi complessivo oltre i target del piano industriale.

Nessuna acquisizione all’orizzonte

Un contributo importante ai risultati arriva anche dalle partecipazioni bancarie. L’apporto delle collegate ha raggiunto 691 milioni ante imposte, quasi il doppio rispetto ai 393 milioni del 2024, grazie al consolidamento della quota in BPER Banca e ai primi effetti dell’operazione su Banca Popolare di Sondrio.

Proprio sul fronte bancario, però, il messaggio del presidente Carlo Cimbri è stato improntato alla prudenza: nessuna nuova stagione di acquisizioni all’orizzonte. La priorità è completare e valorizzare l’integrazione tra Bper e Sondrio, consolidando le sinergie già avviate.

Cimbri è tornato anche sul tema del cosiddetto Danish compromise, il meccanismo regolamentare europeo che incide sul trattamento patrimoniale delle partecipazioni incrociate tra banche e assicurazioni. Secondo il presidente, questa asimmetria penalizza i gruppi assicurativi con partecipazioni bancarie, influenzando il livello di solvibilità consolidata, oggi al 233%, rispetto a un livello più elevato se si considerassero le sole attività assicurative.

Un 2026 di continuità

Secondo l’amministratore delegato Matteo Laterza, il 2026 si è aperto «in continuità con l’andamento del 2025», segnale che la crescita registrata nell’ultimo esercizio non è stata episodica ma strutturale. Nonostante un contesto caratterizzato da normalizzazione dei tassi e da un aumento dell’Irap per il settore assicurativo, che per il gruppo vale circa 25 milioni, la traiettoria operativa resta coerente con gli obiettivi del piano.

Il messaggio strategico è chiaro: disciplina tecnica, attenzione ai margini e nessuna accelerazione su nuove acquisizioni, né nel comparto assicurativo né in quello bancario. La priorità è consolidare quanto costruito, valorizzare le integrazioni già avviate e preservare solidità patrimoniale.

 

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