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9 marzo 2026

Borse europee in calo con la guerra in Iran: petrolio sopra i 100 dollari

Tensioni geopolitiche agitano i mercati: Piazza Affari giù con le banche, tengono difesa ed energia. Timori su inflazione e tassi
Borse europee in calo con la guerra in Iran: petrolio sopra i 100 dollari

Pumpjack at Williston, Williams County, North Dakota, United States

Eleonora Fraschini
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Eleonora Fraschini

L’escalation della guerra in Iran continua a pesare sui mercati finanziari internazionali. Le principali Borse europee hanno registrato una nuova seduta in ribasso mentre l’impennata dei prezzi dell’energia riporta al centro i timori di inflazione e rallentamento economico. Il petrolio ha superato i 100 dollari al barile, spinto dalle tensioni geopolitiche e dai timori di possibili interruzioni nelle forniture energetiche globali.

La tensione si riflette anche sui mercati asiatici: il Nikkei di Tokyo ha chiuso in calo di oltre il 5%, segnale di uno shock energetico e geopolitico che sta colpendo i listini globali.

Dati principali

  • Borse europee in calo mentre la guerra in Iran alimenta l’avversione al rischio sui mercati globali
  • A Piazza Affari vendite sulle banche, tra cui UniCredit, Banco Bpm e Mediobanca, mentre il settore difesa sale con Leonardo
  • Il petrolio supera i 100 dollari al barile e il gas europeo registra forti rialzi, riaccendendo i timori di inflazione
  • Il G7 valuta un rilascio di 300-400 milioni di barili dalle riserve strategiche gestite dall’Agenzia Internazionale dell’Energia per stabilizzare il mercato
  • Crescono le tensioni sui titoli di Stato: il Btp decennale sale al 3,75% e lo spread con il Bund torna a 84 punti, mentre il mercato sconta possibili nuovi rialzi dei tassi della Bce

Piazza Affari: banche sotto pressione, corre la difesa

A Milano il Ftse Mib ha chiuso in calo, con vendite diffuse sul comparto bancario. Tra i titoli più penalizzati figurano UniCredit, Banco Bpm, Banca Popolare di Sondrio e Mediobanca, mentre Prysmian è stata tra le peggiori della seduta. In controtendenza il settore della difesa, sostenuto dal clima di incertezza geopolitica. Leonardo ha registrato un rialzo significativo, confermando il trend che sta premiando i titoli legati alla sicurezza e alla spesa militare. Segnali positivi anche da Nexi e Lottomatica, mentre Eni ha beneficiato del rialzo delle quotazioni del greggio.

Il calo non ha riguardato solo Milano: vendite diffuse hanno colpito anche gli altri listini europei, dal Cac 40 di Parigi al Dax di Francoforte fino all’Ibex di Madrid, mentre i future di Wall Street hanno segnalato un avvio in territorio negativo.

Petrolio sopra i 100 dollari

Il principale driver della giornata resta l’energia. Il Brent e il Wti hanno superato la soglia dei 100 dollari al barile dopo aver toccato nuovi massimi durante la notte, e anche il gas naturale europeo ha registrato forti rialzi.

Per contenere l’impennata dei prezzi, i ministri delle Finanze del G7 stanno valutando un rilascio coordinato di petrolio dalle riserve strategiche di emergenza, gestite dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (Iea). Secondo indiscrezioni riportate dal Financial Times, si starebbe discutendo di un intervento compreso tra 300 e 400 milioni di barili, pari a circa il 25%-30% delle riserve disponibili dei 32 Paesi membri dell’agenzia, una misura già utilizzata in passato per stabilizzare i mercati energetici durante crisi geopolitiche.

Cresce lo spread

Le tensioni si riflettono anche sul mercato obbligazionario. Il rendimento del Btp decennale è salito fino al 3,75%, con lo spread rispetto al Bund tedesco tornato a quota 84 punti base. Anche il rendimento del Bund ha registrato un rialzo significativo, avvicinandosi ai livelli più alti dal 2011. Allo stesso tempo, l’avversione al rischio ha rafforzato il dollaro sui mercati valutari. Gli operatori stanno inoltre rivedendo le aspettative sulla politica monetaria europea: secondo alcune stime di mercato, la Banca centrale europea potrebbe essere costretta a intervenire con due rialzi dei tassi nel corso dell’anno per contenere l’impatto inflazionistico del nuovo shock energetico.

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