L’Università dove nasce Simile AI è di quelle blasonate. La Stanford, nel cuore della Silicon Valley, da quelle aule sono usciti personaggi come Larry Page e Sergey Brin, oltre a Sam Altman, che però abbandonò prima della laurea. Cosa fa Simile AI e perché è diventata dirompente sul web? Citiamo dal loro manifesto: “I piloti non si addestrano con passeggeri reali. I chirurghi non si esercitano su corpi reali. Gli attori non provano con un pubblico reale. Eppure, le decisioni aziendali più importanti nella nostra società vengono portare direttamente in produzione”.
L’obiettivo di Simile AI
La mission della startup – che riceve un finanziamento di 100 milioni di dollari da Index Venture, Hanabi, Bain Capital, Adam D’Angelo – è simulare una società con agenti AI addestrati su interviste, cronologie di transazioni e ricerche comportamentali per anticipare le decisioni degli esseri umani, o meglio, dei consumatori. Nella pratica del business aziendale, Simile AI prevede gli acquisti, simula l’esito di controversie legali, testa l’efficacia dei cambiamenti nelle politiche aziendali.
“Oggi le aziende stanno usando la nostra piattaforma per simulare conference call sugli utili, testare le modifiche a politiche commerciali o di marketing”, spiega il prof Michael Bernstein, cofondatore. “Presto immaginiamo di simulare mondi interi: miliardi di decisioni interattive tra individui, organizzazioni, differenti culture e Stati”.
Michael Bernstein
Prevedere le reazioni del mercato con i “digital twin”
La startup sta registrando una forte domanda da parte dei team di finanza aziendale. Questo perché analizzando le conference call sugli utili che si sono tenute in passato, la copertura delle ricerche e il comportamento degli investitori, il suo sistema è ormai in grado di anticipare il tipo di domande che gli analisti potrebbero porre. È in grado perfino di modellare il modo in cui gli annunci specifici potrebbero essere ricevuti, offrendo alle aziende la possibilità di perfezionare e calibrare i messaggi in anticipo.
Il lavoro per arrivare a queste simulazioni ha superato i sei mesi: “Abbiamo lavorato in sordina, sottotraccia, sviluppando il suo modello di base”, spiega un altro dei cofondatori Joon Park. “In questo periodo il nostro team ha condotto interviste con centinaia di individui, sulle loro vite, sulle decisioni che hanno o stanno per prendere e sui compromessi cui hanno dovuto sottostare”. Nasce quindi una popolazione di “digital twin” che si addestra per i committenti aziendali.
Dai test con Cvs Health Corp all’ispirazione di The Sims
Uno dei gruppi che sta applicando Simile AI in fase di test è il gigante dei farmaci Cvs Health Corp che utilizza la piattaforma per guidare le decisioni relative al posizionamento dei prodotti nei negozi e all’inventario. Simulando la risposta dei diversi segmenti della clientela. Il terzo socio della startup, Percy Liang, confessa che si sono ispirati al gioco The Sims in cui gli utenti finali possono interagire con una piccola città di venticinque agenti generativi utilizzando un linguaggio naturale. Oggi sembra preistoria: Electronics lanciò nel febbraio del 2000 The Sims e non poteva certo immaginare che 26 anni dopo avrebbe ispirato startup di AI Generativa.
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