
Contenuto tratto dal numero di aprile 2026 di Forbes Italia. Abbonati!
Pardgroup BRANDVOICE | paid program
Con Pardgroup, Francesca Rapisardi e Giorgio Vanolo ridefiniscono l’esperienza del retail globale nei mercati internazionali, combinando innovazione e risultati misurabili per i brand.
Pardgroup e il suo braccio creativo Axielab si sono distinti ai Creative Retail Awards di Londra, ottenendo numerosi riconoscimenti e rafforzando il proprio posizionamento nell’ambito dell’esperienza di marca globale. Per Francesca Rapisardi e Giorgio Vanolo, tuttavia, i premi rappresentano una conseguenza del lavoro svolto: “Riflettono il lavoro di squadra e come la nostra visione italiana possa adattarsi a qualsiasi mercato”.
Pardgroup si presenta come un sistema integrato che unisce creatività, produzione e attivazione. Come spiega Rapisardi, “Axielab gestisce concetti, marketing ed esperienza; Yellow Factory la produzione; Partforce l’activation”. L’azienda offre soluzioni complete che spaziano dal lancio di un prodotto o di un pop-up fino al merchandising, all’installazione e alla gestione dei brand ambassador, operando attraverso 11 uffici e quattro fabbriche. Un modello che consente di mantenere la gestione interna e garantire risultati misurabili.
All’interno di questo contesto, la missione di Rapisardi è legata alla coerenza e alla diffusione dei valori aziendali su scala internazionale: “Mantenere l’integrità e i valori di Pardgroup in tutti i paesi”, combinando “il nostro dna italiano fatto di attenzione al dettaglio e qualità” con la capacità di adattarsi a ogni cultura. L’obiettivo è che ogni membro del team comprenda il ruolo dell’azienda e il modo in cui supporta il cliente.
Axielab svolge un ruolo strategico nella fase iniziale dei progetti. Vanolo sottolinea che “copre la fase iniziale del progetto: concept, design e creatività”, con un approccio che richiede innovazione, ma anche orientamento al mercato. Il lavoro non si esaurisce nella fase creativa: “Accompagniamo il cliente dall’idea fino ai kpi, alle vendite e alla costruzione della community, traducendo la creatività in risultati”.
Il rapporto con i clienti si fonda su un principio di concretezza. Rapisardi e Vanolo evidenziano come “la fiducia si guadagna dimostrando competenza”, attraverso risultati tangibili. I clienti, spiegano, devono poter contare su un partner affidabile: “Sanno di poter dormire tranquilli mentre installiamo negozi di notte e svegliarsi sicuri che tutto sarà pronto”.
Il settore del retail fisico attraversa una fase di trasformazione. Secondo Rapisardi e Vanolo, molte aziende continuano a commettere errori, concentrandosi esclusivamente su prodotto e prezzo e trascurando l’esperienza complessiva. “Non valorizzare la creatività, la coerenza del brand e l’engagement significa perdere opportunità di costruire relazioni durature”. In uno scenario in cui convivono generazioni con aspettative diverse, alcune orientate all’innovazione e altre alla nostalgia, il rischio principale è “perdere l’identità”. Gli spazi retail, sottolineano, devono diventare “multisensoriali e multidisciplinari, dove l’esperienza precede il prodotto”. I brand che cambiano frequentemente narrativa rischiano di confondere il pubblico, mentre “la verità e l’autenticità distinguono i marchi di successo, perché i clienti cercano appartenenza”.
In questo contesto, l’esperienza fisica mantiene un ruolo centrale. Vanolo osserva che “siamo esseri fisici prima che digitali” e che l’interazione tangibile ed emozionale resta insostituibile. Il contatto umano, il design sensoriale e l’interazione diretta non possono essere replicati integralmente nel digitale. Per questo, i negozi devono essere ripensati come experience store, integrando dimensione fisica e digitale attraverso strumenti come il live commerce e figure capaci di accompagnare il cliente, “generando fiducia e vicinanza”.
Lo storytelling diventa un elemento strutturale dei progetti retail. Vanolo lo definisce “il cuore” di operazioni come il takeover di Harrods, dove il design si trasforma in racconto. “Non si tratta solo di design: si tratta di raccontare storie autentiche che connettano con la filosofia del brand e con le persone”. Nel caso specifico, il lavoro è stato sviluppato seguendo la filosofia di Brunello Cucinelli, integrando estetica, comunità e valori in ogni dettaglio. Un ruolo chiave è stato svolto da un team di narratori incaricati di tradurre la storia del brand in esperienze coerenti, dall’allestimento all’interazione con i clienti.
Sul piano della leadership, Rapisardi individua nella valorizzazione delle persone un fattore decisivo per la crescita e la coerenza dell’azienda. “Dare spazio alle persone e permettere loro di fiorire” significa riconoscere il talento e responsabilizzarlo. Essere leader, afferma, non implica controllo totale, ma la capacità di costruire un team di persone brillanti che condividano la visione. Il mantenimento dell’identità aziendale passa attraverso “creatività, autonomia e responsabilità”, assicurando che ogni decisione rifletta i valori e il dna italiano del gruppo.
Guardando al futuro, Rapisardi e Vanolo prevedono uno scenario in cui dimensione digitale e umana saranno sempre più integrate. “L’IA e l’automazione cresceranno, ma l’esperienza umana resterà insostituibile”. In questo equilibrio, Pardgroup intende svolgere un ruolo attivo, coniugando innovazione tecnologica e attenzione al dettaglio.
Il dna italiano rappresenta, secondo entrambi, un elemento distintivo nei mercati internazionali. “È un superpotere, soprattutto fuori dall’Italia”, che si traduce in flessibilità, capacità di problem solving, attenzione al dettaglio e ricerca della bellezza funzionale. Un insieme di caratteristiche che permette di adattarsi a contesti culturali diversi. In Pardgroup, questo patrimonio viene combinato con l’esperienza internazionale, dando vita a progetti che uniscono tradizione italiana e visione globale in soluzioni innovative ed efficaci.





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