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19 maggio 2026

Musk perde la causa con OpenAI. Ma annuncia ricorso: "Non è finita"

La giuria ha stabilito che l'uomo più ricco del mondo ha atteso troppo prima di citare in giudizio la società di intelligenza artificiale
Musk perde la causa con OpenAI. Ma annuncia ricorso: "Non è finita"

WASHINGTON, DC – MAY 21: Elon Musk listens attends a meeting between U.S. President Donald Trump and South Africa President Cyril Ramaphosa in the Oval Office at the White House on May 21, 2025 in Washington, DC. Relations between the two countries have been strained since Trump signed an executive order in February that claimed white South Africans are the victims of government land confiscation and race-based “genocide,” while admitting some of those Afrikaners as refugees to the United States. Trump also halted all foreign aid to South Africa and expelled the country’s Ambassador to the U.S., Ebrahim Rasool. (Photo by Chip Somodevilla/Getty Images)

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Elon Musk ha perso la battaglia legale contro OpenAI e il suo ceo, Sam Altman. Una giuria del tribunale federale di Oakland, in California, ha stabilito che il fondatore di Tesla e SpaceX ha atteso troppo prima di citare in giudizio la società di intelligenza artificiale, facendo così scattare la prescrizione. La decisione dei giurati è stata successivamente accolta e convalidata dalla giudice Yvonne Gonzalez Rogers.

Tuttavia, l’uomo più ricco del mondo – il cui patrimonio secondo le stime di Forbes è di 802 miliardi di euro – non ha intenzione di arrendersi e ha già annunciato che presenterà ricorso.

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Il contesto

La battaglia legale tra Elon Musk e OpenAI è iniziata nel 2024, quando il miliardario – cofondatore della società e oggi alla guida della rivale xAI – ha intentato una causa contro Altman – il cui patrimonio stimato da Forbes è di 3,4 miliardi di dollari – e Greg Brockman, chiedendo la loro rimozione dai ruoli dirigenziali e un risarcimento danni da 150 miliardi di dollari.

Musk accusava i vertici di aver trasformato la no-profit in un’azienda a scopo di lucro per arricchirsi. La giuria ha però respinto le accuse in sole due ore, stabilendo che il reato fosse ormai caduto in prescrizione perché erano passati più di tre anni.

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Il giudice distrettuale Gonzalez Rogers ha quindi convalidato il verdetto respingendo le accuse di Musk e sottolineando come la decisione della giuria fosse supportata da una “quantità sostanziale di prove”. La disputa, in ogni caso, sembra tutt’altro che conclusa: l’avvocato di Musk, Marc Toberoff, ha subito annunciato il ricorso in appello, paragonando questa battuta d’arresto ad alcune battaglie della Guerra d’Indipendenza americana, per ribadire che la partita non è ancora finito. 

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