
Contenuto tratto dal numero di maggio 2026 di Forbes Italia. Abbonati!
Il Gruppo Ginobbi punta su un modello di real estate di fascia alta in cui investimento, valorizzazione e gestione si integrano in un’unica strategia. Una formula che si applica sia a destinazioni tradizionali del turismo, sia a località meno conosciute e sature.
Nel segmento più evoluto del real estate e dell’hospitality di fascia alta, la creazione di valore passa sempre più dalla capacità di leggere il potenziale di un asset oltre la sua dimensione immobiliare. In questo contesto opera il Gruppo Ginobbi, che ha puntato su un modello integrato in cui investimento, valorizzazione e gestione convergono in un’unica strategia operativa. La struttura del gruppo copre l’intera catena del valore, dalla fase di acquisizione alla performance, con competenze che spaziano dal revenue management all’asset management, fino alle funzioni operative legate a sales, Mice e f&b.
In questo modello, la business unit real estate presidia la fase di acquisizione e sviluppo, trasferendo poi l’asset alla business unit hospitality, che ne assume la gestione operativa e la messa a reddito, garantendo continuità tra visione strategica ed execution. Le due funzioni operano in modo integrato lungo tutto il ciclo di vita dell’asset, ottimizzando posizionamento, performance e creazione di valore nel tempo. Al centro della strategia c’è una selezione rigorosa degli asset, con una preferenza per proprietà che esprimono un forte legame con l’heritage italiano e che possono essere trasformate in piattaforme di ospitalità contemporanea.

Palazzo Ripetta, a Roma, è il primo manifesto di questo approccio. Come spiega Federica Schiavo, business development director del gruppo, “dare nuova vita a un edificio storico significa trasformarlo in un asset capace di generare valore nel presente, senza tradirne l’identità. È un equilibrio tra conservazione e visione contemporanea”. Questo approccio si traduce in un processo integrato di sviluppo, posizionamento e gestione, in cui ogni scelta contribuisce alla definizione del valore finale dell’asset.
È in questa idea che si inserisce un’acquisizione che ridefinisce il posizionamento nel mercato romano: quella di Palazzo Scanderbeg per un importo complessivo superiore a 24 milioni di euro. La visione va al di là del puro investimento immobiliare e si articola in un disegno in cui acquisizione, valorizzazione e gestione diretta convergono in un modello operativo integrato. Piazza Scanderbeg 117, oltre a essere un indirizzo di prestigio tra la Fontana di Trevi e il Quirinale, è il manifesto di un’identità e incarna un nuovo paradigma di sviluppo, fondato su selezione rigorosa e capacità gestionale.
Stesso approccio per il progetto di gestione di Torre Sponda a Positano, esempio della capacità di operare su asset non di proprietà. Il complesso si compone di cinque ville, tra cui una Torre Saracena del XIII secolo riconosciuta dall’Unesco, inserita in un contesto paesaggistico capace di intercettare una clientela orientata al long stay e a un’esperienza più intima e riservata. “Torre Sponda rappresenta un modello più riservato e intimo. La peculiarità risiede nella capacità di valorizzare un asset unico attraverso la nostra piattaforma gestionale”.
Il progetto evidenzia come la gestione operativa possa incidere sulla redditività anche in presenza di asset distintivi e di scala contenuta. I risultati confermano una buona resilienza della domanda e una capacità di generare flussi di cassa stabili. “Il segnale più concreto è la qualità della domanda che l’asset riesce ad attrarre nel tempo, senza ricorrere a leve di pricing aggressive”. Non si tratta solo di occupancy o crescita dei ricavi, ma anche della capacità di mantenere un posizionamento coerente e generare flussi di cassa stabili e in progressivo miglioramento.

L’approccio del Gruppo Ginobbi si riflette anche nei dati economici, con una crescita attesa dei ricavi da circa 20 milioni nel 2025 a oltre 24 milioni nel 2026 e un ebitda in aumento da 4,6 a 5,5 milioni. La traiettoria conferma la solidità del modello, basato su gestione attiva e selezione accurata degli asset. Quando un progetto funziona, si evidenziano solidità dei volumi, resilienza anche in contesti di mercato complessi e progressivo rafforzamento del pricing power, contribuendo alla creazione di valore dell’asset.
Un elemento distintivo resta la capacità di individuare opportunità anche al di fuori delle destinazioni più consolidate. Il gruppo si propone come operatore di riferimento nel real estate e nell’hospitality di lusso in Italia, trasformando ogni proprietà in un valore dinamico, flessibile e scalabile. È un equilibrio tra analisi rigorosa e visione che consente di individuare mercati con fondamentali solidi ma non ancora completamente sviluppati.
Guardando al futuro, il gruppo vuole continuare a investire in destinazioni del turismo internazionale, come Roma, Milano, Firenze e Venezia, ma aprendosi anche a location secondarie e a mercati meno saturi. Qui l’efficienza dell’investimento si sposa con la qualità, puntando a trasformare asset solidi in prodotti d’eccellenza, dimostrando che un approccio high-end può creare nuove mappe del lusso. In questo senso, l’approccio del Gruppo Ginobbi non si limita a seguire il mercato, ma in alcuni casi contribuisce a indirizzarlo.




