di PNA
Per il gruppo The Italian Sea Group, il costruttore italiano di yacht di lusso alle prese con uno stato di forte crisi, l’orizzonte sembra finalmente schiarirsi. La società ha infatti annunciato domenica 9 agosto 2026 l’avvio di un processo competitivo, finalizzato a individuare “potenziali investitori nell’ambito del percorso di ristrutturazione della società”.
L’azienda di Marina di Carrara, operatore globale nel comparto della nautica di lusso con i brand Admiral, Tecnomar, Perini Navi, Picchiotti, NCA Refit e Celi 1920, è finita in una grave crisi finanziaria a causa degli ingenti debiti, che hanno portato il capitale al di sotto della soglia minima prevista dalla legge. La svolta potrebbe essere tuttavia finalmente arrivata. The Italian Sea Group ha precisato di avere deciso di indire “una procedura competitiva” per raccogliere “offerte irrevocabili”, sia per ricondurre le manifestazioni all’ìinterno di “un quadro procedurale unitario”, che per “massimizzare il valore a disposizione degli stakeholders”. La procedura competitiva avverrà sotto la vigilanza dei Commissari giudiziali.
Nella nota si legge che il processo è seguìto da Meti Corporate Finance e da KPMG Advisory che, in qualità di joint financial advisor, dovranno assistere The Italian Sea Group nell’ “individuazione e nella negoziazione con potenziali investitori”, interessati a entrare nel suo capitale.
La reazione delle azioni del gruppo, scambiate sull’indice Ftse Italia Small Cap di Piazza Affari, non si è fatta attendere. Immediati i buy sui titoli, che sono volati fino a quasi +15%. Gli investitori hanno guardato subito con favore alla presenza, così come si legge nel comunicato, di “molte manifestazioni di interesse” che la società ha già ricevuto “in via spontanea”.
Reuters ha ricordato come l’avvio del processo faccia seguito alla presentazione di alcune offerte non sollecitate promosse per rilevare gli asset di The Italian Sea Group. Tra queste, la mossa con cui lo scorso mese l’azienda rivale Sanlorenzo ha appoggiato l’offerta presentata dal consorzio Polo Nautico Carrara (PNC), per rilevare l’intero complesso aziendale di The Italian Sea Group, così come l’altra manifestazione di interesse arrivata dalla società di investimenti Sri Global.
Anche altre società operative nello stesso settore della cantieristica navale, ovvero Azimut Benetti e Ferretti, hanno manifestato il loro interesse a rilevare gli asset dell’azienda. Due, ha precisato The Italian Sea Group, sono gli scenari alternativi a cui il gruppo potrà ricorrere con l’avvio del processo competitivo. L’opzione Asset Deal, che prevede la cessione degli asset che comprendono i cantieri di The Italian Sea Group a Carrara e La Spezia, il sito di Viareggio, i marchi Admiral, Perini, Picchiotti e Tecnomar, così come le partecipazioni nella società italiana di lavorazione del legno di lusso Celi e in TISG Turkey Yat Tersanecilik. Questa opzione richiede che ciascun offerente precisi nella presentazione della propria offerta il perimetro degli asset di interesse, che potrà includere l’intera azienda oppure i suoi rami, così come singoli asset o loro combinazioni.
Una seconda opzione, quella dello Share Deal, implica un aumento di capitale, finalizzato a ricapitalizzare la società, per ripristinare le condizioni patrimoniali e finanziarie necessarie per consentire la prosecuzione dell’attività in continuità aziendale. Le offerte vincolanti dovranno essere presentate entro il 15 ottobre, dopo un primo round di offerte indicative non vincolanti previsto entro il 15 settembre.
Il signing delle offerte vincolanti che saranno presentate entro il 15 ottobre 2026 avverrà indicativamente entro il 26 ottobre 2026, “fermo restando che la tempistica potrà essere modificata in funzione degli adempimenti societari e regolamentari necessari”. The Italian Sea Group ha precisato che il completamento dell’operazione resta soggetto alla supervisione dei Commissari giudiziali e alle autorizzazioni del Tribunale competente e che l’identità dei soggetti che parteciperanno al processo così come i contenuti delle offerte saranno mantenuti riservati.
Va ricordato che la forte crisi di The Italian Sea Group è esplosa lo scorso 1° luglio, quando il cda ha presentato al Tribunale di Firenze una domanda ai sensi dell’articolo 44 del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, con l’obiettivo di tutelare il patrimonio e preservare la continuità aziendale. Il Tribunale ha poi avviato il procedimento e nominato i Commissari giudiziali. La speranza di una soluzione del dossier ha consentito alle azioni di segnare una forte ripresa a Piazza Affari, pari a +24%, nell’ultimo mese.
La performance delle azioni degli ultimi sei mesi delle azioni è tuttavia di un crollo pari a -70%, mentre in un anno il titolo TISG ha sofferto un tonfo di oltre il 73,6%.