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8 settembre 2026

Volkswagen valuta la cessione di Ducati: stima da 1,25 miliardi e il piano di maxi-tagli

Dalla revisione del portafoglio alle dismissioni: il colosso tedesco riorganizza gli asset e converte il sito di Osnabrück alla difesa
Volkswagen valuta la cessione di Ducati: stima da 1,25 miliardi e il piano di maxi-tagli

foto di Getty Imges

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Il futuro di Ducati potrebbe essere lontano da Wolfsburg. Nonostante le consuete smentite di rito, la potenziale cessione dello storico marchio di Borgo Panigale è tornata concretamente sul tavolo del Gruppo Volkswagen. A riaprire il dossier è stato Gernot Döllner, amministratore delegato di Audi (la controllata del colosso tedesco che nel 2012 ha acquisito la casa motociclistica bolognese).

“All’interno del gruppo Volkswagen siamo impegnati in una gestione del portafoglio rigorosa e responsabile”, ha dichiarato Döllner in un’intervista rilasciata a Bloomberg. “Parte del processo di valutazione è discutere anche di Ducati, ma non è stato ancora deciso nulla”.

Valutazione da 1,25 miliardi e piano tagli

Secondo le stime degli analisti citate da Bloomberg, l’azienda emiliana – che impiega circa 2.000 dipendenti, la maggior parte concentrati nel sito di Borgo Panigale – potrebbe raggiungere un valore di mercato di circa 1,25 miliardi di euro. Volkswagen aveva già valutato la dismissione del marchio nel 2017, per poi accantonare il progetto di fronte alle resistenze sindacali. Oggi, tuttavia, lo scenario strategico è cambiato. Ducati rientra infatti tra le 600 attività (su un totale di 2.000 partecipazioni) attualmente sotto esame da parte del consiglio di sorveglianza, che punta a ridurre di un terzo il perimetro degli asset aziendali.

La possibile vendita di Ducati si inserisce in una profonda crisi strutturale che sta spingendo il Gruppo Volkswagen a un piano di ridimensionamento senza precedenti. Per tentare di rilanciare la redditività e far fronte alle difficoltà del mercato dell’auto, Per tentare di rilanciare la redditività e far fronte alle difficoltà del mercato dell’auto, l’azienda ha varato una drastica riorganizzazione che prevede una riduzione complessiva di circa 100.000 posti di lavoro e la ristrutturazione di diversi siti produttivi europei, tra cui Emden, Zwickau, Hannover e Neckarsulm.

Osnabrück: la svolta storica dall’auto alla difesa aerea

L’esempio più emblematico della metamorfosi di Volkswagen riguarda lo stabilimento di Osnabrück, il più piccolo del gruppo, storicamente specializzato nella produzione di modelli cabriolet (come T-Roc Cabriolet e Arteon). L’impianto, destinato alla chiusura entro il 2027, verrà invece ceduto e riconvertito al comparto della difesa aerea.

La maggioranza della struttura passerà al fondo israeliano Aurelius Capital, mentre il Land della Bassa Sassonia (storico socio di Volkswagen) manterrà una quota di minoranza per tutelare l’occupazione. Secondo la presidente del comitato aziendale, Daniela Cavallo, oltre 1.200 dei 2.300 lavoratori attuali verranno riassorbiti nel nuovo settore bellico. I due acquirenti hanno avviato una partnership industriale con l’azienda israeliana Rafael Advanced Defense Systems, nota per la produzione di componentistica per il sistema di protezione missilistica ‘Iron Dome’, con l’obiettivo di produrre in Germania tecnologie di difesa aerea europea.

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