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25 febbraio 2026
L'azienda punta su protocolli personalizzati e dinamici, su un team multidisciplinare e su un comitato scientifico di alto livello
Contenuto tratto dal numero di febbraio 2026 di Forbes Italia. Abbonati!
KinAura – BRANDVOICE | Paid program
Il concetto di lusso sta cambiando più velocemente di quanto il mercato sia pronto ad ammettere. Oggi non coincide più con l’ostentazione o con il possesso, ma con qualcosa di più raro: tempo, energia e salute nel lungo periodo. È in questo contesto che a Milano, nel cuore del Quadrilatero della Moda, tra via Sant’Andrea e via della Spiga, ha aperto KinAura, il primo social wellness club medico d’Europa, dove medicina avanzata, tecnologia e lifestyle convivono in un unico ecosistema.
Per la prima volta, una struttura sanitaria integra una clinica con trattamenti medici ad alta specializzazione e una lounge di oltre 150 metri quadrati, concepita come spazio di incontro, bar e luogo di eventi riservati: dagli aperitivi tematici alle cene private, dai talk sulla longevità agli incontri tra membri. Un’idea controintuitiva nel mondo sanitario, ma assai lucida: il benessere non è solo ciò che accade sul lettino, ma anche il tempo che una persona si concede, il contesto in cui lo fa, le relazioni che costruisce.
Qui il concetto di lusso cambia: non più estetica o indulgence, ma funzionalità, salute e performance. Oggi il vero status è l’investimento consapevole nella propria salute, un paradigma adottato tanto da Jeff Bezos e Mark Zuckerberg quanto da Gwyneth Paltrow e Jennifer Aniston, che hanno trasformato la longevità in una scelta di performance, non di immagine. Non più un tema futuristico, ma una priorità per chi gestisce capitali, responsabilità e decisioni.
Eppure, fino a oggi, il concetto di longevità è stato spesso banalizzato: una crioterapia o cold plunge ogni tanto, una sauna settimanale, rituali isolati senza una vera strategia. KinAura ribalta questa narrativa. La longevità, per funzionare, deve essere medicale e strutturata. Il percorso parte da analisi approfondite: esami del sangue avanzati, profili ormonali, test genetici, analisi del microbiota. Solo su questa base viene costruito un protocollo personalizzato, dinamico, che evolve nel tempo.
I percorsi più richiesti si articolano in tre grandi aree: metabolica, longevità e performance. Non programmi standardizzati, ma sequenze terapeutiche adattive, che combinano tecnologie avanzate, medicina rigenerativa e monitoraggio continuo. È un approccio che guarda alla causa, non al sintomo.
Le tecnologie sono parte integrante dell’esperienza. La camera iperbarica, ad esempio, è lontana dall’immaginario clinico tradizionale: somiglia più a una cabina business class di un aereo, dove ci si può rilassare guardando una serie tv mentre il corpo lavora su ossigenazione e recupero cellulare. Il laser endovenoso, basato su fotobiomodulazione, viene usato per supportare i processi cellulari, la funzione mitocondriale e la risposta allo stress. Tutto è medicale, ma nulla è ospedaliero.
Anche lo spazio racconta questa filosofia. La sede di via Sant’Andrea è stata disegnata per essere vissuta, non attraversata. Dalla make-up room, dove prepararsi con calma prima di rientrare nel mondo, allo studio per gli ospiti (non più pazienti) in cui lavorare durante o dopo un trattamento, fino alla vip suite completamente riservata, con bagno privato e ingresso dedicato. Per KinAura la privacy non è un claim, ma una scelta architettonica. Nessuna esposizione, nessuna comunicazione forzata: ognuno può decidere se, quando e con chi condividere il proprio percorso. L’attenzione alla riservatezza distingue KinAura da molte realtà del settore, spesso inclini a esibire la propria clientela.
KinAura parla a pubblici diversi. Un dirigente d’azienda con l’agenda piena, per esempio, può lavorare durante un’IV di Nad+, rispondendo a una call mentre il corpo recupera. Chi ama il centro per lo shopping può fare due passi in via della Spiga e poi prendersi cura di sé, senza stress. Il tempo non è compresso: è parte del trattamento. Il bar serve mocktail funzionali al collagene e ashwagandha, ma alle cinque del pomeriggio può offrire anche due bollicine. Perché il benessere, se sostenibile, deve convivere con la vita reale. L’accesso è aperto a trattamenti singoli, dalla medicina estetica alle visite specialistiche, ma il cuore del progetto è il modello di membership, costruito su protocolli personalizzati, che include trattamenti coerenti con gli obiettivi clinici, accesso prioritario, servizi dedicati e perk di livello hotellerie, come il servizio di black car con pick-up e drop-off.
KinAura lavora dove normalmente i confini si interrompono: tra clinica e vita reale. Un percorso può iniziare con la riattivazione metabolica – anche tramite Glp-1 sotto supervisione medica -, proseguire con il supporto alla performance e al recupero, dall’ozonoterapia alla camera iperbarica, e includere trattamenti rigenerativi come Prp e polinucleotidi. Il percorso continua anche a casa, grazie a una skincare personalizzata formulata in clinica, integrata nel protocollo medico. Fuori dalla clinica, una rete di personal trainer e chef a domicilio traduce le indicazioni cliniche in abitudini concrete.
La dimensione è internazionale. In KinAura si parla italiano, inglese e spesso spagnolo, perché molti ospiti arrivano da hotel di lusso circostanti e integrano i trattamenti nei loro soggiorni milanesi. Il progetto si distingue anche per la sua struttura scientifica. Nessuna clinica in Italia – e pochissime in Europa – può contare su un comitato scientifico internazionale di pari livello, con figure provenienti da istituzioni come Harvard Medical School. In un settore spesso dominato dalla figura del ‘medico-star’ attorno a cui tutto ruota, KinAura ha scelto un modello opposto. L’idea è che nessuna persona abbia tutte le risposte. L’azienda lavora perciò con un team medico multidisciplinare che copre oltre dieci specialità, nella convinzione che sia la squadra, non il singolo, a garantire risultati solidi e coerenti nel tempo.