Palmento Costanzo

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L’azienda vinicola Palmento Costanzo si trova in Contrada Santo Spirito, nel borgo di Passopisciaro, sul versante nord dell’Etna, in un luogo dove da sempre si coltivano manualmente vitigni come Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio, Carricante e Catarrato. Il nome palmento richiama l’edificio dove per secoli i vignaioli si dedicavano alla vinificazione, dalla pigiatura delle uve all’affinamento nelle botti di castagno. E dal 2010 la famiglia Costanzo ha iniziato un progetto di recupero, con un meticoloso restauro conservativo condotto secondo i principi della bioarchitettura, riproducendo fedelmente il processo di vinificazione tradizionale. A guidare la produzione vinicola dell’azienda sono i principi dell’agricoltura biologica, del rispetto delle tradizioni e del disciplinare Doc Etna. Oltre cento terrazzamenti, con muretti a secco in pietra lavica, custodiscono un vigneto coltivato ad alberello, che risale le pendici del vulcano dai 600 agli 800 metri. Tutte le viti, anche quelle secolari, sono sostenute da pali di castagno. É in questo luogo che sorge la suggestiva cantina e nascono i vini Etna Doc del Palmento Costanzo, espressioni autentiche del vulcano attivo più grande d’Europa.

CONTATTI

Contrada Santo Spirito - Passopisciaro (Ct)
Telefono: 0942 983239

Personaggi ed interpreti

Vulcanica e appassionata come l’Etna ai piedi del quale è nata, elegante come i vini che produce, Valeria Agosta (nella foto) decide di investire - insieme al marito Mimmo - nei vigneti del versante nord del vulcano. Guidata dai principi di ecosostenibilità, biodiversità, rispetto per il territorio, la linea di produzione vinicola è espressione del terroir etneo e del suo microclima. Ad affiancare Valeria, una delle imprenditrici che portano avanti l’unicità del territorio, è la giovane figlia Serena.

Il punto forte

Il Prefillossera di Palmento Costanzo (90% Nerello Mascalese e 10% Nerello Cappuccio) nasce dalle viti secolari di Contrada Santo Spirito, da uve raccolte a mano a metà ottobre. In cantina inizia una fermentazione con lieviti indigeni, poi macera a lungo in tonneaux rotativi dove affina 24 mesi più altri 12 mesi in bottiglia. Colore rosso rubino, con note di frutta rossa, sfumature di grafite e cenere vulcanica. Al palato è avvolgente con tannini vellutati, con un finale lungo e sapido.

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