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Leader 13 Aprile, 2020 @ 9:52

La lettera di Ennio Doris: “Ecco perché è giusto essere fiduciosi nel futuro”

di Forbes.it

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Ennio Doris (Imagoeconomica)
Ennio Doris, patron di Mediolanum confermato anche nel 2020 al primo posto tra i miliardari italiani della finanza nella classifica Forbes Billionaires, ha voluto indirizzare uno speciale messaggio di Pasqua agli italiani: una lettera pubblicata a pagamento sui principali quotidiani nella giornata di ieri per spiegare il suo punto di vista sulla crisi sanitaria ed economica indotta dalla diffusione del Coronavirus. E soprattutto per rivolgere un appello a mantenere la fiducia nel progresso dell’umanità in un momento in cui le difficoltà appaiono insormontabili.
Ecco il testo della lettera, pubblicata anche sul portale di Banca Mediolanum:

Cari lettori,
stiamo vivendo un periodo che è già un capitolo della storia dell’uomo ed io desidero condividere alcune mie riflessioni con tutti voi.
Prima di farlo, in questo giorno di Santa Pasqua, desidero esprimere il mio sentimento di vicinanza a tutti coloro che stanno soffrendo, a chi ha perso i propri cari, e inviare un enorme grazie a tutto il personale sanitario. Il Covid-19 ha fatto precipitare in una tragedia sanitaria il nostro pianeta e l’Italia è uno dei Paesi più duramente colpiti da questa terribile pandemia. Per trovare qualcosa di simile, gli esperti dicono, bisogna andare al 1918, alla influenza spagnola.

Oltre al costo tremendo che stiamo pagando in termini di vite umane e salute pubblica, vi sono enormi implicazioni trasversali, specie sul fronte sociale ed economico. Al riguardo, autorevoli fonti proiettano il calo del PIL italiano per il 2020 tra il 6% e il 10%. La borsa ha perso il 27,5% nel primo trimestre, di fatto nel solo mese di marzo. Io stesso definisco questa come la crisi economica più profonda dal dopoguerra.

Sono però più fiducioso rispetto ad altri crolli economici del passato. Perché?

Anzitutto perché questa crisi è innescata da un fattore totalmente estraneo all’economia mondiale che non si è cioè formata da sola, per cause a sé intrinseche, come solitamente avviene. Come nel 1973/74 a causa del brusco aumento del prezzo del petrolio piuttosto che nel 2008 a seguito del fallimento della banca Lehman Brothers. Stavolta la causa scatenante è questa tremenda emergenza sanitaria che ha obbligato a bloccare le economie nazionali con decisioni prese a tavolino per salvaguardare, come giusto che sia, la salute pubblica. Prima in Cina, poi in altri stati tra cui il nostro Paese. Sono convinto che appena vi saranno le condizioni opportune, le stesse economie si sbloccheranno e ci sarà una forte e veloce ricrescita. Quando? In prima battuta, quando saranno cessati i contagi. Assisteremo, poi, ad una ripresa economica più decisa quando ci sarà un farmaco antivirale. Non passerà troppo tempo perché la posta in gioco da un punto di vista finanziario è enorme, ma soprattutto perché si parla delle nostre vite. Pensate che tutta la scienza del pianeta sta correndo in questa direzione con l’agenzia europea del farmaco che ha già ammesso la ricerca e sperimentazione di 40 farmaci. E’ quindi molto probabile che si tratti di una questione di qualche mese. E quando ci metteremo alle spalle il Covid-19 ci sarà immediatamente un’euforia, un entusiasmo, una voglia di vivere proporzionale e commisurata alla paura che stiamo vivendo ora.

In second’ordine, proprio nei momenti di maggiore difficoltà, l’umanità trova le risorse, raccoglie tutte le energie e produce i maggiori sforzi per andare avanti, per superare le criticità e progredire. Pensiamo alla penicillina, scoperta da Fleming sul finire degli anni ’20 ma che ha trovato una prima applicazione massiva solo a partire dal 1941, durante la seconda guerra mondiale, divenendo poi la capostipite degli antibiotici, rivoluzionando la farmacoterapia, e consentendo il progresso medico, scientifico, sanitario. Oppure guardiamo agli effetti benefici già sotto i nostri occhi. Stiamo lavorando in smart working, adesso per condizioni obbligate, ma domani potrà diventare la regola. Un modo di lavorare più efficiente e produttivo. E che potrà contribuire anche a ridurre gli spostamenti, diminuire il traffico e l’inquinamento. Questo è progresso, che trova sempre un’accelerazione nei periodi più difficili dell’umanità.

Voglio chiudere questa mia lettera con un accenno al risparmio, di cui mi occupo da più di 50 anni. Penso che in termini di importanza per l’uomo sia secondo solo alla salute. I risparmi sono frutto di rinunce, sacrifici, impegno, sforzi e tanto lavoro. Il risparmio non è fine a sé stesso, ma al servizio delle nostre vite, per realizzare i nostri progetti, piccoli o grandi che siano, e guardare al futuro con più serenità.
In questi periodi, non facciamoci sopraffare dall’emotività, dalla paura e vanificare anni di sacrifici. Cerchiamo invece di mantenere la calma e non farci sfuggire questa opportunità: infatti i mercati finanziari di tutto il mondo così come penalizzano i periodi negativi, allo stesso modo premiano poi le riprese e il progresso. Visti nel lungo termine, sono sempre in crescita, con tante oscillazioni che comunque alla fine compongono una crescita continua, seguendo il progresso umano. Da sempre consiglio di approfittare proprio dei periodi di flessione, entrando nei mercati in modo diversificato e graduale con i vari automatismi oggi disponibili. Voglio a tal fine richiamare una massima di Warren Buffett, valida per gli investimenti, come nella vita in generale. ”Abbiate paura quando gli altri sono euforici e siate coraggiosi quando gli altri hanno paura”

Una crisi è un periodo, una flessione più o meno duratura, facente però parte della inarrestabile crescita continua di lungo termine che, ripeto, segue la vicenda umana, sempre in progresso.

Nella classifica di Forbes dei più ricchi del mondo pubblicata settimana scorsa, Doris e la sua famiglia occupano la posizione 1063 a livello mondiale, con un patrimonio stimato di 2 miliardi di dollari, che posizionano Doris al 18° posto tra i più ricchi d’Italia e primo, come detto, tra coloro che hanno creato la loro fortuna nel settore della finanza.

Classifiche 28 Novembre, 2019 @ 9:25

Doris scala la classifica dei miliardari italiani, Pessina supera Armani al terzo posto

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Ennio e Massimo Doris sulla copertina di Forbes del dicembre 2018

 

Il patron di Mediolanum, Ennio Doris, continua la sua corsa tra gli italiani dotati dei maggiori patrimoni. Nella stessa classifica, Stefano Pessina, a capo di Walgreens Boots Alliance, supera Giorgio Armani e si porta al terzo posto (come già avevamo segnalato in un articolo dello scorso 12 novembre).

Sono alcune delle principali novità intercorse nell’ultimo mese all’interno della classifica in real time relativa alle persone più ricche del Pianeta elaborata da Forbes: la Forbes Realtime Billionaires.

Lo scorso mese Doris era entrato nella top ten piazzandosi al decimo posto in Italia con un patrimonio stimato di 3,3 miliardi di dollari. A fine novembre il creatore del gruppo Mediolanum ha ulteriormente allungato a 3,8 miliardi di dollari, salendo all’ottavo posto tra i più ricchi d’Italia. Merito soprattutto della corsa senza sosta delle azioni Banca Mediolanum (passate solo nell’ultimo mese da 7,66 euro ai 9,20 euro della chiusura di ieri), di cui il gruppo Doris detiene una quota di circa il 40%).

LEGGI ANCHE: “Banchieri di famiglia: intervista a Ennio e Massimo Doris”

Le prime due posizioni della classifica restano immutate rispetto al precedente aggiornamento, con in testa Leonardo Del Vecchio in possesso di un patrimonio stimato di 25,2 miliardi di dollari (al 37esimo posto nella classifica mondiale), seguito da Giovanni Ferrero con 21,8 miliardi (46esimo posto nel mondo).

Al terzo posto, come anticipato, nell’ultimo mese si è assistito al sorpasso di Stefano Pessina ai danni di Giorgio Armani.  Anche nel caso di Pessina l’incremento è da attribuire in via prioritaria all’exploit di Borsa del titolo Walgreens (di cui Pessina è il maggiore azionista con una quota del 16%). Il gruppo, attivo nella distribuzione di prodotti farmaceutici, è stato infatti al centro di indiscrezioni di mercato rilanciate inizialmente dall’agenzia Bloomberg secondo cui il fondo di private equity Kkr sarebbe stato pronto a mettere sul piatto complessivamente 70 miliardi di dollari per assicurarsi il controllo e mettere così a segno quello che è stato definito il più grande delisting della storia. Nell’ultimo mese il titolo, quotato al Nasdaq, è passato dai 55,8 dollari del 28 ottobre ai 60,11 dollari della chiusura di ieri.

Sostanzialmente immutate le altre posizioni all’interno della top ten: al quinto posto Massimiliana Landini Aleotti, seguita da Silvio Berlusconi, Augusto e Giorgio Perfetti, Ennio Doris, Paolo e Gianfelice Mario Rocca e infine Piero Ferrari.