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Business 21 Gennaio, 2020 @ 5:31

EY cerca diplomate di talento nel Sud Italia per un futuro nell’Ict

di Matteo Rigamonti

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Donne e lavoro: Work Wide Women Ict EY
(Shutterstock)

EY e Work Wide Women cercano diplomate di talento nel Sud Italia per formarle e farle assumere. Questo il senso del progetto Talent on tech che EY ha rivolto al Mezzogiorno con l’obiettivo di valorizzare la diversità di genere e coltivare competenze tecnologiche, investendo sull’economia locale. Per farlo EY ha scelto come partner Work Wide Women, una realtà italiana specializzata in progetti innovativi per l’inclusione sociale in azienda.

EY, realtà specializzata nell’offerta di servizi professionali di consulenza e revisione da oltre 284 mila dipendenti in 150 Paesi nel mondo, ha scelto di puntare sul Sud Italia avviando la creazione a Bari di un hub tecnologico denominato EY Business Solution per ricercare diplomati e formare 200 figure di Junior Technology Specialist entro 18 mesi. In quest’ottica, riferisce una nota stampa, si inserisce la creazione di Talent on tech, un percorso di formazione che intende coinvolgere le persone di maggior talento residenti al Sud nello sviluppo delle proprie competenze, con un’attenzione particolare ai profili femminili.

Obiettivo di Talent on tech è stimolare in particolar modo l’ingresso delle donne nel mercato ICT (Information and Communications Technology), un settore che produce costantemente richieste di lavoro ed è, specialmente in Italia, ancora considerato appannaggio prevalentemente maschile.

“Dopo l’apertura dell’EY Business Solution a Bari, prosegue l’impegno di EY nel Sud Italia” ha dichiarato Francesca Giraudo, hr director di EY. “Con il progetto Talent on tech supportiamo le eccellenze imprenditoriali del territorio a sviluppare tecnologie digitali e soluzioni innovative, per rispondere alle crescenti esigenze del mercato. Per farlo vogliamo impiegare le migliori competenze, assumendo 200 diplomati interessati ad iniziare un percorso di formazione e crescita in ambito tecnologico e informatico, incoraggiando in particolare le candidature femminili, ancora poco presenti nelle aree Ict”. E ha aggiunto: “Con Talent on tech continuiamo a costruire ‘a better working world’ e a creare sinergie tra territorio, giovani e imprenditori”.

Ai nuovi assunti – precisa il comunicato – verrà offerto un contratto di apprendistato di 36 mesi, e la possibilità di entrare in azienda con un percorso formativo iniziale di una settimana volto a insegnare le abilità digitali e potenziare le competenze trasversali (le cosiddette soft skills, ovvero le capacità relazionali e sociali), rilevanti tanto quanto le competenze tecniche, specialmente per prepararsi a lavorare in un team internazionale e dinamico come quello di EY.

Alla selezione è possibile accedere dal sito dedicato al progetto e inviare la propria candidatura. Unico requisito richiesto è quello di essere in possesso di un diploma di scuola superiore ed essere interessati ad iniziare un percorso di formazione e crescita in ambito tecnologico e informatico.

Business 23 Dicembre, 2019 @ 1:00

Nasce in Italia il primo reverse fintech accelerator al mondo

di Forbes.it

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Ha un nome italianissimo, Magnifico, ed è il primo reverse accelerator mai creato. A realizzarlo Medici (società globale di consulenza focalizzata sul FinTech), in collaborazione con EY, con l’obiettivo di mettere in contatto tra loro le principali istituzioni finanziarie italiane e le fintech globali.

Nicolò Petrone, head of Medici Europe

“Attraverso un’analisi del mercato Medici ha evidenziato il bisogno delle Istituzioni Finanziarie italiane, oggi più che mai recettive al cambiamento, di lavorare con le FinTech per migliorare la propria value proposition sul mercato e avviare il proprio processo di trasformazione digitale ed evoluzione del modello di business”, spiega Nicolò Petrone, head of Medici Europe e inserito lo scorso anno nell’elenco degli Under 30 di Forbes Italia. 

“La crescita dell’utilizzo di soluzioni FinTech”, prosegue, “ha rafforzato la comune convinzione che saranno questi nuovi attori a modificare maggiormente il sistema dei servizi finanziari. Magnifico nasce quindi con lo scopo di accelerare questa fase di incontro tra incumbent e FinTech e lo farà grazie al team Europe di Medici basato a Milano e affiancato dagli esperti EY”.

A differenza degli acceleratori tradizionali che si stanno moltiplicando negli ultimi anni, Magnifico non si focalizza su startup early stage (cioè ancora all’inizio della loro processo di crescita) ma su realtà, seppur innovative, già in fase di scale-up (cioè già strutturate e con una base clienti).

È proprio a questo punto che si ribalta il tradizionale processo di accelerazione – infatti, l’obiettivo non è quello di accelerare la startup, ma di accelerare il processo d’innovazione della Banca/istituzione finanziaria e di assicurare il più rapido time-to-market di specifici progetti d’innovazione.

A supporto del processo di Open Innovation MEDICI metterà a disposizioni il proprio Global Listening Engine, il più grande database FinTech mondiale dotato di un sistema di Intelligenza Artificiale in grado d’intercettare le migliori innovazioni di mercato e le collaborazioni tra incumbent e FinTech su scala globale.

È presente anche un altro importante player nell’acceleratore: Virtusa, società quotata al Nasdaq e dotata di una delle più avanzate piattaforme di Open Banking al livello globale.

Virtusa da un lato permetterà alle Istituzione di provare l’integrazione delle soluzioni scelte (tramite API), attraverso la sua piattaforma (Open Innovation Platform) e dall’altro lato renderà possibile, per chi vorrà, l’effettiva integrazione della FinTech Solution nel proprio core banking.

Diverse istituzioni finanziarie hanno già sposato l’approccio di Magnifico, tra cui UBI Banca e Banca Profilo.

 

Business 7 Novembre, 2019 @ 4:00

Le nuove sfide del mercato del lusso secondo l’analisi di EY

di Forbes.it

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store fendi
StoreFendi nel Xinyi District Mall Taiwan.(Shutterstock)
Nel 2018 il settore del lusso e quello cosmetico hanno raggiunto a livello globale un giro d’affari di 451 miliardi di euro e si prevede che continuerà a crescere ad un tasso del 5% annuo fino al 2022. Si tratta di uno dei tanti dati emersi dallo studio “The luxury and cosmetics financial factbook – Tailoring the luxury experience”, firmato EY, che analizza lo scenario del settore dei beni di lusso personali, a livello globale. Sempre secondo l’analisi, per il mercato in esame la sfida di oggi è la capacità di personalizzare l’esperienza secondo il concetto di “Tailoring the luxury experience”.
Per quanto riguarda il segmento beauty, parlare di personalizzazione è ancora più importante. E attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie, tra cui ad esempio strumenti di rilevamento e riconoscimento della pelle. Dato interessante emerso dalla ricerca è soprattutto che i consumatori si aspettano che i brand condividano e riflettano la loro crescente passione per il sociale e le cause ambientali, nonché preoccupazioni relative ai rischi correlati all’esposizione a lungo termine a sostanze chimiche, ottenendo, da un lato, etichette più naturali e biologiche, e dall’altro un richiamo per la bellezza minimalista basata sulla tradizione, i rituali e regimi semplici (il 72,9% della generazione millennial preferisce prodotti organici, seppur inconsciamente).
Quanto all’M&A, il 2018 è stato un anno in crescita per numero di transazioni sia per il settore lusso sia per la cosmesi (rispettivamente 142 e 90 transazioni). Tuttavia, mentre il comparto lusso mostra un rallentamento nel 2019 per numero di operazioni, la pipeline nel settore beauty rimane forte e in crescita. Nel settore cosmetico, la crescita M&A degli anni passati non ha ridotto la pipeline di opportunità, con una maggior incidenza di operazioni di piccole e medie dimensioni attraenti per innovazione, tipologia di prodotto e/o seguito social. La dimensione media dei deal è scesa a 80 milioni di euro nel 2018 contro i 304 milioni del 2017.  In crescita nel comparto cosmesi il ruolo degli operatori private equity (coinvolti nel 31% dei deal nel 2018 e nel 43% dei deal nel 1H2019).