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Leader 3 Febbraio, 2020 @ 2:13

L’insegnante diventato miliardario grazie a una app di e-learning

di Francesco Nasato

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(Shutterstock)

“Un investimento nel campo della conoscenza paga i migliori interessi”. Probabilmente Byju Raveendran non conosceva questa frase attribuita a Benjamin Franklin, uno dei padri fondatori degli Stati Uniti, quando decise di fondare un’app che permettesse di imparare attraverso quel metodo di studio che Byju aveva testato con grande successo nei suoi anni da tutor e insegnante privato. Se però mai ne fosse venuto a conoscenza, non potrebbe che essere d’accordo: nel suo caso il sistema di apprendimento online che prende il suo nome non solo gli ha restituito dei notevoli interessi economici (valutazione sul mercato di 8 miliardi di dollari), ma ha l’ambizione di avere un impatto significativo su un paese gigantesco e dalla popolazione giovanissima come l’India.

Nato nel 1980 ad Azhikod, villaggio costiero nella provincia di Kerala in India, Byju non è qualcuno che viene dal nulla e ha dovuto vivere in una situazione complicata. Entrambi i genitori infatti sono insegnanti, di fisica e matematica, con il ragazzo che si arrampica nel sistema educativo indiano fino ad avere una laurea in ingegneria meccanica a Kerala, prima di iniziare a lavorare a Singapore come ingegnere per una compagnia di navigazione. Un impiego che lo porta a girare molto, in un’alternanza tra assenza da casa e periodi in cui può rientrare tra conoscenze a lui più note. Conoscenze che significa anche amicizie, quegli amici che per preparare il test di ammissione a una delle più importanti scuole di business dell’India chiedono aiuto proprio a Byju. Per capire come poter essere effettivamente utile, Byju decide di sostenere personalmente quei test che tanto fanno parlare di sé per la loro difficoltà: primo esito eccellente, per essere sicuri non sia un caso arriva un secondo tentativo e il risultato è identico nella sua altissima qualità. I risultati arrivano anche per quelle persone che avevano deciso di affidarsi a Byju che così decide di abbandonare il lavoro da ingegnere per assecondare quella che è una passione e una vocazione, ovvero l’insegnamento.

Già nelle prime settimane della nuova attività il numero di ragazzi che si affida al metodo di Byju è elevatissimo. Ben presto l’attività inizia a essere itinerante, con le sue lezioni che vengono tenute in diverse città indiane con aule e auditorium pieni, sempre con quel metodo che si era rivelato nella sua incredibile efficacia. “Questa non è un’azienda che ho iniziato come impresa. È una passione che ha finito per diventare un business” racconta Byju a Forbes, ricordando quando nel 2006 ha lanciato la prima versione di Byju’s che offriva lezioni per la preparazione dei test di ammissione ai corsi universitari, mentre dal 2015 è un’app che offre tutoraggio per scienze e matematica scaricata da qualcosa come circa 40 milioni di persone, tra chi sceglie la versione gratuita e chi invece paga una quota annuale di utilizzo che varia tra i 150 e i 200 dollari. Un paese che a un rapidissimo sviluppo tecnologico associa anche una popolazione in età scolastica che va ben oltre i 250 milioni di individui. Un’enormità, a cui però spesso si associano situazioni di lavoro e sfruttamento minorile, insieme a un sistema scolastico che non sempre è in grado di offrire la qualità dell’insegnamento necessaria a formare chi domani molto probabilmente dovrà svolgere un lavoro che oggi non esiste nella maggior parte dei casi.

L’idea di Byju però segue una direzione che sembra essere apprezzata dal mercato degli investitori che nel corso degli anni non hanno mancato di sostenere con generosi finanziamenti l’idea di business dell’ex ingegnere e insegnante privato: tra gli altri anche i coniugi Zuckerberg hanno partecipato a un round di investimento complessivo da 50 milioni di dollari nel 2016, mentre nell’estate 2019 è toccato al fondo sovrano del Qatar mettere sul tavolo qualcosa come 150 milioni di dollari. Contributi importanti per consentire a Byju di non fermare la crescita della propria app, con il desiderio di sbarcare in altri mercati e aggiungere altre materie tra quelle a disposizione, con gli studenti che prima di passare alla sezione successiva di ogni disciplina devono superare dei test predisposti dall’app. Senza punteggio minimo si ricomincia, un’idea impossibile da attuare in una normale aula scolastica con un programma da portare avanti secondo obiettivi prestabiliti.

“Nel 2020, la popolazione indiana sarà la più giovane del mondo con un’età media di 29 anni. Con 270 milioni di bambini già iscritti a scuola, l’India ha anche il più grande sistema scolastico del mondo. Ciò indica che presto, come nazione, avremo una delle forze di lavoro più giovani e saremo pronti a raccogliere i frutti di questo dividendo demografico” spiega Byju in un articolo scritto di proprio pugno per l’edizione indiana di Forbes. Gli anni ’20 del XXI secolo rischiano seriamente di essere quelli in cui il sistema educativo-scolastico si troverà a fronteggiare una rivoluzione dagli impatti ancora non definibili. “Il vero divertimento non è nel creare un’azienda da miliardi di dollari, ma nel cambiare il modo in cui milioni di persone pensano e apprendono” racconta Byju nel corso di un’intervista del 2019. Forse Byju non ha mai conosciuto la frase di Benjamin Franklin, nonostante questo però le sue idee sull’importanza dell’apprendimento e della formazione scolastica sembrano essere terribilmente chiare.

Business 20 Maggio, 2019 @ 12:58

Chi è il miliardario americano che ha pagato i debiti universitari a 400 laureati

di Simona Politini

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Robert Smith (Photo by Astrid Stawiarz/Getty Images for RFK Human Rights)

Non potevano ricevere regalo più bello, e, soprattutto inaspettato. I laureti del Morehouse College di Atlanta, il college dove Martin Luther King ha iniziato i suoi studi, storicamente frequentato dai giovani afro-americani, vedranno cancellato il proprio debito universitario. A pagarlo sarà il miliardario Robert F. Smith.
L’importo totale, necessario per coprire i debiti della classe 2019, si aggira intorno ai 40 milioni di dollari (36 milioni di euro ca.). Un gesto che ha lasciato senza parole tutti i presenti alla cerimonia di fine anno per la consegna dei diplomi. La sua generosa donazione è il regalo più grande mai ricevuto dal college, dove gli studenti si diplomano con un debito medio compreso tra $ 30.000 (27 mila euro ca.) e $ 40.000 (36 mila euro ca.).

A nome delle otto generazioni della mia famiglia che sono state in questo paese, metteremo un po’ di carburante nel vostro autobus“, ha dichiarato il miliardario ai neo-laureati prima di comunicare che la sua famiglia avrebbe elargito una sovvenzione per eliminare i loro prestiti studenteschi. L’annuncio, come riporta la Cnn, è stato accolto dai circa 400 laureandi con una standing ovation inneggiando “MVP!”, acronimo inglese di Most Valuable Player che indica, nello sport, il riconoscimento assegnato al miglior atleta di una squadra, di un campionato oppure di un singolo incontro.

Quando devi estinguere il debito, le scelte su ciò che puoi fare nel mondo sono limitate“, ha detto il presidente del Morehouse David A. Thomas. “(Il dono di Smith) dà agli studenti la libertà di seguire i loro sogni, le loro passioni. È un regalo di liberazione“, un regalo che permetterà ai laureati di avere più capitale per entrare nel mondo del lavoro, come avviare attività commerciali, e sostenere le proprie famiglie.

“Che ogni classe abbia la stessa opportunità di andare avanti”, ha detto il benefattore degli studenti che ha ricevuto, lo stesso giorno, una laurea ad honorem, insieme all’attrice Angela Bassett e allo psicologo Edmund Gordon.

Robert F. Smith, il miliardario filantropo che ha pagato i debiti universitari dei laureandi del Morehouse College

Robert F. Smith, indicato da Forbes nel 2018 come la 163esima persona più ricca in America e, nel 2019, come il 355esimo miliardario nel mondo, vanta un patrimonio netto di 5 miliardi di dollari e non è nuovo a gesti benefici, tanto da essere riconosciuto a livello globale come filantropo.

Ingegnere chimico e successivamente, dopo essersi specializzato in finanza e marketing, consulente Goldman Sachs per aziende del calibro di Apple, Microsoft e eBay, nel 2000 Smith fonda la sua società di investimento Vista Equity Partners, che diventa la quarta più importante società di software aziendale degli Stati Uniti dopo Microsoft, Oracle e SAP.

Tanti sono gli interventi nel sociale da parte di Robert F. Smith: oltre a essere fondatore e ricoprire la carica di direttore e presidente della Fund II Foundation, fondazione benefica che punta a preservare l’esperienza afro-americana, salvaguardare i diritti umani, preservare l’ambiente, fornire educazione musicale e sostenere valori americani critici come l’imprenditorialità, Smith è anche presidente della Robert F. Kennedy Human Rights, ha donato svariati milioni per la ricerca sul cancro e tanto altro ancora, sino a esser nominato uno dei “Philanthropy 50” nella classisifica The Chronicle of Philanthropy nel 2017.