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Business 9 Gennaio, 2020 @ 12:30

Dalle e-bike ai droni-taxi, il futuro della mobilità di Helbiz

di Matteo Rigamonti

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Mobilità sostenibile: Greta Helbiz e-bike elettrica
Greta, la bici elettrica di Helbiz a Washington (Courtesy Helbiz)

Prosegue la marcia condivisa dei monopattini a noleggio targati Helbiz. Negli ultimi mesi del 2019, la società nata da un’intuizione di Salvatore Palella su come completare l’ultimo miglio di viaggio in contesti di mobilità urbana e in modo sostenibile ha dispiegato le sue flotte in città come Roma e Milano, Washington e Miami. A Torino ha addirittura debuttato con una doppietta: 500 monopattini e 300 e-bike messi in circolazione sulle medesime strade. Greta, così si chiama il modello di bici che Helbiz ha instradato all’ombra della Mole e ancor prima nella Capitale, è un omaggio alla giovane attivista svedese che con le sue battaglie ha fatto il giro del pianeta.

Oltre 740mila sono le sottoscrizioni totali al servizio di noleggio via app della prima società che ha portato i monopattini in sharing anche in Italia, partendo dalla Riviera di Rimini e Riccione, per un totale di quasi 800mila corse effettuate al mondo, pari a più di un milione e 300mila chilometri percorsi in 10 nazioni per più di 10 città: l’equivalente di 32 giri abbondanti della Terra. Contribuendo, secondo le stime della società, ad abbattere anidride carbonica per almeno 700 tonnellate di emissioni nocive che sarebbero entrate nell’atmosfera se tutti quei chilometri fossero stati percorsi in automobile.

“Lavorare di concerto con le istituzioni per promuovere un uso consapevole e rispettoso dei mezzi e monitorare di continuo le flotte sia in termini di posizionamento sia per ciò che riguarda il loro corretto funzionamento”. Questo l’obiettivo della nuova stagione di Helbiz secondo le parole del suo fondatore e ceo Palella, che ha, in più di una circostanza, espresso soddisfazione per l’opportunità di “lavorare al fianco di amministrazioni che hanno una visione integrata della mobilità”. Così che Helbiz possa contestualmente “fare ricerca e innovazione di nuove soluzioni” anche “integrando il nostro know how con altre piattaforme di trasporto pubblico”. È partita intanto la partnership con Telepass Pay che consente per tutto il 2020 di usufruire gratis nei grandi centri urbani della prima mezz’ora a bordo dei veicoli elettrici Helbiz. Un esperimento che nella sua prima fase ha già coinvolto le città di Torino, Verona, Milano e Roma. Un accordo nel segno dell’integrazione di servizi dato che Telepass Pay permette anche il pagamento, per esempio, del lavaggio auto a bordo strada waterless, del parcheggio su strisce blu e del taxi. E che apre a ulteriori prospettive di sviluppo.

Palella Helbiz
Salvatore Palella, ceo Helbiz (Courtesy Helbiz)

Ma non c’è solo l’Italia nei piani di Helbiz. L’orizzonte su cui ambisce operare la società è infatti lo scacchiere globale, partendo da quelle città che ritiene, come ha spiegato Palella, “ideali per lo sviluppo di un sistema virtuoso di sharing mobility”. Qualche esempio? Los Angeles e Hong Kong, dove Helbiz è attiva con il sevizio di car sharing peer to peer, le italiane già menzionate e le città spagnole come Malaga, Madrid e Palma de Mallorca. Oppure ancora: Miami, Washington e i prossimi obiettivi tra cui potrebbero rientrare le città di Atlanta e San Francisco così come il Portogallo, la Grecia e la Francia.

Anche la Cina, dove la bicicletta è mezzo di trasporto per antonomasia, è un mercato di riferimento per Helbiz, che non a caso ha siglato un accordo con Zhonglu Group: il più grande produttore locale di veicoli elettrici per la sharing mobility, quotato a Shanghai con una capitalizzazione di mercato da 3,2 miliardi di yuan (circa 410 milioni di euro), ha rilevato, attraverso la controllata Forever Sharing, il 5% della società portando così Helbiz a una valutazione di circa 160 milioni di dollari. Tutti segnali che l’ambizione non manca al team di Helbiz. Altrimenti perché mai attivare sul sito corporate una sezione interamente dedicata ai droni-taxi? C’è scritto “coming soon”, ma il video sullo sfondo lascia immaginare soluzioni di mobilità che un tempo si trovavano soltanto nei film.
L’Italia resta comunque centrale nella strategia di crescita di Helbiz. Lo dimostra il fatto che, dell’ultimo round di finanziamenti del 2019, che ha raccolto qualcosa come 10 milioni di dollari, il 60-70% è destinato a investimenti nel nostro paese, come ha spiegato sul numero di dicembre di Forbes Italia proprio Palella. Ad affiancarlo nella conduzione ci sono il coo Jonathan Hannestad, il cfo Giulio Profumo, il cto Nemanja Stancic e il cso Stefano Ciravegna. Gli uffici di Helbiz, oltre al quartier generale newyorkese nel cuore del distretto finanziario di Manhattan, sorgono a Milano in via Amedeo d’Aosta 5, non troppo distante dal Politecnico, a Madrid, Belgrado e a Singapore sulle strade dove si disputa il Gran Premio di Formula 1. Già più di 300 le persone che in tutto il mondo lavorano per Helbiz, dagli uffici del management ai driver che si occupano del riposizionamento di monopattini e biciclette, senza dimenticare i tecnici che curano manutenzione, ricarica e recupero dei mezzi o la regia che monitora ogni giorno i dati sull’utilizzo.

 

Helbiz in cifre

800 mila corse effettuate

740 mila sottoscrizioni

700 tonnellate di CO2 risparmiate

10 nazioni dove è presente

300 persone che lavorano nel gruppo

Magazine 1 Ottobre, 2019 @ 3:52

Forbes di ottobre in edicola con focus sulla smart mobility sostenibile

di Forbes.it

Staff

La redazione di Forbes.Leggi di più dell'autore
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E’ arrivato in edicola il volume n° 24 del mensile Forbes con una cover story incentrata sul concetto di smart mobility e dedicata a Salvatore Palella, fondatore e ceo di Helbiz. Monopattini, bici, motoveicoli e infine autoelettriche stanno riscrivendo le modalità di movimento nelle città del futuro: una nuova filosofia che parla di basso impatto ambientale, tecnologie, infrastrutture per la mobilità stessa (dai parcheggi alle reti urbane di ricarica fino alla segnaletica) e che coinvolge diversi settori industriali. La storia di Salvatore Palella, fondatore di un’azienda di monopattini a noleggio, Helbiz, a soli 29 anni, è emblematica. Dalla lontana Acireale fino all’annuncio nel giugno scorso di una Ipo dual listing al Nasdaq di New York e a Piazza Affari, una doppia quotazione in contemporanea nei due mercati con le maggiori soddisfazioni per l’azienda. “La micromobilità non è solo un modo per muoversi meglio”, ricorda Palella, “ma anche un nuovo settore economico, qualcosa che prima non esisteva in Italia”.

 E poi ancora la piccola rivoluzione arancione di Mobike, con il nuovo modello che Alessandro Felici ha svelato in esclusiva a Forbes Italia. Gli scooter elettrici di  MiMoto, una startup fondata da Alessandro Vincenti, Vittorio Muratore e Gianluca Iorio, il car sharing di  Car2go e DriveNow, raccontati da Andrea Leverano, regional director of operations south west di Share Now, le mosse del colosso Fiat Chrysler guidato con lucidità da Mike Manley che punta entro la deadline del 2022 a un totale di 12 sistemi di propulsione elettrica in catalogo. Chiude la panoramica  Porsche, con un nuovo modello di berlina di lusso completamente elettrica: la Taycan.

Tra gli altri contenuti del numero in edicola:

  • Startup tricolori pronte al decollo. L’Italia non è, forse, un paese per unicorni, ma non mancano nuove imprese ad alto contenuto tecnologico che riescono a raggiungere in tempi relativamente brevi fatturati milionari nei settori più disparati. Forbes Italia ne ha selezionate dieci: Bemyeye, D-Orbit, Bending Spoons, Igenius, Casavo, Motork, Italianway, Kineton, Prima Assicurazioni, Velasca.
  • L’arte di vivere ai tempi di Instagram: la piccola icona colorata entrata nell’olimpo dei social media nel 2010 ha democratizzato il concetto di bellezza rendendo la fotografia quotidiana capace di catturare l’attenzione di 500 milioni di utenti in tutto il mondo. Venti imprenditrici italiane che hanno saputo sfruttare questo magico volano virale hanno deciso di raccontare a Forbes Italia la loro storia di successo.
  • Si parte dai 300 cavalli e se ne sfiorano i 600 nella prestigiosa carrellata Collector Cars, l’inserto automotive di alta gamma curato da Carlo Montanaro. Serie limitate, auto da investimento per professionisti e businessmen in cerca di emozioni, altissimo contenuto di design, accelerazioni da brivido, trazioni integrali e molto altro ancora per Jaguar, Alfa Romeo, Porsche e Maserati.