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Business 23 Giugno, 2020 @ 2:28

Milano ai vertici mondiali per la creazione di “green jobs”, dice Linkedin

di Forbes.it

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Milano, Bosco verticale - sostenibilità e edilizia green
(shutterstock.com)

Milano conferma la sua anima green. Secondo una ricerca appena realizzata da LinkedIn, Milano è al 7° posto nella Top 10 mondiale delle città con la più alta concentrazione di professionisti dei “green jobs”, ovvero delle attività legate all’ambito della sostenibilità ambientale.

 Sostenibilità ambientale: lavorare nella green economy piace sempre di più

Già avviati verso un processo di consapevolezza circa l’importanza della tutela ambientale per uno sviluppo futuro sostenibile, il lockdown pare aver dato a tutti, dai governanti alle aziende ai cittadini, la speranza di poter riuscire a raggiungere la cosiddetta climate neutrality entro il 2050.

A confermare questa tendenza verso le attività “green”, arriva dunque la ricerca realizzata da LinkedIn che, grazie al suo punto d’osservazione preferenziale, evidenzia come il settore della sostenibilità stia crescendo in termini di offerta lavorativa e interessi e specializzazioni dei professionisti.

Guardando al futuro, una delle poche conseguenze positive legate all’attuale crisi sanitaria è da riscontrarsi nel settore della sostenibilità. La crisi ha contribuito a ridurre l’inquinamento, e ciò potrebbe dare una certa carica a iniziative relative alla sostenibilità ambientale, che erano necessarie da tempo. E da questo punto di vista, le amministrazioni locali di città come Milano, Manchester o Liverpool hanno già annunciato dei piani volti a ripensare le modalità con le quali queste città possono essere più rispettose dell’ambiente”, ha commentato Mariano Mamertino, Senior Economist di LinkedIn.

Per svolgere questo studio LinkedIn ha utilizzato i dati relativi ai suoi 675 milioni di membri per identificare le tendenze nel mercato del lavoro alla luce della maggiore consapevolezza e le azioni concrete nei confronti del cambiamento climatico e della sostenibilità. I dati sono rappresentativi dei membri iscritti a LinkedIn. Il monitoraggio delle offerte di lavoro pertinenti al mondo della sostenibilità e i membri che utilizzano la parola sostenibilità per descrivere il proprio ruolo lavorativo, sono elementi che hanno permesso a LinkedIn di tracciare un quadro dello stato delle professioni legate alla sostenibilità

Offerte di lavoro per “green job” in Europa: numeri in aumento di quasi del 50%

Due gli aspetti più rilevanti ricavati dall’indagine LinkedIn focalizzandoci sull’Europa:

  • Il numero di professionisti nel campo della sostenibilità in Europa è aumentato del 13% nell’ultimo anno, registrando un incremento maggiore della media globale del 7,5%;
  • Anche la domanda di “green job” è cresciuta, con un aumento dei posti di lavoro legati alla sostenibilità in Europa pari al 49%.

Le città nel mondo dove ci sono più professionisti della sostenibilità ambientale

Per chi entrare a far parte del settore della green economy rappresenta la propria aspirazione, ecco la classifica stilata da LinkedIn delle prime 10 città nel mondo con la più alta concentrazione di professionisti nell’ambito della sostenibilità:

1. Stoccolma (Svezia)

2. Helsinki (Finlandia)

3. Amsterdam (Olanda)

4. Zurigo (Svizzera)

5. Vancouver (Canada)

6. Londra (Regno Unito)

7. Milano (Italia)

8. Auckland (Nuova Zelanda)

9. Melbourne (Australia)

10. Washington (Stati Uniti)

Con Milano dunque al 7° posto a livello mondiale, l’Italia è uno dei paesi migliori per una carriera nell’ambito dei “green jobs”.

Forbes Italia 19 Febbraio, 2020 @ 3:22

Il padre del nylon ecologico amato anche da Prada stasera a Cenacolo Artom

di Forbes.it

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Giulio Bonazzi ospite al Cenacolo di Arturo Artom

Torna questa sera alle 21.00 su BFC (canale 511 di Sky e 61 di TiVuSat) il Cenacolo, il talk show che porta la firma dell’imprenditore Arturo Artom. Ispirato al format di Cenacolo Artom, che da anni ospita leader provenienti da differenti settori, dall’arte al design, dall’imprenditoria allo spettacolo, il talk narra in 24 minuti una esperienza di successo dal mondo imprenditoriale e manageriale.

In questo ventiduesimo appuntamento Arturo Artom ospita Giulio Bonazzi, presidente e ceo di Aquafil, azienda di punta, a livello nazionale e globale (quasi 3.000 dipendenti per 16 impianti dislocati in 3 continenti), nel settore delle fibre sintetiche e da circa 10 anni protagonista nell’ambito dell’economia circolare grazie a Econyl, un filo di nylon al 100% rigenerato e rigenerabile.

La storia imprenditoriale di Giulio non ha origini lontane, sono stati infatti i suoi genitori, Carlo Bonazzi e Silvana Radici, a creare il gruppo industriale nel 1956 partendo dalla produzione di impermeabili, molto richiesti nel periodo post-bellico per la loro versatilità e il costo accessibile. L’azienda si chiamava Aquarama, alla quale presto sono state affiancate Aquatex (dedicata alla produzione di tessuti) e, per l’appunto, Aquafil (dedicata alla produzione dei filati). L’idea era quella di erodere i margini dei fornitori ricoprendo l’intero ciclo di produzione. Progetto non semplice, ma che ottiene il risultato sperato.

L’azienda cresce e crescono anche i quattro figli di Carlo e Silvana. Giulio è l’ultimo dei quattro. Cresciuto a “pane e azienda” come in uso nelle migliori storie di imprese familiari, nel 1987, a nemmeno due settimane dalla laurea in Economia aziendale alla Ca’ Foscari di Venezia, Giulio entra ufficialmente in azienda. Per lui si aprono le porte della Aquafil, l’ultima realtà del gruppo a disposizione dell’ultimo dei fratelli. Quando è il caso di dire “gli ultimi saranno i primi”.

Al suo interno Giulio Bonazzi si forma, prima all’estero per poi rientrare dopo qualche anno, sino a prendere le redini dell’attività a metà degli anni ’90. Ma si sa, nella vita possono capitare degli incontri che ti spingono a percorrere strade diverse, a metterti in gioco, a dimostrare quanto possa essere sottile il confine tra pazzia e visione. È questo quello che ha significato per Giulio Bonazzi entrare in contatto con Ray Anderson, fondatore e presidente di Interface Inc., uno dei più grandi produttori al mondo di moquette modulare. Era il 1998, quando, come suo fornitore, Giulio è stato invitato da Anderson a partecipare ad un viaggio aziendale nel quale l’imprenditore americano aveva deciso di condividere con tutti i suoi collaboratori, fornitori inclusi, il suo coraggioso progetto: diventare entro il 2020 un’azienda green attraverso l’esclusivo utilizzo di materiali riciclati. Erano questi gli anni in cui si cominciava a parlare di economia circolare, impatto ambientale e sostenibilità.

Giulio pensa “è pazzo”, ma dentro di lui qualcosa scatta. Complici anche le inclinazioni della moglie verso l’agricoltura biologica, l’imprenditore comprende che se un futuro ci deve essere, non solo per lui ma per tutto il nostro pianeta, questa è l’unica vera strada percorribile. Nasce così Econyl, il nylon ecologico ricavato principalmente da reti da pesca e metrature di moquette dismesse. Oggi Aquafil non solo è il principale fornitore di Interface, ma il suo Econyl viene utilizzato in tutto il mondo da aziende di rilevo. Persino grandi marchi del fashion come Prada utilizzano Econyl nelle loro creazioni.

Ma come fare per incentivare la diffusione della pratica del riciclo? La soluzione di Giulio Bonazzi e tanto semplice quando impegnativa e consta di tre punti: una legislazione adeguata che obblighi aziende e consumatori a riciclare; maggiore educazione perché ogni nostro singolo gesto può fare la differenza; applicare nella produzione e nei processi industriali i canoni dell’ecodesign affinché tutti i prodotti possano essere riciclabili. A questi tre punti si aggiunge una convinzione nata dalla profonda conoscenza del settore e delle esperienze virtuose nel mondo: le uniche tasse che funzionano per l’ambiente sono quelle circolari, ovvero dove le entrate vengono reinvestite per creare processi e prodotti sostenibili, quelle che vanno a rifinanziare il debito pubblico non servono. Un velato riferimento alla nuova plastic tax?

Rivedi qui tutte le puntate di Cenacolo Artom

BrandVoice
22 Gennaio, 2020 @ 10:16

Sostenibilità ambientale: l’impegno e le iniziative di Tempocasa

di Forbes.it

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“Un mondo sostenibile è quello che combatte la povertà e crea opportunità eque per tutti”. Così Valerio Vacca, direttore della comunicazione di Tempocasa, racconta a Forbes l’idea che ha spinto il Gruppo ad aprirsi al tema principale che guiderà nei prossimi anni le misure economiche e politiche di tutti i Paesi del mondo: la sostenibilità.

Cosa significa sostenibile per Tempocasa?

Per noi un mondo sostenibile è quello che combatte la povertà e crea opportunità eque per tutti. Per questo in seno alla nostra azienda è nata da poco l’associazione benefica “Un sogno per tutti”, prossima al riconoscimento di Onlus: una realtà che raccoglierà fondi a favore di cause benefiche, donando di fatto il 99% di quanto incassato. Ci siamo resi conto che, negli anni passati, le agenzie hanno sposato e supportato diversi progetti solidali, tra cui quelli di AIL per sostenere la ricerca medica e di “Tempocasa for Uganda”, un’iniziativa che ci ha permesso di costruire due scuole e donare un futuro migliore a centinaia di bambini dell’Africa. Per noi essere eco-sostenibili significa prestare attenzione e migliorare l’ambiente in cui viviamo non solo sotto il profilo ambientale, ma anche economico, sociale e istituzionale.

Come state declinando il tema della sostenibilità all’interno del vostro core business?

Per quanto riguarda la sfera ambientale stiamo lavorando su due fronti. In prima battuta abbiamo conferito un’impronta “verde” al marketing e al merchandising: i gadget che regaliamo ai clienti sono infatti ecosostenibili. Negli uffici, e nella sede centrale, ci impegniamo a differenziare i rifiuti come da manuale. Secondariamente, invece, quando trattiamo immobili da ristrutturare, cerchiamo sempre di orientare il cliente verso quel nucleo di imprese che hanno dimostrato di essere al passo coi tempi e che sono in grado di garantire interventi mirati e veramente sostenibili. Più in generale, poi, Tempocasa si sta allineando alla certificazione Iso9001, che di certo ci porta benefici a livello di credibilità, ma consente allo stesso tempo di allineare l’azienda alle direttive della Comunità europea. Nel nostro quotidiano ragioniamo nell’ottica dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un programma d’azione sottoscritto dai Paesi membri dell’Onu. Noi ovviamente non abbiamo la pretesa di avere il peso specifico di una nazione, ma di certo siamo sicuri che il contributo di ogni tassello della realtà socio-economica italiana e internazionale può e deve fare la differenza.

Responsibility 10 Ottobre, 2019 @ 5:11

La sostenibilità ambientale in azienda ha un nuovo alleato

di Forbes.it

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La sostenibilità ambientale non è più una scelta, ma un dovere. Impegnarsi nel salvaguardare il pianeta significa rispettare le generazioni future consegnando loro un ecosistema sano. Non c’è da stupirsi, infatti, se, come riporta una recente indagine realizzata da LinkedIn e pubblicata dalla CNBC, l’86% dei millennial prenderebbe in considerazione una riduzione del proprio stipendio pur di lavorare per un’azienda in cui missione e valori – dal rispetto per l’ambientale all’integrazione sociale – si allineano con i propri. Dal punto di vista delle aziende, fidelizzare i propri dipendenti significa risparmiare i costi del turnover.

Ma i vantaggi per le società che decidono di intraprendere un percorso verso la sostenibilità non si fermano qui. Uno studio Nielsen ha rivelato come i prodotti con particolari caratteristiche rientranti nella sfera della sostenibilità hanno meglio performato sul mercato rispetto al prodotto standard della stessa categoria. Sostenibile vende di più e vende meglio. E cosa dire sulla riduzione degli sprechi o sul maggiore appeal nei confronti dei potenziali investitori? Insomma, se l’azienda può essere chiamata ad un investimento iniziale per adeguare i propri processi in ottica green, il ritorno è garantito in termini di immagine ed economici.

SIrcle – Sostenibilità integrata per le aziende che guardano al futuro

Partendo proprio dalla consapevolezza che la sostenibilità rappresenta oggi per le aziende un vero e proprio asset strategico, nonché un elemento fondamentale di sviluppo, nasce il progetto SIrcle – Sostenibilità Integrata, che coinvolge tre partner: Consulnet Italia, Rödl & Partner e Wellnet, rispettivamente leader nell’ambito della consulenza aziendale per la sostenibilità, della consulenza legale e fiscale e della comunicazione digitale. Uniti si propongono di offrire alle organizzazioni una consulenza integrata sui temi di sostenibilità, creando valore e generando ritorno per il business.

Il progetto SIrcle sarà presentato a Milano presso gli spazi EDIT la mattinata del 16 ottobre in occasione di un evento che intende raccogliere le testimonianze dirette e concrete di quelle imprese che da tempo attuano politiche a favore della sostenibilità. Verrà inoltre presentato il Modello Easi, protocollo proprietario che disegna un percorso innovativo per integrare la sostenibilità in tutte le funzioni e i processi aziendali.

L’evento, in media partnership con Forbes, è patrocinato dalla Fondazione Sodalitas (la prima organizzazione in Italia a promuovere la Responsabilità Sociale d’Impresa) e da ANDAF (Associazione Nazionale Direttori Amministrativi e Finanziari).

HP Italy
23 Luglio, 2019 @ 10:00

La diversità come chiave per il lavoro del futuro

di Forbes.it

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Gruppo di persone si stringe le mani
(Shutterstock)

Tratto dal numero di luglio 2019 di Forbes Italia. Abbonati. 

Oggi negli ambienti di lavoro si sta verificando una circostanza interessante e senza precedenti. Per la prima volta ben cinque diverse generazioni di persone con formazione e cultura digitale diverse -“tradizionalisti”, baby boomer, Generazione X, i millennial e Generazione Z – si ritrovano fianco a fianco nello stesso luogo lavorativo. Questa situazione rappresenta un’occasione di confronto e di crescita per gli individui e un’importante leva di cambiamento sociale, culturale ed economico per le aziende, che hanno l’opportunità di trasformare l’ambiente di lavoro, promuovere la condivisione e far crescere la cultura digitale dell’organizzazione verso il futuro.

Tino Canegrati, amministratore delegato HP Italy
Tino Canegrati, amministratore delegato HP Italy (Courtesy: HP Italy)

Comprendere le preferenze generazionali dei dipendenti – e dare forma a un ambiente di lavoro che possa recepirle – è un importante fattore di differenziazione, fondamentale per attrarre e fidelizzare nuovi talenti. Rappresenta anche una sfida, perché le varie generazioni hanno modi diversi di lavorare, collaborare e comunicare. Ad esempio, uno studio sulla Generazione Z e sui millennial ha rivelato che l’interazione di persona, per questo gruppo, è lo stile comunicativo più debole, mentre il più comune è la comunicazione tramite video e messaggi di testo. Le generazioni più adulte preferiscono in genere il più tradizionale contatto vis-a-vis. L’ambiente di lavoro oggi deve quindi potersi adattare a persone, momenti ed esigenze differenti e multigenerazionali e anche rispondere a nuove priorità, come la sostenibilità ambientale, che uno studio commissionato da HP ha confermato essere un ‘valore’ importante da considerare in fase di selezione e scelta dell’azienda per il 61% degli intervistati. Come sperimentiamo quotidianamente, lo stile di lavoro si evolve anche grazie alle tante tecnologie e piattaforme di collaborazione disponibili – dalla messaggistica di gruppo alle videoconferenze, dalla condivisione in tempo reale alla collaborazione su documenti live, dalle riunioni alle chiamate telefoniche e alle email – tecnologie che offrono una maggiore opportunità di comunicazione, condivisione e collaborazione a persone di ogni età. Inoltre, oggi il lavoro è possibile da qualsiasi posto: a casa, al parco, in spazi di co-working o da un ufficio. Ciò ispira una nuova idea di perimetro lavorativo, un’evoluzione del concetto stesso di ufficio, con caratteristiche legate a mobilità, cloud e collaboration e con crescenti esigenze di sicurezza informatica. In questo contesto la tecnologia rappresenta un fattore abilitante e differenziante. È possibile organizzare lo smart working casalingo ricreando l’ufficio nella propria abitazione, rispettando naturalmente le regole base di sicurezza fisica. Queste varie esigenze sono supportate da dispositivi printing e pc innovativi, con funzionalità tecniche disegnate per l‘utilizzo in mobilità e in contesti non tradizionali, ad esempio , una durata superiore della batteria, audio potenziato, l’utilizzo di app e funzioni ad hoc per attivare velocemente la collaboration, nonché molteplici feature di sicurezza, per la protezione dei dispositivi, dei dati aziendali e personali.

Le tecnologie emergenti amplieranno sempre più le nostre possibilità, con nuovi prodotti e servizi che oggi possiamo solo immaginare. In un mondo che si evolve continuamente, l’innovazione scaturisce anche da un team di persone che collaborano e contribuiscono con il proprio punto di vista, le proprie conoscenze e la propria esperienza.

Le aziende di successo comprendono che le loro risorse multigenerazionali rappresentano un grande punto di forza, in particolare quando è possibile valorizzare il potenziale delle persone in ogni fase della loro carriera.

La giusta combinazione di tecnologia, formazione e comunicazione tra più generazioni aiuterà gli individui e le aziende ad abbracciare il futuro digitale, e a cogliere il meglio dalla creatività e dalle competenze di queste diverse risorse.