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Business 3 Marzo, 2020 @ 1:00

Viaggi e turismo alla prova del coronavirus e degli allarmismi

di Matteo Rigamonti

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Turismo viaggi aeroporto
(Foto di Jan Vašek da Pixabay)

Viaggi e turismo chiedono alle istituzioni di fare presto con interventi a supporto del comparto provato dalle conseguenze del coronavirus e invitano tutti quanti a ridimensionare l’allarmismo per arrestare l’emorragia del danno economico che si sta verificando. Decine di milioni di euro, tanto vale secondo i tour operator di Astoi Confindustria Viaggi il danno sul comparto turismo già causato dal coronavirus.

Vacanze estive a rischio. “Praticamente quasi tutte le principali destinazioni turistiche per il mercato italiano dell’outgoing – si legge in una nota dell’associazione che riunisce il 90% dei tour operator italiani – hanno adottato misure restrittive respingendo all’ingresso i cittadini italiani, a volte in modo schizofrenico e senza che fosse attivata da parte del nostro Governo una rete diplomatica di coordinamento, di puntuale informazione verso gli stessi Paesi e di gestione delle conseguenze causate a turisti e a operatori italiani”.

Oltre il danno la beffa: i tour operating infatti sono stati costretti in più di un caso a inviare aeromobili vuoti per riportare in Italia i nostri connazionali da Repubblica Domenicana e altre destinazioni chiuse come Mauritius, Giamaica, Capo Verde, Oman. Nemmeno al momento, i tour operator sono in grado di proporre destinazioni alternative per garantire continuità aziendale.

Il rischio, secondo Astoi, è niente di meno che il “collasso delle aziende del comparto del turismo organizzato”, una porzione di economia che conta oltre 12 mila imprese e dà occupazione a più di 50 mila addetti. Senza considerare l’indotto.

“Sono deluso e amareggiato dai comportamenti della nostra classe politica, di cui non vedo una cabina di regia ma solo interventi in grado di creare allarmismo e panico”, commenta Franco Gattinoni, presidente del gruppo Gattinoni per cui lavorano più 450 persone, un network da 1.500 agenzie affiliate tra Italia, Svizzera e San Marino. “Credo che in ambito nazionale e regionale si stia nettamente sottovalutando l’entità dell’impatto economico che si sta arrecando al nostro Paese e la gravità delle perdite”, spiega. “All’estero sono stati più pragmatici e risoluti nell’affrontare la situazione, senza sottovalutarla ma senza nemmeno terrorizzare l’opinione pubblica”.

Secondo Gattinoni “è assolutamente necessario ridimensionare l’allarmismo creato in questa settimana, per cercare di recuperare i gravi danni economici già procurati. Per farlo noi imprenditori stiamo cercando un dialogo con le istituzioni attraverso interlocutori accreditati come Confindustria o Confcommercio, per chiedere al governo di iniziare a rivedere i toni allarmistici utilizzati fino a ora perché si possa tornare presto alla normalità”.

Serve, inoltre, osserva Gattinoni, “dare seguito alle richieste di aiuto che stanno arrivando dalle varie associazioni di categoria del turismo in tema di ammortizzatori sociali e sgravi fiscali alle imprese colpite da questa crisi, e non solo nelle zone rosse. Le aziende stanno cancellando viaggi leisure e business, eventi e incentive di marzo, non solo a Milano ma anche nel resto d’Italia e all’estero. Un grave danno per tutto il comparto che subirà importanti ripercussioni economiche sui prossimi 12 mesi”.

Speciali 4 Febbraio, 2020 @ 4:52

200 milioni per rilanciare Cortina

di Forbes.it

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Cortina D'Ampezzo, la nuova cabinovia
La “Freccia del cielo” nel comprensorio della Tofana di Mezzo

di Carlo Montanaro

Lo scenario notturno dal Col Druscié su Cortina, sembra quello di una vecchia celebre pagina di letteratura. La conca ampezzana e le sue luci, viste dall’alto delle Dolomiti, sono più o meno le stesse che hanno ipnotizzato Dino Buzzati e Indro Montanelli. Cortina, in fondo, ha sempre la stessa aria un po’ polverosa e fané , reduce dagli anni ’50 e ’60. Ma la nuova cabinovia ha appena compiuto la sua prima salita in notturna. Un impianto che mette in scena quella che Alessandro Benetton, presidente di Fondazione Cortina 2021, chiama “La rivoluzione costruita da una sinergia inconsueta, quella di pubblico e privato”.

Il primo passo di questa “rivoluzione” è in effetti la cabinovia  “Freccia del Cielo” inaugurata nei giorni scorsi in notturna, che dallo stadio olimpico porta al Col Druscié: 47 cabine capaci di trasferire 1800 persone l’ora fino al rifugio (che offre una eccellente e raffinata cucina di montagna e l’ Enoteca Masi, punto di degustazione tra i più alti d’Europa). Il percorso ha una stazione intermedia a Colfiere per consentire agli atleti del mondiale di raggiungere le piste iridate. Ma in cosa consiste la collaborazione tra pubblico e privato ? Limprenditore Mario Vascellari, presidente di Tofana s.r.l, ha spiegato questo circolo virtuoso: “abbiamo demolito il vecchio impianto e ricostruito il nuovo in poco più di sei mesi. Un impegno di efficienza, serietà, capacità produttiva e maestria di realizzazione. Novità a Cortina e in gran parte d’Italia, per attività di servizio pubblico”. Il commissario del governo, Luigivalerio Sant’Andrea, ha curato le attività di partecipazione pubblica, la tempistica e la supervisione del contributo statale di 6 milioni e mezzo per l’impianto, ma ha raccontato anche la sua personale passione per il rilancio di Cortina, “dove ho fatto per due anni il maestro di sci e che considero il miglior luogo per lo sport di montagna, assolutamente da riscoprire”. 

Il progetto, nel suo complesso, è di ben più ampio respiro. Cortina progetta un ampliamento radicale della mobilità, l’eliminazione dei parcheggi in quota, una strategia che consenta facilmente agli sciatori di raggiungere le impareggiabili piste delle Dolomiti (contestualmente al varo della Freccia del Cielo è stata inaugurata la spettacolare discesa Lino Lacedelli, ai piedi del complesso delle Cinque Torri, vero monumento paesaggistico). 

Un’impresa economica straordinaria si annuncia per i prossimi mondiali (e in prospettiva per l’appuntamento con l’Olimpiade del 2026). L’amministratore delegato di Cortina 2021, Valerio Giacobbe, sostiene che gli investimenti, in gran parte privati, supereranno i 200 milioni di euro, ma con un ritorno di business, legato al turismo e alla rinnovata reputazione, di circa un miliardo.

“Così il Rinascimento cortinese -dice ancora Alessandro Benetton- avrà un palcoscenico internazionale fondamentale. L’offerta turistica ormai ha valore solo se i servizi, l’efficienza, la qualità dell’accoglienza e dei servizi saranno al massimo livello. Le Dolomiti, senza confronti nel mondo, faranno la differenza”.

Quanto Cortina saprà cavalcare questa serie di formidabili occasioni, dalla Coppa del mondo, ai Mondiali, alle Olimpiadi ?

“Al cento per cento -dice ovviamente il sindaco Giampietro Ghedina”. Occorrerà tuttavia rinnovare mentalità, strutture, preparazione degli addetti ai lavori, negli hotel e nell’ospitalità in generale. Il parroco Ivano Brambilla, personaggio di sottile ironia, raccomanda ai parrocchiani di “abbandonare i lamenti e aprire la mente, con spirito nuovo”. 

Life 28 Ottobre, 2019 @ 10:00

Il tesoro di Alula ora può essere scoperto

di Alessandro Turci

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Qasr el Farid (Foto dell’autore)

C’è terra vergine. Nessuno ci credeva più. 

Il tesoro archeologico dell’Arabia Saudita, non potendoci andare, si era preferito dimenticarlo o lasciarlo ai sogni di una fantasia romantica ispirata alle pagine di Lawrence d’Arabia. Eppure parliamo di un’area di bellezza sbalorditiva, grande come il Belgio e abitata appena da 60mila anime. 

E’ Alula, la Petra saudita. Una Petra ben più vasta, ma totalmente irraggiungibile prima dell’annuncio della storica apertura di Riyad al turismo.

La notizia è stata celebrata in questi giorni in Francia dalla Royal Commission of Alula, in missione a Parigi per la prima mondiale dell’omonima mostra-evento.

L’alba ad Alula (foto dell’autore)

Il nome epico di Alula fa brillare gli occhi a molti. Si aprono al mondo 7.000 anni di storia, la cultura preislamica e quella nabatea, e ancora le carovane dei pellegrini diretti alla Mecca. Eldorado mitico per viaggiatori colti che ameranno ripercorrere il deserto tra Damasco e Medina sulle tracce dell’antica ferrovia; o per quelli facoltosi (molto) che vorranno godere di ospitalità alberghiera all’insegna del lusso assoluto, fino agli investitori di gran calibro. Si parla di 40 alberghi, che sorgeranno nell’area nei prossimi due anni, e i brand sono quelli del prestigio internazionale.

L’Arabia Saudita ha idee chiare: lo sviluppo dell’area sarà sostenibile. La presentazione del progetto ha coinciso con l’inaugurazione della mostra all’Institut du Monde Arabe, auspice il Presidente Jack Lang e i rispettivi ministri della Cultura. Gli ampi mezzi finanziari del Golfo si sono sposati alla perfezione con l’allure parigina e un parterre sceltissimo. Con l’occasione la Royal Commission saudita ha anche presentato il Manifesto Culturale di Alula.

(Foto dell’autore)

In carta pregiatissima (stampata a rilievo per rendere omaggio alle incisioni rupestri) vi si legge come, per la tutela del più grande museo all’aperto del mondo, sviluppo e sostenibilità ambientale sono ormai considerati inscindibili. Il coinvolgimento delle popolazioni locali un punto fermo. La parità di genere, nei profili occupazionali che si apriranno, garantita in maniera solenne. L’appello, infine, ai “cultural pioneers of our time” è accorato e mette ali agli intrepidi.

Il gap culturale è un finto problema. L’esclusività della meta e gli standard di accoglienza sono troppo esclusivi per interrogarsi su alcolici e bikini. E’ questione di rispetto: se le condotte locali non li contemplano, rinunciare non costituisce un sacrificio ma semplicemente una questione di stile e consapevolezza. Anche perché, a ben guardare, Riyad sta cercando di capire l’Occidente più di quanto l’Occidente non faccia nei suoi confronti.

L’opportunità – culturale ed economica – offerta da Alula lo dimostra. Esclusiva, inaspettata e prodigiosa. 

Classifiche 5 Settembre, 2019 @ 2:43

La classifica dei Paesi con la migliore offerta turistica secondo il World Economic Forum

di Simona Politini

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Turismo, Italia: Venezia - Travel & Tourism Competitiveness Report 2019

Le vacanze estive sono appena terminate, ma la nostra mente è pronta a fantasticare sulla prossima destinazione. Ad aiutarci nell’ardua scelta di quale nuovo paese esplorare arriva il Travel & Tourism Competitiveness Report 2019, lo studio biennale realizzato dal World Economic Forum in collaborazione con organizzazioni internazionali tra le quali l’International Air Transport Association (IATA), l’International Union for Conservation of Nature (IUCN) e la World Tourism Organization (UNWTO), nonché autorità aeroportuali e grandi gruppi alberghieri.

Il report, grazie all’utilizzo di ben 90 indicatori che costituiscono il Travel & Tourism Competitiveness Index (TTCI), analizza nel dettaglio i quattro aspetti principali che intervengono nell’offerta turistica: ambiente, condizioni politiche ed economiche, infrastrutture e risorse culturali e naturali. E, sebbene pensato come strumento per comprendere e anticipare le tendenze e i rischi emergenti del turismo globale, indirizzando così politiche e pratiche atte a garantire longevità a questo settore strategico, lo studio offre una panoramica del livello di ricettività di 140 paesi nel mondo, fungendo da utile guida per i prossimi viaggi.

Travel & Tourism Competitiveness Report 2019: cresce la qualità dell’offerta turistica nel mondo  

In generale, i risultati del rapporto dimostrano la crescita sana del settore, con una maggiore competitività in tutto il mondo grazie anche al miglioramento delle infrastrutture necessarie e alle pratiche di gestione del turismo sostenibile.

I risultati del TTCI 2019, infatti, mostrano come il trasporto aereo, la connettività digitale e l’apertura internazionale stiano progredendo sebbene all’interno di un contesto globale di crescenti tensioni commerciali e nazionalismi, facendo ricadere notevoli benefici su tutto il comparto.

Non solo Paesi avanzati però. Anche le economie emergenti stanno contribuendo ad attirare proporzioni maggiori di viaggiatori diventando destinazioni sempre più desiderabili come dimostrato dalla crescita degli indici di competitività.

Turismo: la top ten dei paesi più competitivi nel settore, Italia all’8° posto

Turismo: Travel & Tourism Competitiveness Report 2019
Tabella tratta da weforum.org

La Spagna è la più performante per il terzo rapporto consecutivo, mentre in lieve calo la competitività del Regno Unito che è stata superata da quella degli Stati Uniti.

L’Europa rimane l’area più competitiva al mondo quando si tratta di Tourism & Travel, superando il punteggio medio globale su quasi tutti gli aspetti e includendo 6 dei migliori 10 paesi. Inoltre, al di là delle primissime posizioni, si rileva che India, Egitto, Serbia e Bangladesh hanno ottenuto il maggior miglioramento in classifica.

L’Italia, all’8° posto nella classifica globale (stessa posizione del 2015 e 2017), beneficia di risorse naturali e culturali che la portano al 4° posto dell’indice dedicato (subindex D: Natural and Cultural Resources), ma è frenata da un ambiente imprenditoriale relativamente sfavorevole che la fanno balzare indietro fino alla posizione 110 nella classifica che riguarda questo specifico aspetto.

Business 17 Giugno, 2019 @ 9:38

Forte dei Marmi diventa un brand per raccontare l’eccellenza italiana

di Forbes.it

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persone giacca
Matteo Bocelli e il Sindaco Bruno Murzi (Foto di Barbara Cardini)

È stato presentato il brand Forte dei Marmi dal sindaco Bruno Murzi e dal vicesindaco Graziella Polacci. Al tavolo anche Matteo Bocelli, figlio del Maestro Andrea, a testimoniare la qualità di vita della Perla della Versilia dove la sua famiglia vive ormai da anni.

Il mito Forte dei Marmi deriva dalla sua spiaggia larghissima e dorata, dai suoi stabilimenti balneari attrezzati ed esclusivi, dai locali notturni quali la Capannina di Franceschi, dai suoi ristoranti stellati, dalle molteplici boutique di grandi marche che affollano le vie del centro, dalle case immerse nel verde delle pinete e, soprattutto, dalla natura ancora incontaminata tra il mare e la quinta sontuosa e impagabile delle Apuane.

Tutte queste particolarità hanno contribuito a creare un’eccellenza nel panorama turistico italiano. Un nome il cui sinonimo è turismo di qualità. Oggi Forte dei Marmi si dota di un proprio brand nella consapevolezza che il posizionamento sul mercato debba avvenire attraverso un moderno processo di consolidamento della propria immagine e soprattutto tramite una adeguata gestione di tutti i moderni strumenti di informazione, comunicazione e promozione.

persone tavolo
Il Sindaco Bruno Murzi, l’Assessore al turismo della regione Toscana Stefano Ciuoffo, Matteo Bocelli, il Vicesindaco Graziella Polacci (Foto di Barbara Cardini)

“Ci sono stati tanti equilibri da rispettare da un punto di vista grafico e semantico – afferma il Sindaco Bruno Murzi. Il nome Forte dei Marmi, in un carattere grafico che richiama lo stampatello a mano, è racchiuso in un pittogramma che ricorda le tipiche cabine di legno allineate lungo tutta la spiaggia che hanno avuto il primo progetto all’inizio degli anni venti del secolo scorso. Ieri come domani quindi, proprio come il nostro claim. Assieme al pontile rappresentano il nostro orizzonte e per molte famiglie la storia di generazioni”. 

Ma non è solo questo il messaggio che la nuova forma di comunicazione vuole mandare. Non è solo l’evocazione di una stagione estiva ma di una Forte dei Marmi vivibile tutto l’anno. “La Forte dei Marmi che non ti aspetti e che vogliamo invece far scoprire – conclude il Sindaco”. Oggi il Comune di Forte dei Marmi si sviluppa su 9 chilometri quadrati, ha 54 alberghi di cui 6 a 5 stelle. Alle strutture ricettive si aggiungono 100 stabilimenti balneari per una offerta turistica di altissima qualità.