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Business 12 novembre, 2018 @ 8:31

16 lezioni per il successo dai talenti Under 30 di Forbes

di Daniel Settembre

Staff writer, Forbes.it

Mi occupo dei ranking e del progetto Under 30.Leggi di più dell'autore
Giornalista di Blue Financial Communication, dove cura contenuti per i prodotti editoriali del gruppo Bluerating, Private e Forbes Italia. Con un passato alla redazione televisiva di Class CNBC, è cresciuto professionalmente scrivendo di finanza, asset management, fintech e consulenza finanziaria. Appassionato di cinema, noiosi romanzi classici e videogames, è anche consulente editoriale. chiudi

Giovani, eppure già di successo. Alcuni dei 100 talenti under 30 selezionati da Forbes Italia nel 2018 – ognuno dei quali sta influenzando il proprio settore – si sono raccontati nel corso di quest’anno sulle pagine di Forbes, spiegando il proprio percorso professionale.

Riuscire nel proprio lavoro e raggiungere determinati traguardi – che sia nello sport, sui social network, nella finanza, nella scienza o nella musica – non sempre è facile. Anzi, ci vuole dedizione, passione, studio, sacrificio; e anche una buona dose di fortuna. Ecco perché diventa prezioso il bagaglio di esperienze che questi giovani under 30 hanno voluto condividere, sperando che le loro parole possano essere fonte di ispirazione per tanti altri.

“Sembrerà strano, ma una frase, più che una persona, mi è sempre stata fonte di grande ispirazione. Le parole che Arthur Conan Doyle mette in bocca al giornalista Edward Malone nella sua opera Il Mondo Perduto: «Solo quando si muove nel mondo con l’idea di essere circondato da imprese eroiche e con l’ardente desiderio di cogliere la prima occasione che gli si presenta, un uomo si allontana davvero dalla vita quotidiana per avventurarsi nella mistica terra del crepuscolo in cui lo attendono grandi avventure e grandi ricompense»”.
[Francesco Maria Galassi, paleopatologo, classe 1989, categoria: Science]

– “L’attore è uno dei mestieri più precari che ci sia. C’è meritocrazia, ma non è oggettiva. Questo lavoro si basa sul gusto del regista. Per me è un sistema pericoloso e mantengo anche un certo distacco. Non ho obiettivi ben definiti. Spero di lavorare ancora ma so anche che potrebbe finire da un giorno all’altro. Ho continuato a praticare anche gli studi come filosofia della scienza. La vivo così… Non mi do obiettivi molto definiti e penso positivo”.
[Matilde Gioli, attrice, classe 1989, categoria: Entertainment]

– “Espandere i propri confini, in termini di conoscenza e di esperienza. Leggere, viaggiare, cercare nuovi stimoli. Uno degli aspetti che amo di più del mio lavoro è la possibilità di incontrare altri ricercatori provenienti da ogni dove, esperti in ogni campo, tutti accomunati dalla passione per la scienza”.
[Claudia Bonfio, ricercatrice presso l’Università di Cambridge, classe 1989, categoria: Science]

– “La musica ha a che fare con le unità di tempo, ma deve durare nel tempo. Ci vuole pazienza: non bisogna avere fretta di fare carriera”.
[Francesca Michielin, cantautrice classe 1995, categoria: Music]

– “L’unica carta vincente è riuscire a essere unici e lavorare sodo per il proprio progetto. Bisogna rischiare e abbandonare la propria comfort-zone”.
[Mariano Di Vaio, imprenditore digitale classe 1989, categoria: Retail&Ecommerce]

– “A loro direi quello che qualcuno disse a me soltanto qualche anno fa: cioè di mantenere una mente aperta, cogliere ogni opportunità ed essere ambiziosi. Ma a questi consigli vorrei aggiungere che il mondo cambia in maniera talmente veloce che la curiosità e la passione per quello che si fa sono altrettanto importanti per farsi largo in questo settore complicato”.
[Maria Ciani Bassetti, executive director a Goldman Sachs, classe 1988, categoria: Finance]

– “Riconoscete il talento e seguitelo. Abbiate pazienza nelle decisioni, ma siate irrequieti. Mettetevi sempre in discussione e provate a capire il punto di vista del vostro interlocutore”.
[Andrea Colombo, venture capitalist e founding partner di U-Start classe 1988, categoria: Venture Capital]

– “Oggi è molto difficile emergere come Youtuber. Quello che consiglio è di iniziare senza pretese e, soprattutto, divertirsi. Perché il divertimento è contagioso. Bisogna metterci passione, senza forzare nessun contenuto”. 
[Lorenzo Ostuni, in arte FaviJ, Youtuber e creator, classe 1995, categoria: Games]

– “Un consiglio che mi sento di dare ai giovani che vogliono lavorare in un’organizzazione internazionale è di costruire attentamente il percorso di studi e combinare corsi universitari ed esperienze lavorative, idealmente all’estero, senza trascurare le attività extra-curriculari. Ma anche di sviluppare competenze quantitative per l’analisi delle politiche pubbliche e per la funzione di supporto ai governi che le organizzazioni internazionali possono svolgere”.
[Alessia Forti, economista presso l’Ocse, classe 1988, categoria: Finance]

– “Allargare la propria visione il più possibile ed essere molto curiosi: leggere tanto, ascoltare, guardare le persone e i loro problemi. Più è grande il problema e più sarà grande l’opportunità per una startup che cerca di risolverli. Consiglio ai più giovani di me di non farsi appiattire dal proprio percorso di studi, abbracciare nuovi argomenti e persone che hanno competenze e visioni diverse dalle proprie. Qualsiasi esperienza, passione o conoscenza può diventare un asset domani”.
[Giulio Montoli, venture capitalist, LVenture Group, classe 1988, categoria: Venture Capital]

– “Io non mi sento mai sazio. È una cosa che mi porto dietro fin da ragazzino, non mi accontento mai di niente. Mi piacerebbe continuare così e restare il più a lungo possibile tra i più forti”.
[Gregorio Paltrinieri, nuotare professionista, classe 1994, categoria: Sport]

– “Al contrario di quello che si pensa, nel mondo dello spettacolo ci sono tante occasioni per i giovani. Quello che posso consigliare è di studiare la storia della televisione. Non si può fare nulla se non hai uno sguardo al passato e non sai come si faceva televisione un tempo”.
[Niccolò Presta, produttore televisivo e amministratore unico di Arcobaleno Tre, classe 1992, categoria: Media]

– “Credo sia proprio questa la chiave del successo: non demordere mai e credere fortemente nelle proprie idee. Il mio obiettivo per il futuro è quello di continuare a sviluppare Giannico e crescere sempre di più”. 
[Nicolò Beretta, fondatore di Giannico, classe 1995, categoria: Manufacturing & Industry]

– “Mi è sempre piaciuto essere unconventional nei modi e poi sorprendere per la mia diligenza nell’esecuzione dei progetti. Dal punto di vista più pragmatico però mi piace molto Jack Ma, fondatore di Alibaba. A volte mi chiedo cosa avrei fatto al suo posto, quando su 27 intervistati per il ruolo di cameriere nel nuovo Kentucky Fried Chicken aperto in Cina fu l’unico a non essere assunto. Non so come avrei reagito. Ammiro la sua resilienza”.
[Federico Oliva, director presso York Capital Management, classe 1988, categoria: Finance]

– “Cercate di approfondire tutto il mondo digital: social media, programmazione, grafica, project management. Aprite un account sui principali marketplace per toccare con mano la gestione operativa. Abbiate il coraggio di andare avanti sempre: gli errori all’inizio della carriera saranno fondamentali per capire quale strada fa per voi. Cercate di imparare più cose possibili, anche a costo di rinunciare ad una serata di sonno o di divertimento”.
[Simone Ricucci, fondatore di Youdroop, classe 1990, categoria: Retail&Ecommerce]

– “Studiare, studiare e studiare. Non soltanto sui libri universitari, ma anche le dinamiche del settore in cui si vuole operare. Non avere paura del fallimento, può essere una grande fonte di esperienza e saggezza, a volte anche superiore al successo. Last but non least essere curiosi: è solo guardandosi attorno e confrontandosi con gli altri che si trovano gli spunti per capire di cosa ci sarà bisogno nel futuro”.
[Lorenzo Uggeri, fondatore di Kooness.com classe 1988, categoria: Retail&Ecommerce]