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Business 18 Febbraio, 2019 @ 9:10

Paesi dove investire: Georgia, la futura Svizzera del Caucaso

di Valentina Lonati

Giornalista freelance. Scrivo di arte, design e teatro.Leggi di più dell'autore
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(Courtesy Bank of Georgia)

Georgia nuova Svizzera? Potrebbe diventarlo. Secondo il report Doing Business 2019 della World Bank, lo stato caucasico si colloca al sesto posto su scala mondiale in quanto a facilità nel dare avvio a un nuovo business. E grazie a un sistema bancario solido, una burocrazia snella e aliquote fiscali basse (con un’imposta del 5% sul reddito delle persone fisiche per interessi, dividendi e royalties), la Georgia mira ad attirare capitali e investitori da tutto il mondo. È in questo contesto che si inserisce la recente apertura a Tbilisi della filiale di Wealth Management di Bank of Georgia, insieme a TBC Bank la banca più importante del Paese. Obiettivo è quello di attirare capitale estero proveniente da Russia, Turchia, Israele ed Europa, ma anche di consolidare la base clienti in Georgia.

A raccontare l’idea alla base del progetto è Archil Gachechiladze, ceo di Bank of Georgia: «Il fisco georgiano è molto ospitale nei confronti degli investitori stranieri e del capitale estero. Inoltre, il nostro è un sistema bancario estremamente forte, con due istituti quotati al London Stock Exchange. In Georgia non abbiamo mai avuto fallimenti, e la nostra banca garantisce un capital management di cui andiamo fieri: i clienti non depositano soltanto il loro capitale, ma possono scegliere tra diversi servizi di private banking. Offriamo una gestione del portfolio e consulenze nel caso in cui vogliano investire nel paese».

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(Courtesy Bank of Georgia)

E in fatto di investimenti, la Georgia offre vari settori su cui puntare: da quello turistico, in piena espansione, fino a quello industriale, edilizio ed enogastronomico, con una delle produzioni di vini più antiche del mondo e una scena gastronomica in fermento. Nel 2018, il Pil della Georgia (15,7 miliardi di dollari) è cresciuto del 4,9%, è la previsione per il 2019 è di un +5%. A oliare il tutto è poi una burocrazia “foreigner-friendly”: «Qui tutto è semplificato, dall’interazione con lo stato, all’apertura di un conto in banca, fino al pagamento delle le tasse. In questo senso, la Georgia potrebbe davvero diventare la Svizzera del Caucaso. I cittadini europei possono addirittura aprire un conto in Georgia rimanendo davanti al proprio computer. Questo significa che i governi europei hanno una grande fiducia nei nostri istituti di credito», continua Archil Gachechiladze.

Situata in un palazzo storico dei primi del Novecento, la nuova filiale di Wealth Management di Bank of Georgia è stata pensata per rappresentare un primo punto di approdo per i clienti esteri, accompagnandoli alla scoperta del Paese. Per renderlo possibile, Bank of Georgia si è affidata a un’azienda italiana: DINN!, design consultancy agency specializzata in progetti focalizzati sul retail omnichannel, che si è occupata del progetto di interior design. Scopo del progetto era quello di trasformare la filiale in un “destination store” capace di immergere i clienti nella cultura georgiana e di enfatizzare al contempo i servizi della banca, stimolando gli investimenti nel Paese. L’azienda italiana, che collabora già da cinque anni con Bank of Georgia e che ha all’attivo collaborazioni con diverse banche in giro per il mondo, ha seguito non solo la customer experience e il design della filiale, ma anche lo sviluppo tecnico con BUILT, una delle società del gruppo di cui è capogruppo.

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(Courtesy Bank of Georgia)

Il risultato è una “boutique bank” dall’impatto scenografico mozzafiato, dove a trionfare sono le tradizioni secolari del Paese. A fare da fil rouge tra gli ambienti, arredati con mobili di design italiano, sono i dettagli decorativi che riprendono l’alfabeto georgiano, uno dei più antichi al mondo, mentre nell’ex caveau della banca è stata ricavata una sala per la degustazione dei vini locali. I meeting seguono poi i rituali della tradizione georgiana, con uno (o più) brindisi a base di Chacha, l’acquavite georgiana. Per questo motivo, i tavoli delle sale meeting sono dotati di un elemento a scomparsa provvisto di superalcolici. Inoltre, al centro dello spazio è stato posizionato un grande specchio a celebrare una delle più grandi fortune del Paese: l’acqua, fonte che ha permesso lo sviluppo agricolo e industriale del Paese.

«Abbiamo esplorato e fatto nostro l’heritage della Georgia, partendo ad esempio da uno degli elementi più preziosi e unici del Paese, l’alfabeto Asomtavruli, che è stato usato come pattern per la visual identity di tutti i materiali di comunicazione. Da qui abbiamo costruito un racconto basato sulle bellezze del Paese, sul suo essere al centro della Via della Seta e dunque delle culture delle rotte economiche e culturali. Questo genera un impatto ben diverso rispetto a quanto proposto dalle altre classiche banche private presenti nel mercato internazionale, con un approccio di omnicanalità molto forte e coerente», racconta Andrea Borsetto, chief creative & founder di DINN!

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(Courtesy Bank of Georgia)

La filiale è strutturata in due ambienti: una zona di front office, dove si trovano le sale riunioni sopraelevate, e la zona di back office, in cui viene gestita l’operatività. Più che in una banca, sembra di entrare in un hotel, con un servizio di concierge che accoglie i clienti e una zona lounge al centro della sala. «Abbiamo voluto creare un impatto emozionale», ha commentato Archil Gachechiladze. E facendo leva sull’emozionalità, la banca diventa uno strumento di storytelling per raccontare le ricchezze del Paese, invogliando i clienti a investire. La rinascita della Georgia passa (anche) da qui.

 

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