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1 giugno 2026

Le 10 migliori operazioni azionarie di Donald Trump nel 2026

Finanziato da Big Tech per la rielezione, Trump piega le norme sull'IA a favore dei colossi e intasca i guadagni di borsa
Le 10 migliori operazioni azionarie di Donald Trump nel 2026

SUFFERN, NEW YORK – MAY 22: U.S. President Donald Trump dances on stage after delivering remarks during a campaign and economic policy event in the Eugene Levy Fieldhouse at SUNY Rockland Community College on May 22, 2026 in Suffern, New York. Trump traveled to the Hudson Valley to help bolster the campaign of Rep. Mike Lawler (R-NY) as he seeks reelection in what is expected to be one of the nation’s most closely watched House races this November. (Photo by Roberto Schmidt/Getty Images)

Kyle Khan-Mullins
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Kyle Khan-Mullins

All’inizio del suo secondo mandato, Donald Trump è salito a bordo di una Tesla e ha rilasciato una recensione entusiasta al produttore dell’auto, il suo più grande finanziatore miliardario, Elon Musk. “È tutto un computer!”, ha esclamato Trump.

Quest’anno, il presidente ha portato quella stessa filosofia nel suo portafoglio di investimenti. Trump ha rivelato in una serie di dichiarazioni finanziarie questo mese di aver effettuato quasi quattromila operazioni di trading tra gennaio e marzo. Si tratta di una media di 44 transazioni al giorno, quasi tre volte superiore a tutto il 2025 messo insieme. Il volume totale degli scambi è stato compreso tra i 200 e i 700 milioni di dollari.

A differenza dei suoi recenti predecessori  — incluso se stesso — Trump non si limita a comprare e vendere obbligazioni, fondi indicizzati e mercati monetari. Decine di singole società quotate in borsa stanno ricevendo il sigillo presidenziale di approvazione o disapprovazione, rendendo il comandante in capo una sorta di indicatore di mercato vivente.

Ogni volta che una di queste società viene aggiunta o tolta dal suo portafoglio, gli interrogativi si moltiplicano. Fa affari con il governo? Ha bisogno di considerazioni normative? Desidera approvazioni per l’esportazione, favori fiscali, contratti federali, restrizioni antitrust, lodi dalla Casa Bianca o un posto al tavolo che conta?

Forbes ha analizzato le più grandi operazioni azionarie del presidente, circa 240 transazioni superiori a 250mila dollari. Il modello emerso è chiaro: tutti i suoi 10 migliori acquisti sono stati titoli di aziende tecnologiche, spinti dal boom incontrollato dell’intelligenza artificiale che Trump ha messo al centro della sua politica economica. Tutto è, per l’appunto, un computer.

Le scommesse azionarie di Trump

La migliore scommessa di Trump è stata apparentemente Dell. Il presidente ha acquistato azioni Dell per un valore compreso tra 1 e 5 milioni di dollari il 10 febbraio; il titolo della società, sostenuto dagli accordi sui data center per l’IA, è cresciuto del 142% da allora. Ciò significa che se avesse acquistato 3 milioni di dollari in azioni, la metà del range dichiarato, oggi varrebbero circa 7,3 milioni di dollari.

E Trump non si è fermato qui. Ha acquistato le azioni della società altre tre volte a marzo, sempre per importi inferiori, per poi concedere all’azienda un insolito “aiuto” presidenziale l’8 maggio. “Andate a comprare un Dell”, ha dichiarato dalla Casa Bianca dopo un evento con il ceo Michael Dell. Il titolo ha chiuso in rialzo dell’11,5% quel giorno e da allora è cresciuto del 31%.

Questa non è l’unica azienda legata alle infrastrutture dell’economia dell’IA su cui Trump ha ottenuto guadagni stratosferici. Il produttore di semiconduttori Amd è in rialzo del 136% da quando il presidente — che l’anno scorso ha permesso all’azienda di esportare chip avanzati in Cina in cambio di una quota del 15% per il governo statunitense — ha acquistato azioni per un valore compreso tra 500.000 e 1 milione di dollari a febbraio. Ha investito altre nove volte successivamente, ma ha anche venduto una quota compresa tra 15mila e 50mila dollari a fine marzo, il che potrebbe aver ridotto parte dei suoi guadagni.

Il 12 gennaio ha acquistato tra 1 e 5 milioni di dollari di Texas Instruments, che vende componenti per chip IA e che l’anno scorso aveva promesso oltre 60 miliardi di dollari di investimenti in un comunicato stampa che includeva una dichiarazione del segretario al Commercio Howard Lutnick. Il titolo di TI è cresciuto di oltre il 60% da quando il presidente ha investito.

C’è poi Jabil, che produce hardware per server IA e ha ricevuto gli elogi di un account ufficiale della Casa Bianca lo scorso giugno per l’annuncio dei propri investimenti produttivi negli Stati Uniti. Il titolo è salito del 40% da quando il presidente ha investito a febbraio.

Avidità e tornaconto personale?

I Democratici hanno definito queste operazioni di trading per quello che sembrano: avidità e tornaconto personale. “La corruzione del presidente è un disastro per la sicurezza nazionale”, ha postato la senatrice del Massachusetts Elizabeth Warren dopo che Trump ha acquistato azioni Nvidia, per poi portare con sé in Cina il ceo di Nvidia Jensen Huang.

Gli alleati di Trump smentiscono, ovviamente. “Tutti i nostri asset sono investiti in un blind trust gestito dalle più grandi istituzioni finanziarie in indici di mercato generali”, ha risposto Eric Trump a Warren su X. Questo chiaramente non corrisponde al vero. Il presidente possiede azioni in singole società, non solo in fondi indicizzati. E il trust che contiene i suoi beni non è cieco (blind).

I tentativi di difesa sono comunque proseguiti: “Il presidente non siede nello Studio Ovale al computer con un account Robinhood a comprare e vendere azioni”, ha dichiarato in modo più plausibile il vicepresidente J.D. Vance ai giornalisti il 19 maggio. Lo stesso giorno, Eric ha pubblicato un passaggio dal tono legale sostenendo che il portafoglio di suo padre fosse contenuto in “conti interamente discrezionali gestiti da istituzioni finanziarie terze e indipendenti” e che “né il presidente Trump, né la sua famiglia, né la Trump Organization hanno alcun ruolo nella selezione, direzione, approvazione, influenza o sollecitazione di specifici investimenti”.

In risposta a una richiesta di commento, la portavoce della Casa Bianca Anna Kelly ha dichiarato che “non ci sono conflitti di interesse” e ha definito tali domande una “narrazione trita e ritira”. La Trump Organization ha inviato a Forbes una dichiarazione identica al post di Eric, attribuibile a un portavoce.

Le regole federali richiedono solo che il presidente dichiari una gamma di valori per ogni operazione — ad esempio, da 500mila a 1 milione di dollari — quindi non è chiaro esattamente quanto il presidente abbia guadagnato da ogni transazione. Ma assumendo il valore mediano per l’intervallo di ciascuna operazione, ecco i suoi 10 migliori acquisti di azioni finora quest’anno, che collettivamente hanno arricchito il presidente di circa 12,7 milioni di dollari.

I dieci migliori acquisti azionari di Donald Trump nel 2026

I valori sono riferiti alla chiusura dei mercati di martedì 26 maggio. Le cifre sono arrotondate.

1. Dell (ticker: Dell)

Acquisto: da 1 a 5 milioni di dollari il 10 febbraio
Variazione del titolo dal primo acquisto: +142%
Guadagno sul valore mediano: 4,3 milioni di dollari

Trump ha acquistato almeno altri 31mila dollari in azioni a marzo. Michael Dell e sua moglie Susan hanno donato 6,25 miliardi di dollari al Tesoro statunitense nel dicembre 2025 per finanziare la creazione dei “conti Trump”, un nuovo strumento di risparmio creato dai Repubblicani nel loro pacchetto di sgravi fiscali, destinato ai bambini sotto i 10 anni che non erano rientrati nei criteri per un contributo governativo.

2. Texas Instruments (Txn)

Acquisto: da 1 a 5 milioni di dollari il 12 gennaio
Variazione del titolo dal primo acquisto: +72%
Guadagno sul valore mediano: 2,2 milioni di dollari

Il presidente ha acquistato quote minori di azioni TI altre 12 volte nell’arco di tre mesi, per un totale di almeno ulteriori 220mila dollari.

3. Jabil (Jbl)

Acquisto: da 1 a 5 milioni di dollari il 10 febbraio
Variazione del titolo dall’acquisto: +47%
Guadagno sul valore mediano: 1,4 milioni di dollari

Con sede nello stato adottivo del presidente (la Florida), Jabil ha beneficiato di altri tre acquisti da parte del presidente a marzo, per un totale di almeno 115mila dollari.

4. Advanced Micro Devices (Amd)

Acquisto: da 500mila a 1 milione di dollari il 10 febbraio
Variazione del titolo dall’acquisto: +136%
Guadagno sul valore mediano: 1 milione di dollari

Trump possedeva già una piccola quota di questo produttore di chip quando si è insediato. Dai documenti risulta che ne abbia venduto una parte a gennaio, per poi ricomprarla interamente (e aggiungerne altra) nei tre mesi successivi. La ceo di Amd, Lisa Su, ha visitato la Casa Bianca a settembre per partecipare a un evento della Task Force sull’IA nell’Istruzione, un’iniziativa guidata da Melania Trump, ed è stata nominata in un comitato consultivo sull’IA a marzo.

5. Cadence (Cdns)

Acquisto: da 1 a 5 milioni di dollari il 17 marzo
Variazione del titolo dall’acquisto: +30%
Guadagno sul valore mediano: 900mila dollari

Nel luglio 2025, questa società di software per chip si è dichiarata colpevole di aver venduto software a un’università militare cinese in violazione dei controlli sulle esportazioni statunitensi, pagando una multa di 140 millioni di dollari. Trump possedeva una piccola quota al momento dell’insediamento, l’ha venduta a gennaio e l’ha riacquistata rapidamente in seguito.

6. Oracle (Orcl)

Acquisto: da 1 a 5 milioni di dollari il 17 marzo
Variazione del titolo dall’acquisto: +25%
Guadagno sul valore mediano: 750mila dollari

Trump ha scambiato titoli Oracle almeno 17 volte tra gennaio e marzo, acquistando e vendendo pacchetti di dimensioni comprese tra mille dollari e almeno 1 milione di dollari. Il suo grande acquisto è avvenuto circa una settimana prima di nominare il presidente del consiglio d’amministrazione Larry Ellison, uno degli uomini più ricchi del mondo e sostenitore di Trump, all’interno di un comitato consultivo sull’IA il 25 marzo.

7. Synopsys (Snps)

Acquisto: da 1 a 5 milioni di dollari il 10 febbraio
Variazione del titolo dall’acquisto: +22%
Guadagno sul valore mediano: 650mila dollari

Il presidente ha effettuato ulteriori acquisti minori di questo titolo a gennaio e marzo. Anche Synopsys è rimasta coinvolta nelle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina: secondo quanto riferito, la fusione della società con un’azienda di ingegneria cinese è stata approvata dalle autorità di regolamentazione cinesi l’anno scorso solo dopo che gli Stati Uniti hanno allentato le restrizioni sulle vendite di chip.

8. Datadog (Ddog)

Acquisto: da 500mila a 1 milione di dollari il 17 marzo
Variazione del titolo dall’acquisto: +74%
Guadagno sul valore mediano: 550mila dollari

Questa società di cloud computing ha registrato altre nove transazioni da parte del presidente tra gennaio e marzo.

9. Apple (Aapl)

Acquisto: da 1 a 5 milioni di dollari il 2 marzo
Variazione del titolo dall’acquisto: +16%
Guadagno sul valore mediano: 500mila dollari

Il ceo di Apple, Tim Cook, ha coltivato uno stretto rapporto con l’amministrazione Trump, regalando al presidente — notoriamente amante dell’oro — una targa dorata prima di assicurarsi un’esenzione tariffaria per la sua azienda. Cook ha accompagnato Trump in Cina a maggio, dopo che il presidente ha acquistato e venduto milioni di dollari in azioni Apple nel corso di tre mesi.

10. Fortinet (Ftnt)

Acquisto: da 500mila a 1 milione di dollari il 17 marzo
Variazione del titolo dall’acquisto: +61%
Guadagno sul valore mediano: 450mila dollari

Il presidente ha iniziato l’anno vendendo un grosso pacchetto di azioni di Fortinet, una società di cybersecurity, ma a marzo aveva riacquistato la sua quota originaria aumentandola ulteriormente. Ottima mossa: da allora il titolo è volato.

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