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Life 15 marzo, 2019 @ 10:30

Tutti i segreti del primo London Dry Gin 100% milanese

di Matteo Chiamenti

Giornalista sì, finanziario nì.Leggi di più dell'autore
Giornalista pubblicista laureato all’Università Luigi Bocconi di Milano, nel corso degli anni ha scritto principalmente di finanza per testate specializzate (Bluerating, Advisor, ProfessioneFinanza), pur dedicandosi parallelamente anche a collaborazioni nell’ambito dello sport, del cinema, dell’economia, della politica e dei videogiochi (Tuttomercatoweb e Milannews, il Cibicida, Tgcom, il Democratico). Nel tempo libero è polistrumentista per il gruppo di musica elettronica Noise Under Dreaming, studioso di cinema e improvvisato giocatore di rugby e calcetto. chiudi
persone tavolo verde
I tre fondatori (Courtesy Giass)

Giass. Una parola dalla sonorità musicale che in dialetto milanese significa “ghiaccio”, un elemento spesso essenziale per apprezzare appieno il bouquet dei distillati più raffinati. La Milano da bere lo sa bene e non è un caso se un gruppo di amici nati all’ombra della Madonnina abbiano deciso di utilizzare questo termine per raccontare la loro passione per il gin. Una storia da vivere attraverso un’idea imprenditoriale: trasformare il rituale dell’aperitivo in un progetto che legasse questo piacere a Milano, la loro città.

Nasce così Giass, il primo London Dry Gin 100% milanese. Osservi la bottiglia e i rimandi alla città si esprimono nei dettagli: la serigrafia sul vetro, ispirata alle geometrie della Galleria Vittorio Emanuele e quel logo richiama il drago verde della vedovella, la tipica fontanella meneghina. Un prodotto che, al suo debutto nel 2017, ha vinto la medaglia d’argento alla San Francisco Wines and Spirits Competition. E una storia imprenditoriale iniziata da poco, ma che ha già molto da dire, come racconta a Forbes.it Andrea Romiti, uno dei soci fondatori.

Tutto inizia da un incontro durante Expo 2015. Qual’è il vostro background imprenditoriale?

Io, Andrea, e mio fratello Simonpietro nel 2015 lavoravamo nel gruppo Aliante, holding specializzata in investimenti nel settore alimentare. Nell’ambito di un progetto, avevamo assunto Richard D’Annunzio come barman. Questo incontro è stato decisivo. Richard sperimentava e creava infusi per personalizzare i cocktail. Questa sua attitudine ci ha presto rapito, e abbiamo iniziato a pensare e a concretizzare il progetto coinvolgendo anche gli amici Francesco Niutta, banchiere, e Francesco Braggiotti, consulente direzionale.

Cosa vuole essere Giass?

Giass nasce da un’esperienza autentica tra amici: le occasioni, i luoghi, le persone, le modalità, l’operosità e l’entusiasmo sono tutti veri e milanesi doc. La linfa che ci ha spinto sin dal primo giorno è molto patriottica: l’amore per una città che ci ha allevato, che abbiamo visto crescere e che, in definitiva, vogliamo contribuire a far divenire grande. Un progetto che vuole trovare sfogo “internamente”, entrando nel sangue e nelle abitudini dei milanesi, ed esplodere “esternamente”, facendo conoscere a tutto il mondo cosa Milano sta diventando.

Il gin ha vissuto negli ultimi anni una nuova giovinezza. Cosa vi ha convinto a portare avanti la vostra avventura?

Non siamo stai noi a scegliere il gin, ma il gin a scegliere noi. L’entusiasmo ci ha spinto a comprare un alambicco da tre litri su Amazon per fare delle prove e rendere i nostri aperitivi più interessanti. Dopo sei mesi ci siamo ritrovati con una super ricetta in mano…chi l’avrebbe mai detto che saremmo stati il primo gin di Milano?

bottiglia scritta vetro
(Courtesy Giass)

Gin ma anche Milano. Come possono relazionarsi questi due elementi?

Giass vuole portarsi dietro stile, intraprendenza, creatività, elementi che stanno facendo grande questa città. Al di là del nostro background imprenditoriale, abbiamo deciso di far rivivere Milano anche dal punto di vista estetico: il draghetto riprende i rubinetti delle fontanelle milanesi, il cosiddetto drago verde delle vedovelle, mentre la trama della serigrafia si ispira alla cupola Vittorio Emanuele. In cantiere ci sono altre idee, ma le riveleremo al momento giusto.

Quali consigli dareste a un potenziale imprenditore che vuole provare a investire in Italia nel beverage?

Si tratta di un settore molto saturo e dominato dalle grandi aziende. Chi vuole buttarsi partendo da zero deve avere prima di tutto passione e molta determinazione. Ci si fa notare grazie alla qualità del prodotto, alla storia che si racconta, al brand che si costruisce, al progetto diverso che si propone. Servono poi contatti e investimenti, ma danno frutti solo se funzionano i primi ingredienti.

Concludiamo rivolgendo uno sguardo verso il futuro. Avete nuovi progetti in cantiere?

Giass nasce da cinque soci fondatori. Poco dopo allarga la compagine e raccoglie le risorse necessarie per permettere al progetto di fare un primo miglio di tutto rispetto. L’obiettivo è di andare in tutto il mondo e diventare uno dei gin italiani più rappresentativi. Continueremo quindi su questa strada cercando i migliori partner sul mercato.