
Tratto dal numero di agosto 2020 di Forbes Italia
Si sente spesso dire che le idee più belle, e anche quelle di maggior successo, nascano proprio da momenti di crisi. E difatti, quando a marzo 2019 Alberto Bressan perde la posizione che occupava in una grossa multinazionale, mai si sarebbe aspettato che sarebbe stata l’occasione che avrebbe rimescolato le carte del suo destino. A salire subito a bordo della nuova avventura imprenditoriale, Simone Scodellaro, l’amico di una vita diventato socio co-fondatore, e poco tempo dopo anche Eduardo Bolioli, artista uruguaiano, che ha permesso al duo di diventare un trio creativo disegnando la collezione primavera-estate 2020.
“La cosa più difficile? Trovare un nome che rendesse l’idea di quello che stavamo cercando di fare senza risultare banali”, racconta Bressan. Dall’unione delle parole sos, sea e society è nata quindi Soseaty, che riflette l’attenzione verso le tematiche ambientali, diventandone portavoce. Dopo aver visitato diverse fiere chiave per il mondo della moda, i due soci hanno iniziato a costruire un brand basato unicamente su tessuti rigenerati, riciclati e organici, una supply chain corta, una catena logistica carbon neutral e un packaging organico e compostabile.
“L’obiettivo è stato sin dall’inizio quello di sviluppare un sistema economico circolare in grado di estendere la vita dei capi usati dei clienti oppure utilizzarli per la produzione di nuovo filato, e quindi tessuto, impiegato per la produzione delle collezioni future”. In questo contesto si inserisce Re3, modello di economia circolare per ridurre l’impatto ambientale dei capi usati. Come funziona? Molto semplice: per ogni capo venduto l’azienda offre un rimborso del 20% del suo valore, se il cliente restituisce un indumento della stessa tipologia di quello acquistato. A seconda delle condizioni estetiche e funzionali, il capo reso viene rivenduto come vintage (re-sell), regalato a persone in difficoltà (re-use), oppure, se in condizioni pessime, rigenerato (re-generate) in nuovo filato. Non più solo consumare, quindi, ma possedere un bene potendogli dare nuova vita dopo il primo utilizzo. Grazie all’utilizzo di Qr code, inoltre, tutti i capi usati che vengono restituiti sono identificati in modo univoco. Tale tecnologia posiziona Soseaty come l’unico marchio italiano che ritira indumenti usati, compliant alla normativa italiana sul rifiuto tessile: “È il momento di effettuare un profondo ripensamento del fashion system”, spiega il manager.



