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Lifestyle 10 Agosto, 2020 @ 10:15

Piera 1899, il rebranding di una tradizione lunga un secolo

di Roberta Maddalena

Staff writer, Forbes.it

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Vini italiani: Piera Martellozzo, titolare di Piera 1899
Piera Martellozzo, titolare di Piera 1899

Articolo tratto dal numero di agosto 2020 di Forbes Italia

Da un lato un profondo attaccamento alla tradizione, complice un heritage che da oltre un secolo racconta l’amore per il vino, dall’altro un profondo know-how che ha permesso negli anni all’azienda vinicola Piera 1899, prima conosciuta come Piera Martellozzo 1899, di essere presente in Italia e nei maggiori mercati esteri. “L’obiettivo della nuova strategia di comunicazione – spiega Piera Martellozzo, titolare di Piera 1899 – è di enfatizzare la storia secolare dell’azienda, riportando nel nome soltanto l’anno di fondazione, il 1899. Piera, oltre ad essere il nome di chi oggi guida l’azienda, racchiude l’anima della cantina. Piera infatti è un acronimo: significa Pionieri Innovatori Esperti Ricercatori Autori, tutte caratteristiche in cui ci identifichiamo. Era nel 1899, in provincia di Padova, quando la prima generazione della famiglia Martellozzo entrò nel mondo del vino. Giovanni, nonno di Piera, fu il primo a intuire che con la nascita delle nuove classi sociali ci sarebbe stata la richiesta di un bere diverso. È stato poi Mario, uno dei cinque figli di Giovanni, a prendere in mano il timone dell’azienda e ad ampliare le produzioni proiettandosi sui mercati esteri. Nella figlia Piera, Mario vide la futura guida della società e nel 1992, con un veloce passaggio generazionale, delegò l’intera responsabilità alla più piccola della famiglia, allora soltanto ventinovenne.

“Non è stata una scelta spontanea, ma oggi ne sono estremamente orgogliosa”, dice. “Si è trattato di un passaggio generazionale anomalo, e soprattutto velocissimo. Oggi cerco di trasmettere i valori del marchio anche alla nuova generazione ed è bello condividere quello che è stato con ciò che sarà, mettendo insieme le due visioni”, racconta la manager, che fin dal primo momento ha regalato un nuovo slancio all’azienda, focalizzando l’attenzione sulla qualità dei prodotti, rispolverando vitigni autoctoni e creando un legame molto stretto con altri territori, in particolare nell’area del Triveneto. Nel 2001 acquistò infatti un’azienda in Friuli Venezia Giulia e decise di spostare la sede dell’impresa di famiglia nel cuore della Grave Friulana. Un’impresa che oggi ha cambiato nome ma di certo non i suoi valori: “L’obiettivo della nuova strategia di comunicazione è di enfatizzare la storia secolare dell’azienda riportando nel nome l’anno di fondazione. Piera non è solo il nome di chi oggi guida la cantina, ma racchiude l’anima della nostra attività”, spiega. Certo, non è stato facile essere una giovane donna di 29 anni senza alcuna esperienza alle spalle nel panorama vinicolo, in un mondo quasi tutto maschile. Ci vuole capacità di programmazione.

Vini Italiani: Terre Magre dell'azienda Piera 1899
Terre Madre di Piera 1899

“Gli ultimi mesi ci hanno mostrato come sia fondamentale riuscire a vedere e comprendere le cose rapidamente: oggi avere una visione lungimirante è fondamentale, così come lo è lavorare con trasparenza nei confronti dei nostri clienti. In che modo? Durante il lockdown, ad esempio, abbiamo adottato una strategia di distribuzione multicanale, potenziando la creatività dei canali social”. Quello che non manca all’azienda è inoltre una forte dose di innovazione. In tempi non sospetti hanno riscoperto infatti vitigni autoctoni e varietà che rischiavano di andare perdute. Sono stati tra i primi a credere nel biologico, 22 anni fa, e ad adottare una politica di sostenibilità ambientale che li ha portati ad attivare un sistema fotovoltaico che fornisce la quasi totalità del fabbisogno energetico aziendale, all’utilizzo di un packaging eco-friendly con etichette in carta cotone. Per Piera Martellozzo, inoltre, per il comparto vinicolo questo è un momento estremamente difficile, in cui ogni azione intrapresa potrebbe avere risvolti positivi o negativi. “Ora è necessario sostenere le aziende con misure specifiche. Aiutare le aziende attraverso una politica di lavoro adeguata significa quindi aiutare concretamente l’economia del Paese”, conclude.

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