Chi è l’italiana che crea profumi per Carolina di Monaco e per le star di Hollywood come Madonna

Maria Candida Gentile
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Ph. Gueorgui Pinkhassov - Maria Candida Gentile, l’italiana che crea profumi per le star di Hollywood
Ph. Gueorgui Pinkhassov

È l’italiana che crea profumi per le star di Hollywood e personalità famose, tra cui Madonna e Carolina di Monaco. “Ma non solo. Per me tutte le persone sono importanti allo stesso modo, non importa se siano famose o meno”, sottolinea Maria Candida Gentile. “Creo profumi su misura, basandomi sulla personalità o su storie e avventure di vita, oltre che su note olfattive, o mi lascio ispirare dalle mie esperienze ed emozioni per crearne altri. Le mie fragranze sono uno strumento di seduzione e bellezza, ma anche sincere traduzioni armoniche dei magici algoritmi della natura, che il nostro corpo e la nostra anima sanno riconoscere, capire, amare istantaneamente”. Ligure di nascita, Maria Candida ha puntato a sviluppare un brand molto personale e assolutamente non convenzionale, che l’ha distinta in Italia e nel mondo come l’artista del profumo.

Come è nata la sua relazione con il mondo dell’olfatto?
Sono stata affascinata dagli odori fin da quando ero bambina. Ho potuto scoprire il mondo viaggiando con mio padre, comandante di navi. Il primo ricordo olfattivo che conservo è quello delle rose Cleremattin che crescevano nel giardino di casa, in Liguria: ne raccoglievo i petali per preparare piccoli flaconi di acqua profumata che regalavo.

    Gueorgui Pinkhassov
    Gershwin Limone
    Burlesque Cava
    trittico

Quando ha compreso che poteva trasformare la sua passione in un business?
Ho studiato nei più prestigiosi istituti di profumeria artistica, con i migliori maestri, come Grasse presso la scuola Roure, poi per quattro anni ho lavorato per importanti brand. Quando ho realizzato che dovevo seguire la mia indole e riscrivere alcune delle regole che avevo imparato, ho intrapreso il mio viaggio con il mio marchio. Credo che l’intuizione di poter trasformare l’amore per gli odori che ho avuto sin da bambina in un business sia nata lì: nell’incontro tra la conoscenza che avevo sviluppato e la necessità artistica di creare qualcosa di vero e di mio, che andasse controcorrente non per il puro gusto di farlo ma per portare una visione olfattiva che vibrasse completamente dentro di me. Sideris, la mia prima eau de parfum, è nata davanti al mare di Fiascherino, in Liguria. È un omaggio a Cesare Pavese e a una sua poesia in particolare. Apre con declinazioni innovative di incenso e cisto laudano. Quest’ultimo ingrediente viene poco usato perché spesso sostituito con molecole di sintesi. Il pubblico se ne è innamorato. Forse lì ho realizzato che potevo e dovevo andare avanti. Non è stato facile mantenere questa direzione.

Quali sono, per lei, le armi vincenti per sviluppare un brand?
Oggi il rapporto tra brand e consumatore è sempre più una relazione di scambio, un dialogo, non è più un monologo della marca. Per essere arricchente e duraturo questo rapporto deve essere caldo e, soprattutto, fondato sulla sincerità, come le relazioni tra persone. Personalmente ho sempre messo molto di me stessa nella marca che ho creato, la incarno allo stesso modo in cui ogni mia creazione è connessa con le mie memorie, i miei ambienti e i miei obiettivi che sono sempre stati un punto fermo per me. Tutto parte dall’idea di creare un profumo che, oltre ad avere un buon odore, faccia stare bene chi lo indossa. Da qui è nata la mia scelta di lavorare solo con materie prime naturali di altissima qualità che possano entrare in vibrazione con il nostro corpo e con la nostra memoria. Per esempio per la nota di cuoio presente nel mio profumo Barry Lyndon ho utilizzato unicamente materie prime naturali. Per arrivare a creare questa nota, che solitamente si ottiene dalla miscelazione di alcune note sintetiche, ho impegnato quasi due anni. Questo, per me, significa realizzare i propri obiettivi e rimanere fedeli alla propria filosofia. La costruzione di un brand passa soprattutto da questo: dalla verità.

A ogni profumo che lei crea è legata quindi anche una storia e un’esperienza sensoriale? E’ qualcosa di molto originale che ha saputo distinguerla…
Certamente. Ogni mio profumo è legato a un’esperienza che si traduce poi in espressione artistica. Le mie fragranze sono diciannove monografie che compongono fin qui il dizionario olfattivo della collezione Maria Candida Gentile. Universi autonomi, fragranze uniche, mondi che intrecciano memorie, suggestioni d’artista, viaggi reali e immaginari. Sono accordi inaspettati che fanno sorridere chi li indossa.

Lei crea profumi personalizzati sulla persona. Come funziona questo processo esattamente?
Se creo un profumo su misura devo conoscere chi lo indosserà e questa conoscenza ha bisogno di profondità e relazione per generare arte olfattiva che sia realmente dedicata. Insisto sulla condivisione e sulla sincerità, devono essere valori veri e non di maniera: ad esempio io uso solo molecole naturali nelle mie creazioni e trovo che sia un atto di rispetto verso la natura, verso le persone che amano i miei profumi, ai quali dedico un’attenzione per stare bene e verso l’arte olfattiva che rappresento.

Il suo rapporto con l’arte ha segnato anche il divenire del suo marchio, cosa significa per lei questo percorso? Quanto conta l’arte nel suo processo creativo?
Il mio processo creativo è un atto d’arte. L’arte è fruita attraverso i sensi ed è normale pensare all’arte visiva o alla musica, ma curiosamente sembra mancare una definizione per l’arte fruita dall’olfatto. È l’arte senza musa, eppure così presente e connessa con l’intimo e con le emozioni. Si pensi al rapporto tra un odore, un profumo e la memoria, a quanto è pervasivo e profondo, alle emozioni che fa risuonare. Io dialogo con l’arte e con gli artisti in quanto artista, che dipinge con gli odori perché questa è la mia qualità. Ho esposto alla Biennale di Venezia con Luca Vitone, alla Fondazione Prada con Pamela Rosenkranz, ho regalato alla città di Lerici il profumo della Luce sviluppando un concetto più ampio insieme a Marco Nereo Rotelli. L’arte contemporanea comprende l’arte olfattiva e se non fossi artista olfattiva non esisterei, farei altro. E considero molto importante che chiunque possa fare proprio un mio profumo, indossando così un pezzo d’arte. Lo considero da parte mia un atto politico di democratizzazione dell’arte. È arte fruibile e quotidiana. È parte dell’educazione artistica ai sensi.

Ha avuto come clienti tanti personaggi famosi, tra cui Madonna. Ci racconta qualcosa di questo incontro e della vostra collaborazione?
Ho creato per Madonna un profumo in occasione del suo compleanno. Questo profumo su misura presenta note speziate, incenso e altre note orientali. Gliel’ho consegnato in occasione della festa organizzata a Borgo Egnazia, in Puglia. E’ stato emozionante creare il profumo su misura per questa grande artista. Nel 2017, ho creato per un personaggio della moda molto influente e alternativo, Marcelo Burlon, tre profumi per il suo marchio County of Milano. Sono tre profumi ispirati alla sua terra, l’Argentina, alla Pampas e a riti sciamanici, ai quali sono arrivata dopo lunghi studi antropologici e sempre in confronto con lui.

Lei collabora anche con molti hotel. Con quali al momento?
Collaboro con alcuni resort di fama internazionale, per interpretare lo spirito e l’energia del luogo e attraverso l’arte olfattiva. Ricreare la memoria e permettere ai clienti di portare con loro, quasi come un totem, la memoria della loro straordinaria vacanza racchiusa in una boccetta. Inoltre ho sviluppato negli anni, questo servizio molto interessante che è quello di utilizzare la formula su misura del profumo all’interno della linea cortesia (bagnoschiuma, shampoo, latte corpo, sali da bagno, sapone e talco, ndr), dei profumi d’ambiente e delle candele. Dò la possibilità, quindi, di avere un’esperienza olfattiva del luogo a 360 gradi. Sto lavorando alla consegna di alcuni prodotti con resort importanti quali: Borgo Egnazia, in Puglia, Albereta, ad Erbusco, e Andana, a Castiglione della Pescaia.

Quali sono le armi vincenti per essere un’imprenditrice di successo?
Dipende da cosa significa per una persona il successo. Soldi o notorietà non dispiacciono mai ma per me il successo non è necessariamente un arricchimento dell’ego o del conto in banca. Oggi sono considerata tra i più importanti nasi mondiali, avendo portato una visione del concetto olfattivo piuttosto divergente dalle proposte che si trovano sul mercato, andando contro paradigmi obsoleti o scorciatoie purtroppo ancora così diffuse. Continuo a credere che il vero lusso sia rimanere fedeli a se stessi e che il successo sia legato al rispetto della propria identità particolare e alla sua difesa a oltranza. Se non mi fossi ribellata a certe convenzioni non avrei avuto il riconoscimento che mi viene accordato, non solo dall’ambiente dei maîtres parfumeurs, ma soprattutto da chi ama la naturalezza e l’innovazione che porto nella mia collezione e nelle profumazioni su misura. Se non c’è integrità non c’è successo, se si crede nella propria unicità personale e imprenditoriale il resto arriva di conseguenza.

Ha creato un profumo particolare o un prodotto – c’è chi ha creato igienizzanti da profumi, per esempio – durante questo periodo della pandemia?
In questo momento di sospensione e di riflessione che coinvolge tutto il nostro mondo, ho pensato di aprire una conversazione olfattiva e di lavorare alla creazione di un odore su tema sociologico che affronta un argomento molto attuale e dibattuto. Ci sto lavorando con il mio team e la realizzazione di questo, per me, può essere considerato il mio sogno nel cassetto. Prima verrà presentato in un museo e successivamente verrà venduto in quantità numerata. Ora come ora non posso dire di più.