Come questi ragazzi under 30 hanno creato una startup che consegna farmaci a domicilio

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Energia, passione e tanto impegno. Quella di Pharmercure, prima di tutto, è la storia di un gruppo di ragazzi che ha creduto nella sua idea sin dal primo momento, quando nelle aule universitarie dello Startup Creation Lab di Torino era solo “una delle tante”. Si tratta di Maurizio Campia, astigiano e ceo dell’azienda, Gianluca Abate, direttore tecnico, Thomas Pullin, che si occupa della gestione finanziaria, e Federico Mecca, che oggi ha il ruolo di advisor ed è meno operativo rispetto agli altri tre. L’idea in cui hanno creduto è tanto semplice quanto innovativa: permettere di prenotare online e ricevere a domicilio farmaci, anche con ricetta, e prodotti di parafarmacia. Insomma, una sorta di farmacia a domicilio, per intenderci. Un progetto in cui hanno creduto i primi investitori, le persone che tutti i giorni lavorano per loro, e anche Forbes Italia, che ha selezionato i quattro fondatori tra gli under 30 del 2021.

Tutto ha inizio nel 2017, proprio allo Startup Creation Lab: “Siamo stati un piacevole incidente di percorso”, ricorda Maurizio. “Il laboratorio mirava a fornire competenze imprenditoriali agli studenti. Abbiamo formato il nostro team in maniera quasi casuale. C’erano diversi progetti su cui lavorare e uno di questi era Pharmercure”. Sei mesi di progettazione, una menzione di riconoscimento nell’ambito del laboratorio e via, si parte: a inizio 2018 i giovani compagni di banco diventarono soci.

Oggi Pharmercure è disponibile in 25 comuni di 13 province del Nord, Centro e Sud Italia; il fatturato nel 2020 ha raggiunto i 220mila euro e ha un transato pari a 1,2 milioni di euro. Un risultato che a inizio 2018 poteva sembrare soltanto un lontano miraggio. “Per quell’anno abbiamo dovuto contare soltanto su noi stessi”, racconta Gianluca. “Eravamo tutti studenti ed eravamo preparati all’idea di poter passare molto tempo senza guadagnare niente, sostenendo il peso di tutto sulle nostre spalle. Poi chiaramente è arrivata l’esigenza di raccogliere qualche soldo”. Il primo round di investimento da 150mila euro ha visto entrare nella compagine societaria imprenditori, farmacisti e alcuni business angel piemontesi e lombardi. La spinta che ci vuole per dare una struttura al progetto, assumere le prime persone e lanciare il prodotto digitale.

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Una piattaforma che fa da ponte tra la farmacia e i propri clienti. “Consentiamo alle farmacie che fanno parte del nostro network di fidelizzare i clienti” spiega Thomas. “Abbiamo due fasce orarie di consegna: gestiamo gli ordini della mattina entro pranzo e quelli del pomeriggio entro cena”. Delle specie di galoppini delle farmacie? Non proprio. L’immaginazione non deve andare ai rider del food delivery, che fanno della rapidità di consegna il loro mantra e che spesso devono fare i conti con situazioni contrattuali scomode. Quelli di Pharmercure sono dei corrieri, impiegati di aziende logistiche partner. E a volte sono persino loro stessi, i fondatori, a scendere in strada in sella alla propria bici per effetturare le ultime consegne della giornata. Fortuna che almeno Thomas, responsabile della gestione finanziaria, è un appassionato ciclista. “Per noi non è importante che siano tanti e veloci nella consegna. A noi servono persone che mettano qualità, pagate per dare disponibilità indipendentemente dal lavoro eseguito durante il periodo in cui sono di servizio” precisa Maurizio. Una scelta che nasce da un principio etico e che ben si sposa con questa industry. Al contrario di altre categorie, come quella del food, quella del farmaco non prevede quasi mai un’esigenza immediata di ricevere il prodotto. “La maggior parte delle persone sono soddisfatte con una consegna a mezza giornata”.

A novembre 2019, dopo aver aperto le prime sedi ad Asti, Torino e poi a Milano, Pharmercure perfezionò il secondo round di investimento con Reale Mutua Assicurazione. L’ingresso di un partner così solido e l’importante aumento di capitale non rappresenta un punto di arrivo, bensì di partenza. Soprattutto perché pochi mesi dopo è arrivata l’onda della pandemia da Covid-19. Un evento che ha costretto la startup torinese a fare, da un giorno all’altro, quegli stessi passi in avanti che avrebbe compiuto forse in due anni. “Quando c’è stato il primo lockdown abbiamo moltiplicato per 15 i volumi di consegna”, racconta Gianluca. “Non avevamo previsto un’esplosione del genere, quindi abbiamo dovuto rivedere la nostra struttura e la nostra organizzazione, per far fronte ad un mercato che da un giorno all’altro è cambiato completamente”. Cambia il mercato, cambiano loro come imprenditori. “Come la scossa nell’acqua che fa venire a galla i pesci, così la pandemia ha fatto affiorare tutti i nostri problemi, che conoscevamo e che stavamo affrontando, ma che sono diventati improvvisamente prioritari”, racconta Campia.

Un uragano che ha permesso a Pharmercure di crescere, di conoscersi più nel profondo e di posizionarsi meglio nel mercato, aspetto fondamentale per sopravvivere. L’azienda infatti è specializzata rispetto ad altri operatori del mondo farmaceutico perché offre un servizio di delivery, ed è specializzata rispetto alle altre aziende di delivery perché si occupa di farmaci con

ricetta. Un connubio che permette alla startup di svilupparsi, di ritagliarsi la propria nicchia e di resistere alla presenza dei colossi come Amazon, per esempio, che con l’Amazon Pharmacy potrebbe sembrare il classico gigante che finisce per schiacciarti. Maurizio, decisamente un amante delle metafore, spiega come la ‘piccola’ Pharmercure sopravviverà: “Io vivo l’innovazione come se fosse una grossa onda che arriva. Le farmacie sono sulla spiaggia e hanno due scelte: ignorarla ed esserne travolti oppure prendere una tavola da surf e cavalcarla. Pharmercure non è l’onda. Noi siamo la tavola da surf”. Uno strumento specializzato e verticale in mano ai farmacisti per cavalcare un’onda, una nuova tendenza, che prima o poi arriva.

I progetti futuri sono tanti, dagli aumenti di capitale all’obiettivo di estendersi in tutti i capoluoghi italiani, passando per novità tecnologiche che permetteranno a Pharmercure di essere ancora più efficiente e attraverso le nuove assunzioni, già ad oggi in programma a Torino, per ampliare il suo organico. Gli aspetti invece che rimarranno invariati sono i valori alla base del progetto. Gli stessi che hanno unito questi ragazzi nel 2017, in quelle aule dello Startup Creation Lab di Torino. Gli stessi che consiglierebbero a qualunque giovane avesse in mente di emularli in questa loro avventura imprenditoriale: energia, passione e tanto, tanto impegno.