L’azienda finlandese guidata da un 28enne che mira a diventare la più grande community di startup del mondo

Miika Hattunen, photo by Slush
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La capacità imprenditoriale nasce anche dalla voglia di imparare, di confrontarsi con gli altri, di fare errori e di non avere paura di fallire. Miika Huttunen, 28 anni, con un team che va dai 20 ai 30 anni, è l’amministratore delegato di Slush, società che mira a creare la comunità di startup più grande al mondo. Il suo obiettivo è facilitare connessioni, meeting e incontri tra i fondatori e gli investitori o i venture capitalist, oltre ad aiutare nella partecipazione alle competizioni.

La sua sede principale è a Helsinki, in Finlandia, ma ormai ha comunità in tutto il mondo. “Abbiamo svariati team in diverse città”, spiega a Forbes Italia Huttunen, “In Finlandia abbiamo cominciato con 25 persone e, poi, a partire dalla primavera e per tutto l’anno assumiamo oltre 100 persone e circa 2.000 volontari che aiutano a rendere possibile l’evento di Helsinki”. Quest’anno l’appuntamento principale, lo Slash 2021, avrà luogo l’1 e il 2 dicembre, ed è l’evento raduno tra le principali startup e investitori che si ripete ogni anno nella città finlandese. Al momento, gli organizzatori restano positivi che si possa svolgere di persona.

I progetti di espansione, però, non si fermano alla sola Finlandia. La società, infatti, ha team fissi di una decina di persone anche in Cina e Norvegia, con ulteriori staff locali in altre parti del mondo. “In questo momento, stiamo assumendo gente da tutto il mondo per il nostro ufficio di Helsinki. Per la Cina e altre città d’Europa, dove vorremmo organizzare eventi in autunno, cominceremo tra poco con le assunzioni e la ricerca del personale”.

Com’è nata Slush?

È stata fondata nel 2008, come raduno di imprenditori seriali. È divenuta invece la comunità attuale nel 2011, diretta da studenti. Io ho cominciato nel 2014. Sono nato e cresciuto a Helsinki e ho cominciato a studiare all’università nello stesso anno. In principio ho scelto finanza, poi ho cambiato per fare un master in informatica e analisi dei dati.

Cosa l’affascinava di Slush, prima di entrare a farne parte?

La gente che vi faceva parte, con cui collaboravo a distanza prima di farne parte attivamente, era incredibilmente ambiziosa e aveva una visione del mondo piena di possibilità. Compresi subito che era il gruppo di cui volevo fare parte. Mi piaceva l’energia positiva che avevano.

Come ha fatto, poi, a diventarne amministratore delegato?

Come ho detto, sono entrato a far parte di Slush nel 2014 e da allora sono stato coinvolto ogni anno. Prima lavoravo solo come un volontario, poi ho occupato diverse professioni, fino al 2018 quando sono divenuto parte attiva del team e, quando l’amministratore delegato precedente è cambiato, hanno offerto a me il ruolo.

Qual è la missione di Slush?

Crediamo che l’imprenditorialità sia il modo più efficiente per cambiare il mondo. Pertanto, miriamo ad aiutare i fondatori esistenti e a crearne di nuovi. Appoggiamo i fondatori attraverso i nostri prodotti ed eventi. In altre parole, mettiamo in contatto i fondatori con quello di cui hanno bisogno: investitori, mentori, talenti. Slush è anche un acceleratore di talenti che si rivolge a migliaia di giovani motivati ​​a percorrere la strada per diventare imprenditori.

E lei, invece, a cosa mira?

Da parte mia credo fermamente nella missione di formare imprenditori consapevoli e responsabili, con un impatto positivo per cambiare in meglio il mondo. Ci tengo a ispirare la nuova generazione a essere dei fondatori di aziende migliori. Slush è, allo stesso modo, un trampolino di lancio, non una destinazione dove restare per tutta la vita. È un acceleratore verso qualcosa d’altro, un luogo dove fare test e provare cose, dove imparare a costruire grandi prodotti come a discutere con gli investitori. Forse non sarò più qui tra dieci anni, perché il mio scopo è di fondare la mia azienda.

In che settore? 

Qualcosa legato alla grafica del computer o alle comunità, o al gaming. Amo costruire cose: sia ottimi prodotti che team. Amo anche l’ambiente frenetico. Ecco, perché ammiro gli imprenditori e spero, quindi, di costruire qualcosa di mio in futuro.

Slush è anche stata definita un veicolo per il cambiamento… In che senso?

Slush è davvero un veicolo per il cambiamento. Ci sono numerosi esempi di ciò che abbiamo fatto e di ciò che stiamo facendo attivamente. Per esempio: Slush è stata fondata per aumentare la quantità di capitale di rischio nei paesi nordici, aumentare l’ambizione e la consapevolezza generale del mondo delle start up. Dopo 10 anni, molto è cambiato in meglio, ma c’è ancora molto da fare.

Come mirate a cambiare ancora le cose in futuro?

La diversità e l’inclusione nella tecnologia sono estremamente importanti per noi. Pertanto, miriamo sempre a un rapporto di genere 50/50 e ci concentriamo su tutti gli assi della diversità. I modelli di ruolo sono importanti. Ogni anno ispiriamo e lavoriamo con migliaia di studenti e li presentiamo al mondo delle start up e del capitale di rischio.

In cosa consiste il tipo di imprenditoria che auspicate?

Parliamo e agiamo attivamente in conformità con il modo in cui vogliamo vedere l’evoluzione dell’imprenditorialità e della tecnologia. Per sfruttare appieno il potere delle giovani aziende alla ricerca del progresso, dobbiamo reinventare cosa sia l’imprenditorialità. Negli ultimi due decenni, la nostra capacità di creare cambiamenti significativi attraverso le start up è in declino. Investiamo di più e riceviamo di meno. Il nostro continuo progresso come specie dipende da noi che capovolgiamo la situazione. Lo chiamiamo rinascita imprenditoriale.

Cosa si vede fare, esattamente, per vedere questa rinascita imprenditoriale?

Vado per punti, per essere chiaro al massimo. Punto primo, dobbiamo re-immaginare il fondatore. La prossima ondata di aziende rivoluzionarie sarà costruita da fondatori che rappresentano la piena portata dell’eterogeneità umana. Inoltre, lavoreranno in collaborazione con le persone più intelligenti di tutta la società, inclusi il mondo accademico, i governi e le arti. Secondo, bisogna concentrarsi sul vero progresso, perché cambiamento e progresso non sono sinonimi. Mentre il cambiamento è inevitabile e irregolare, il vero progresso è deliberato e disciplinato. Il nostro principale fallimento negli ultimi due decenni è stato il discernimento tra i due. Ora abbiamo poco tempo per concentrare i nostri sforzi sulle questioni più urgenti dell’umanità. Inoltre, abbiamo bisogno che ogni giovane azienda ottimizzi non solo per guadagni finanziari, ma riconosca la propria responsabilità nei confronti dei dipendenti, della società e del pianeta allo stesso modo. Terzo, si devono costruire aziende radicalmente ambiziose, perché non siamo riusciti a raggiungere il futuro che una volta immaginavamo. La fusione nucleare, l’informatica quantistica e l’intelligenza artificiale in generale sono presenti quasi da sempre. Andando avanti, dobbiamo ricordare a tutti perché le startup esistono in primo luogo: per prendere rischi straordinari che, se hanno successo, cambiano il futuro oltre il riconoscimento.

Può fare esempio di storie di startup di successo?

Ci sono innumerevoli startup in tutto il mondo. Difficile specificarne una. Ciò che tutte queste persone condividono in comune è la spinta incessante, l’ambizione alle stelle e le competenze complementari nei loro team.

La Finlandia è stata definita la nuova Silicon Valley… collaborate anche con quest’ultima?

Sì, soprattutto negli ultimi dieci anni abbiamo sviluppato buoni contatti con la Silicon Valley e gli Stati Uniti. Abbiamo collaborato con centinaia di persone, non posso nominare tutti. Abbiamo collaborato, per esempio, con Michael Moritz di Sequoia Capital e John Collison, co-fondatore di Stripe. Nei nostri eventi ogni anno riusciamo ad avere il maggior numero di venture capitalists al mondo.

Crede che il mondo della tecnologia europeo sia diverso da quello americano?

Se mi avessero fatto questa domanda 10 anni fa, la storia sarebbe stata diversa. La differenza tra gli Stati Uniti e l’Europa era netta. Ora, il divario si è chiuso con aziende, investitori e altri elementi di successo. In Europa, in questo momento, c’è un’incredibile quantità di imprenditori ambiziosi. Naturalmente, l’Europa è un mercato molto più frammentato che influisce sul modo in cui le aziende sono costruite qui. Devono diventare globali velocemente e adattarsi anche a lingue diverse, per esempio, ma non è necessariamente una cosa negativa. Sento che il ritmo di lavoro è ancora più veloce negli Stati Uniti rispetto all’Europa. E, naturalmente, gli Stati Uniti hanno costruito il loro ecosistema tecnologico già da molti decenni, ma l’Europa sta recuperando terreno.

Come si differenziano, invece, gli imprenditori finlandesi?

Gli imprenditori tecnologici finlandesi sono quelli che io chiamo “imprenditori scarafaggi”: non si arrendono mai.

Come vede il futuro di Slush?

Sogno che Slush venga definita nei dizionari di tutto il mondo come una parola comunemente nota per descrivere una comunità unica nel suo genere che supporta i fondatori appassionati. Per raggiungere questo, è necessario ridimensionare la comunità in modi diversi. Entro il 2030, i nostri obiettivi sono: in primis, che Slush divenga sinonimo di startup, energia, giovani e leader di pensiero in un’imprenditorialità diversificata, collaborativa e sostenibile. Secondo, che Slush sia presente in tutti i continenti e abbia 100 comunità attive. Terzo, che Slush cresca fino a 100 milioni di euro di entrate. Infine, quarto, che Slush sia uno dei posti migliori al mondo in cui crescere nel proprio percorso per diventare un fondatore di aziende.

Come vede i futuri imprenditori di successo di Slush?

Non ci sono regole certe: ogni storia è diversa e richiede fortuna e aiuto da parte degli altri. Tuttavia, penso che sia necessario avere un team ambizioso ed essere in grado di attirare menti brillanti intorno a te. Devi iniziare prima con il problema, il mercato potenziale deve essere enorme o devi essere in grado di crearne uno nuovo, ancora più grande, come nel caso di Uber. Infine, la cosa che stai costruendo deve essere importante per te, in altre parole: deve essere la tua missione. Questo ti aiuta a superare i momenti difficili.

Quali sono i settori dove investire al momento?

In tutti i campi si possono fondare aziende interessanti. Il trend che mi interessa e che seguo attivamente è quello di risolvere i problemi del mondo degli atomi. In dieci anni abbiamo costruito molti software e piattaforme sociali, quindi la tendenza che mi entusiasma in questo momento è quella di creare soluzioni e aziende che risolvono un mondo estremamente difficile nel mondo fisico.

Come ha cambiato la pandemia il modo di fare business? C’è anche qualcosa di positivo?

La pandemia ci ha portato a ripensare totalmente al modo in cui aiutiamo i fondatori, poiché non possiamo incontrarci fisicamente. Abbiamo pensato a un modo più veloce ed efficiente per creare le connessioni. L’anno scorso abbiamo costruito un nuovo prodotto, chiamato Node by Slush. Grazie ad esso, con una visione 10 volte superiore, i fondatori progrediscono per costruire aziende che cambiano davvero il mondo e il modo di fare impresa.