Perché Chanel ha acquistato una nuova porzione di terreno nel sud della Francia

Chanel N5 (Foto di Pascal Le Segretain/Getty Images)
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Si potrebbe paragonare a una creazione di haute couture, ma in boccetta. Il primo flacone di Chanel N.5 risale al 1921 quando Coco Chanel ne commissionò la creazione al profumiere francese Ernest Beaux. Lo scorso marzo, la celebre fragranza ha festeggiato 100 anni ma, nonostante l’età, la maison della doppia C non ha mai smesso di investire nel suo sviluppo.

Come riporta Reuters infatti Chanel ha acquistato una nuova porzione di terreno nel sud della Francia per garantire le sue forniture di gelsomino e altre varietà, raccolte a mano in un meticoloso rituale che si svolge ogni anno. Si tratta in particolare di altri 10 ettari (circa 100mila metri quadrati) di terreno, che si aggiungono ai 20 che la maison utilizza in collaborazione a una famiglia locale vicino alla città di Grasse, nella Riviera francese.

Per assicurare la sua produzione nella regione, alla fine degli anni ’80 Chanel ha stretto un accordo con la famiglia Mul, il cui gelsomino (insieme alla rosa di maggio rappresenta l’essenza dominante della fragranza) costituisce almeno il 90% di quello coltivato nella regione. Si pensi che un solo flacone di Chanel da 30 ml contiene 1000 fiori di gelsomino e 12 rose di Grasse, regione che a partire dal XVII secolo è diventata cruciale per il mondo dei profumi con campi di rose, gelsomini, lavanda e violette che crescono rigogliose in Costa Azzurra). Oggi, a gestire la produzione della famiglia Mul c’è Fabrice Bianchi che alla Reuters spiega come l’attività non sia stata eccessivamente colpita dalla pandemia grazie alla possibilità per i lavoratori di proseguire all’aperto.

    "Ads: Chanel" (artsy.net)
    Marilyn Monroe (Foto di Ed Feingersh/Michael Ochs Archives/Getty Images)

Una procedura serrata, quella di raccolta dei fiori, che deve essere ultimata entro le ore 13 altrimenti la fragranza diminuisce. Ma per la regione rappresenta un business talmente apprezzato da meritare persino un festival ad hoc, ogni anno ad agosto dal 1946.

Dalla visionaria Coco Chanel, che visto l’immediato successo lo fece arrivare alla produzione industriale, il profumo (il primo a essere immaginato da una donna) incontra la massima fama con Marilyn Monroe che nel 1960 confessa di andare a dormire con solo due gocce di profumo Chanel N.5. Iconica negli anni anche la confezione: una semplice bottiglia da farmacia trasparente, con un’etichetta bianca e nera. Una controtendenza rispetto allo stile elaborato dell’epoca. Persino Andy Warhol, negli anni ’80, ha voluto rendere omaggio al simbolo della maison francese con un’opera intitolata Ads: Chanel, una serie di serigrafie ispirate a pubblicità del profumo apparse fra il 1954 e il 1956.