Anche Square cambia nome: la piattaforma di pagamenti di Jack Dorsey diventa Block

Jack Dorsey
Jack Dorsey, cofondatore e Ceo di Block che ha da poco lasciato la guida di Twitter. (Photo by Kimberly White/Getty Images for Vanity Fair)
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Nel mercato delle piattaforme digitali i brand invecchiano a doppia velocità rispetto a quello tradizionale. Se marchi come Coca Coca, McDonald’s e Ford superano facilmente la prova del tempo, la giovanissima Facebook, nata nel 2004, è appena diventata Meta. Square, la piattaforma di servizi finanziari co-fondata da Jack Dorsey, nata 2009 e quotata alla Borsa di New York dal novembre 2015, adesso diventa Block. Il video pubblicato su Twitter racconta la nascita di questo marchio attraverso un gioco grafico 3D che ricorda, appunto, un videogames fatto di “blocchi costruttivi”, come piace dire a Jack Dorsey.

Il cofondatore e ceo, che ha appena presentato le dimissioni a Twitter, l’altra sua più popolare creatura, esprime con queste parole la nuova mission: “Block è un nuovo nome, ma il nostro obiettivo di potenziamento economico resta lo stesso. Non importa come cresciamo o cambiamo identità, noi continueremo a costruire strumenti per aiutare ad aumentare l’accesso all’economia a sempre nuove entità e investitori”.

Block come ecosistema globale

La didascalia che accompagna il video di Block annuncia un’estensione delle attività della piattaforma di pagamenti mobili. Un cambiamento che comporterà per il visionario Jack Dorsey un impegno full time, suscitando grande attenzione da parte degli investitori. “Il percorso di crescita di Block iniziato nel 2009 ha visto accordi con Cash App, Tidal, TBD54566975: il marchio della piattaforma dedicato ai Bitcoin”. Il refresh dei nomi coinvolge anche il team di criptovalute Square Cripto, che d’ora in poi si chiamerà Spiral.

Nell’ecosistema anche la piattaforma musicale Tidal

Tra i gioielli di famiglia, nell’ecosistema Block, compare anche Tidal. La piattaforma musicale che fu finanziata da un gruppo di artisti guidati Jay-Z, tutti intenzionati ad liberarsi dal giogo economico imposto dai noti giganti della distribuzione dei loro brani. E che poi è stato venduto a marzo dallo stesso rapper newyorkese. La forza di Tidal consiste nel fatto che gli artisti-azionisti inserivano i loro brani in anteprima. Rihanna, ad esempio, mise a disposizione su Tidal il suo singolo Bitch Better Have My Money.

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